La necessità di ampliare un mercato come l’Aim Italia, importante ma ancora non sufficientemente frequentato dalle imprese. Il ruolo che potrebbero svolgere la Consob e il sistema bancario per aiutare le aziende a compiere il passo importante della quotazione. La carica delle piccole e medie società che ce la fanno. L’esempio che offrono alcuni imprenditori di successo, i quali anche quando studiano grandi operazioni di fusione (è il caso di Fca con Renault) decidono di mantenere le società quotate a Piazza Affari. Sono alcuni dei temi affrontati nel corso dell’MF Aim News Award 2019, cerimonia che si è tenuta lunedì allo Spazio Gessi a Milano, durante la quale sono state premiate le migliori società quotate sull’Aim Italia.
«La coscienza di che cosa possa essere per l’Italia l’Aim sta crescendo; non c’è Paese che possa vivere senza un vero mercato in grado di attrarre questo tipo di società», ha dichiarato Paolo Panerai, editore e amministratore delegato di Class Editori, aprendo la cerimonia organizzata dal gruppo editoriale insieme con MF Aim News, MF DowJones e Class Cnbc. «Il Paese ha bisogno di sviluppo e alcuni politici sono consapevoli di questa necessità. Quando, il prossimo 14 giugno all’incontro annuale di Consob col mercato finanziario parlerà il presidente Paolo Savona, sarà chiaro, come lo era stato Mario Nava, nel dire che l’Authority non è nata per fare multe, ma ha un compito fondamentale, quello di aiutare lo sviluppo dei mercati». Panerai ha quindi ribadito che è necessario sostenere le Pmi in questo percorso. «L’Italia batte la Cina per pil relativo alle piccole e medie imprese: 42 per cento contro 52 per cento. Il Paese senza queste realtà non regge». In questo percorso a ostacoli verso la Borsa ha talvolta pesato il ruolo del sistema bancario. «Si è arrivati a dire che le banche del territorio non hanno più senso di esistere. Il rapporto diretto con il direttore di filiale è stato col passare degli anni e i mutamenti dell’economia e della società annullato. In compenso nascono banche nuove con tecnologie nuove che possono dare un loro contributo. Ma è inevitabile che un Paese che ha già un mercato con poche società quotate abbia bisogno di sviluppo.
Più in generale, il mercato è limitato perché è limitato il numero di grandi aziende presenti in Italia, ma anche perché c’è stata in passato una politica condotta da una delle principali banche d’affari, che oggi è cambiata moltissimo ma che allora non ha consentito lo sviluppo», ha continuato Panerai. Eppure ci sono alcuni grandi imprenditori che danno il buon esempio. «Per fortuna John Elkann, presidente e azionista di Fca, ha già stabilito, a differenza di quanto ha fatto Leonardo Del Vecchio, che se andrà avanti l’operazione di fusione con Renault, la società rimarrà quotata anche a Milano». Secondo Panerai, la decisione di Fca di rimanere quotata anche a Piazza Affari qualora andasse in porto la proposta di fusione paritetica con Groupe Renault, è un buon segnale per Piazza Affari soprattutto perché in Italia «il mercato è ancora limitato e sono troppo poche le società quotate». Tornando all’Aim, tra le criticità Panerai ha notato che serve un’evoluzione del ruolo dello specialist: «Andando avanti così è molto difficile che si possa ottenere l’obiettivo che in 5 anni le società quotate su questo mercato (a oggi 114) diventino 1.000. E comunque non sarebbe nemmeno sufficiente per l’economia italiana. Da parte nostra ci impegniamo al massimo in questa direzione».
