Vendite senza sosta sui titoli di Stato Usa, che vanno a colpire soprattutto le scadenze più lunghe. Ieri il rendimento dei Treasury Usa a 30 anni è balzato ai massimi dal 2007, cioè il 5,311%. E alcuni strategist ritengono che il sell-off dei titoli di Stato a lunga scadenza possa proseguire fino al 5,6-5,7%.
Secondo gli esperti, tre elementi potrebbero far salire ancora il rendimento. Il primo è la partecipazione globale. Il focus è sul Giappone, dove i rendimenti dei titoli di Stato a 10 e 20 anni sono saliti, e questo movimento si è riversato direttamente sui mercati Usa. Il secondo rischio è che l'economia statunitense rimanga paradossalmente troppo forte. I mercati stanno attualmente scontando una combinazione insolitamente favorevole: «Crescita resiliente e azioni sui massimi storici», ha scritto Deutsche Bank in una nota, con il quadro indebolito «soltanto da ulteriori strette delle banche centrali e da shock contenuti sul fronte dell'offerta di materie prime». Secondo la banca, tuttavia, una crescita robusta con politica monetaria espansiva potrebbe mantenere elevata l'inflazione e costringere la Fed ad aumentare i tassi più delle attese.
L'ultimo rischio riguarda proprio i titoli a più lunga scadenza: gli investitori potrebbero chiedere una remunerazione maggiore per prestare denaro al governo Usa per diversi decenni. Gli analisti di Bmo hanno sottolineato che l'ultima asta di Treasury a 30 anni si è conclusa con un rendimento ai massimi dal 2001. Un segnale che la domanda per il debito a lunga duration è stata tutt'altro che robusta. (riproduzione riservata)