skin track

NATIVE CONTENT - Turismo

Speciale Turismo → VAI AL DOSSIER

Tutti i colori dell’arcobaleno

Dalle maestose scogliere di Cape Point agli habitat incontaminati del parco Kruger, dalla vibrante Cape Town alle rinomate vigne delle Winelands, fino al fragore delle cascate più imponenti: ogni angolo dell’Africa australe è uno scrigno di tesori da scoprire

30/01/2024 15:43

Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news
Tutti i colori dell’arcobaleno

Tante etnie, numerose lingue, un’unica, grande eredità, quella di Madiba. E il motto “!ke e: xarra ke”, uniti nella diversità, per raccontare quell’arcobaleno di vita, cultura e poderosa natura che è il Viaggio in Sudafrica, The rainbow nation, nella felice definizione dell’arcivescovo Desmond Tutu. È la terra dei progenitori, la Culla dell’Umanità, uno degli otto siti Patrimonio Unesco del Paese, dove fossili di ominidi risalenti a milioni di anni fa documentano l’incipit dell’evoluzione. E dove tanti discendenti di quei primi antenati, sparpagliati nel mondo con le ondate migratorie, avrebbero poi fatto ritorno: portoghesi, olandesi, inglesi, tedeschi, italiani, più le nove nazionalità autoctone Bantu. Una terra segnata da conflitti e dalla dolorosa ferita dell’apartheid, oggi emblema di una convivenza possibile, che fonde retaggi ancestrali e progresso moderno, lande desertiche e rigogliosi paesaggi, in un mix di scenari impossibili da immaginare prima e da dimenticare poi. Fra savane e tramonti infuocati, culture tribali e metropoli contemporanee, il Paese arcobaleno dispiega la sua energia in un moto perpetuo che assorbe, metabolizza e ricompone in forma inedita le tessere del suo ricco mosaico antropologico. Un invito allo stupore, un esercizio di apertura mentale e reiterato incontro con l’alterità nelle sue impensabili declinazioni: così si preannuncia un viaggio in Sudafrica nelle proposte di Turisanda, “Tour Voyager Shalati”, e Travel Expert di Made, “Tour Seduzione Australe con Accompagnatore”. Due itinerari differenti, due sguardi diversi su una destinazione che, comunque la si viva, resta nel cuore come un radioso arcobaleno: il primo, per chi al viaggio chiede di più, una dimensione intima, con un numero ristretto di persone, esclusiva nelle esperienze, selettiva nei dettagli, dalla scelta degli hotel ai ristoranti più tipici, alle visite speciali con guide parlanti italiano (partenze tutti i martedì da inizio giungo a fine ottobre); il secondo, sempre in piccoli gruppi (massimo 12 persone), alla scoperta della storia e della strabiliante natura sudafricane, con il plus di un accompagnatore esperto ed appassionato in partenza dall’Italia, pronto a soddisfare esigenze e curiosità dei partecipanti ma soprattutto ad arricchire il viaggio con quelle piccole sfumature emozionali che solo la passione per il luogo, la disponibilità umana e la competenza professionale dell’accompagnatore sanno trasferire (partenze il 2, il 9, il 16 e il 23 agosto).

Tutti i colori dell’arcobaleno

La Mother City

Quando dall’oceano il vento soffia sulle coste e l’umidità che sale da False Bay si condensa in una lattea coltre di nubi cingendone la sommità, l’iconica vetta piatta della Table Mountain sembra stendere sulla città un misterioso sortilegio. Ma nelle giornate terse, dai 1.080 m dell’altipiano, il colpo d’occhio su Cape Town, accoccolata nell’arco materno delle sue pendici, dispiega alla vista un tessuto urbano in perenne fermento, una vibrante wunderkammer a cielo aperto, dove ogni suggestione architettonica o paesaggistica incontra una dimensione di possibilità: l’anfiteatro naturale del City Bowl e gli alberghi del litorale, adiacenti al Victoria & Alfred Waterfront, gremito di ristoranti, mercati artigianali, cinema e teatri, l’accrocchio di bric-à-brac, bistrot e antiquari in Long Street, i palazzi Art Deco di Kloof Street, i capannoni industriali di Woodstock convertiti in concept store, le variopinte villette a schiera del quartiere malese Bo-Kaap e, naturalmente, la Town Hall, da cui nel 1990 Nelson Mandela pronunciò il suo memorabile discorso da uomo libero. Così la città madre, primo insediamento europeo del Sudafrica nel 1652, proietta il visitatore in un raffinato mix di stratificazioni culturali e travolgenti scenari naturali, che spaziano dall’imponenza di maestose scogliere a picco alla dolcezza dei vigneti delle Winelands.

Tutti i colori dell’arcobalenoTutti i colori dell’arcobaleno

Pinguini, balene e navi fantasma

«The fairest cape in the earth», come lo definì Sir Francis Drake’s nel 1580, circumnavigando il globo. E, in effetti, il promontorio di Capo di Buona Speranza, così battezzato da Re Giovanni II in segno di buon auspicio sulla rotta verso le Indie, è un’autentica meraviglia della natura: orizzonti sconfinati, scogliere a strapiombo, una riserva di straordinaria biodiversità e un silenzio rotto solo dal fragore delle onde che si infrangono contro le rocce. Un vero finis terrae, che urla al cielo con la violenza delle sue acque e che, non a caso, il portoghese Bartolomeo Diaz, primo europeo a raggiungerlo via mare nel 1487, chiamò in origine “Capo delle tempeste”. Secondo la leggenda, in questo agitato spartiacque fra oceani Atlantico e Indiano, si aggira l’Olandese Volante, il vascello fantasma del capitano van der Decken, che durante un uragano giurò di doppiare il Capo anche a costo della vita. L’apparizione più singolare, risalente al 1881, è registrata nel diario di bordo di un giovane guardiamarina, futuro Giorgio V d’Inghilterra, imbarcato sulla nave Inconstant. Se non a tutti è data la fortuna di intravvedere la sagoma della celebre ghost ship, poco male. I tour di Turisanda e Made promettono avvistamenti altrettanto emozionanti: la colonia di otarie a Duiker Island, i pinguini Jackass a Boulders Beach e, con un po’ di fortuna, la migrazione delle balene al largo della graziosa cittadina di Hermanus.