Venendo alla premiazione, le società di maggiori dimensioni (con un fatturato superiore a 100 milioni di euro) che hanno registrato la più forte crescita di fatturato 2017/2018 sono Somec, Fine Foods Pharma e Orsero. Quelle di medie dimensioni (fatturato da 30 a 99 milioni) che si sono distinte in questo senso sono Abitare In e Notorious Pictures. Quelle di minori dimensioni (0-29 milioni) che sono cresciute di più in questi termini sono Sostravel, come e Askoll Eva. Il premio per la migliore crescita della redditività (Ebitda margin) 2018/2017 è andato, tra le società di maggiori dimensioni, a Neodecortech e Fine Foods Pharma; tra le società di medie dimensioni a Lucisano Media Group e Notorious Pictures. Per la migliore performance azionaria negli ultimi 12 mesi sono state premiate Neosperience, Notorious Pictures e Maps. Per la miglior performance azionaria dal primo giorno di Aim Italia il riconoscimento è andato a Fope e a First Capital. Come migliore comunicazione pubblicitaria multimediale pre e post quotazione è stata identificata Crowdfundme. Il miglior studio legale per operazioni su Aim è Studio Ntcm. L’advisor con il maggior numero di Ipo curate è Ambromobiliare. Il premio speciale come Lady Aim Italia è andato a Livia Cevolini, a.d. di Energica Motor e a Corinna zur Nedden, a.d. e d.g. Ambromobiliare. Nel ritirare i premi sul palco imprenditori e manager delle società hanno confidato sogni, timori, ambizioni o semplicemente ripercorso a ritroso la loro storia. Da un lato c’è stato chi, come Somec (installazioni per navi), «ha scelto di diversificare nel settore civile negli Usa», scelta che è stata ritenuta «vincente», come ha spiegato il presidente Oscar Marchetto. Chi, come Fine Foods Pharma ha la giusta «liquidità che porterà presto a crescere per linee esterne e quindi anche per acquisizioni», ha annunciato il presidente Marco Eigenmann. Una via seguita in passato anche da Orsero, partita dagli orti della Liguria e arrivata alle grandi coltivazioni di tutto il mondo, che ha conosciuto il mercato Aim attraverso una Spac e una business combination realizzata per quotarsi l’anno successivo, passando da 600 milioni di fatturato al miliardo dell’anno scorso. «Abbiamo ancora qualche soldino da investire per cui contiamo di fare qualche altra operazione e puntiamo anche a passare sul mercato principale» di Borsa, ha affermato Matteo Colombini, a.d. e cfo.
Tra i premiati c’è poi chi ha riconosciuto nell’Aim «una piattaforma di investimento straordinaria che ha permesso alla società di crescere». È il caso di Marco Claudio Grillo, a.d. di Abitare In. Lo stesso vale per Notorious Pictures che vuole dedicarsi «sempre più alla produzione e vede nel mercato «un acceleratore di crescita» che ha permesso di migliorare la governance «e di cogliere le opportunità derivanti dalla digitalizzazione», ha spiegato il ceo Guglielmo Marchetti. Un concetto simile è stato espresso da Paolo La Pietra, presidente di First Capital, che ha riconosciuto come la quotazione «abbia dato regole e ordine oltre a una precisa normativa da seguire sugli investimenti». Per Federica Lucisano, a.d. di Lucisano Media Group, la quotazione ha aiutato a crescere e a «internazionalizzare il prodotto». Dario Melpignano, a.d. di Neosperience, azienda che vuole rendere «la tecnologia più umana e coltiva il sogno di rendere il mondo più empatico», nota che «il mercato ha compreso e premiato il progetto» di business. Lo stesso vale per Maps, azienda che si è quotata a marzo di quest’anno e la cui quotazione ha avuto particolare successo. Anche una società con un business edonistico come Fope, azienda vicentina produttrice di gioielli di fascia medio-alta con 90 anni di storia, «è soddisfatta di quanto fatto grazie alla quotazione». Le soddisfazioni sono state anche umane, come nota Lukas Plattner di Ntcm: «In questa professione si incontrano gli imprenditori in un momento molto particolare della loro vita professionale, ma nessuno mi ha mai detto: mi sono pentito di essermi quotato». Una menzione speciale è andata alle «donne dell’Aim». A chi come Livia Cevolini ha saputo far crescere «una passione nata in famiglia». E a chi, come Corinna zur Nedden, «cerca nelle aziende le bellezze da raccontare al mercato». (riproduzione riservata)