Tutti i colori dell’arcobalenoTutti i colori dell’arcobalenoTutti i colori dell’arcobaleno

L’arcobaleno nel bicchiere

Dal ruggito potente dell’oceano alla placida quiete dei filari, fra pendii collinari e romantici borghi di provincia, il Paese arcobaleno dispiega il fascino poliedrico della sua scala emozionale. Sull’altopiano che da Cape Town si estende nell’entroterra, incastonata fra le catene montuose che circondano Stellenbosch e Franschhoek, la valle delle Winelands, dove nascono i migliori vini del Sudafrica, reclama una tappa all’insegna del gusto. Concedersela soggiornando in una tradizionale farm house è il dettaglio che fa la differenza. Per consentire agli ospiti di immergersi appieno nel lifestyle rurale e godersi il meglio della vita in fattoria, Turisanda ha selezionato la storica azienda vinicola Boschendal, un piccolo gioiello dell’hospitality country chic fondato nel 1685, che investe in produzioni sostenibili di pregio e nella creazione di valore per la comunità del luogo. Una qualità da gustare nel piatto e nel bicchiere, sorseggiando i rinomati vini della zona, accompagnati da formaggi tipici locali.

Tutti i colori dell’arcobalenoTutti i colori dell’arcobalenoTutti i colori dell’arcobalenoTutti i colori dell’arcobaleno

Il respiro della savana

Il silenzio, stemperato dal chiarore dell’alba, è surreale. I colori della savana si accendono a poco a poco, virando al bronzo. Gli occhi frugano nell’orizzonte alla ricerca di un movimento. Non serve spingersi tanto in là con lo sguardo per cogliere il risveglio della vita: le antilopi si abbeverano ai corsi d’acqua, attirando lo sguardo predatorio dei coccodrilli in agguato, mentre le possenti narici degli ippopotami ne increspano la superficie; zebre e impala brucano all’ombra delle giraffe, protese verso le fronde più alte degli alberi; un muscoloso rinoceronte presidia la sua pozza, osservando un branco di elefanti allontanarsi in lenta processione. Leopardi e ghepardi si muovono al tramonto, aggirandosi furtivi tra i cespugli; il re della savana si cimenta con la caccia delle prede più ambiziose, bufali e gnu, richiamando a banchetto iene striate, sciacalli e rari licaoni. Soggiornare in un lodge all’interno del Parco Kruger, con fotosafari a bordo di fuoristrada scoperti e ranger locali, è un tuffo nel cuore selvaggio del Sudafrica, nelle sue radici profonde e antichissime. Ogni anno, la più grande riserva naturale del Paese, accoglie oltre 1,4 milioni di visitatori, eppure, la presenza dell’uomo è a dir poco impercettibile: 20mila km2 di territorio incontaminato ospitano più di 147 tipologie diverse di animali, inclusi i leggendari “big five”, e un’incredibile varietà di ecosistemi, dai boschi alle colline di granito, dalle foreste tropicali alla savana. Ci sono tanti modi di visitare il parco. Se il Tour Travel Expert di Made offre un’esperienza di nicchia, presso il lodge tendato Camp Shonga, nella riserva privata di Shishangeni, dove hanno accesso solo i veicoli della concessione, il tour Voyager di Turisanda lascia col fiato sospeso, letteralmente, com’è sospeso sul fiume Sabie il Kruger Shalati, lodge unico nel suo genere, ricavato all’interno di un treno d’epoca posizionato sui binari dello storico ponte di Selati, con piscina a strapiombo, dove rilassarsi tra un safari e l’altro e godere dall’alto una vista mozzafiato sul parco. 

Tutti i colori dell’arcobalenoTutti i colori dell’arcobalenoTutti i colori dell’arcobalenoTutti i colori dell’arcobalenoTutti i colori dell’arcobaleno

Il fumo che tuona

«L’immenso corpo d’acqua sembrava perdersi all’interno della terra. Non riuscivo a capire», annotava nei suoi diari l’esploratore scozzese David Livingstone, primo occidentale a scoprire nel 1855 le Victoria Falls. Solo inoltrandosi verso l’ultimo lembo di terra, comprese: «Sporgendosi a guardare dall’alto, tutto ciò che potevamo vedere era una immensa nube di vapore bianco con due meravigliosi arcobaleni di fronte. Scene così belle devono essere state create dagli angeli nei loro voli». Si spinge fino a qui l’itinerario “Seduzione australe con accompagnatore”, nel punto che demarca il confine tra lo Zimbawe e lo Zambia, dove il placido fiume Zambesi precipita, all’improvviso, in una gola stretta e profonda, alta 108 metri, con un fronte monumentale di un chilometro e mezzo e una portata d’acqua tale da creare una nebbia di vapore visibile a 40 km di distanza. Mosi oa Tunya, il “fumo che tuona”, in lingua Makolo: così gli indigeni chiamano le Cascate Vittoria, tra le più impressionanti al mondo, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Un’ultima tappa, con tanto di crociera fluviale al tramonto, confezionata come un sigillo permanente su un’esperienza di viaggio altrettanto indelebile.

Gallery Sudafrica


Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza