
Il nostro modello mostra che quanto avvenuto è in linea con i fondamentali dell’oro. Alla fine del mese di marzo 2024 esso avrebbe dovuto registrare un aumento del 13,4% su base annua, che corrisponde sostanzialmente all'aumento del 13,2% a cui abbiamo effettivamente assistito. I dati sull'inflazione dell'indice dei prezzi al consumo per il mese di marzo, che si sono rivelati più incisivi del previsto, sostengono certamente la forza del prezzo della commodity.
Secondo il nostro modello, l'apprezzamento del dollaro statunitense e l'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato sono stati un freno per i prezzi dell'oro, contrastati però da un’inflazione più elevata.
Inoltre, il metallo ha assistito a un miglioramento del sentiment degli investitori, almeno in alcune aree. Il numero di posizioni speculative nette nei future sull'oro è aumentato negli ultimi mesi, rispetto ai livelli piuttosto ridotti di ottobre 2023. Tuttavia, quello attuale è in linea con la media quinquennale, il che non indicherebbe un'eccessiva tensione.
Va detto che gli investitori in ETP continuano a non partecipare al rally, una situazione insolita per un periodo di tempo così lungo. Tuttavia, i deflussi dagli ETP sull'oro sono rallentati e non abbiamo riscontrato segnali di prese di profitto dovute al forte aumento dei prezzi.
Gli elevati rischi geopolitici hanno favorito il rafforzamento del sentiment positivo nei confronti dell'oro. Nel frattempo, si stima che metà della popolazione e del Pil mondiale si recheranno alle urne nel corso dell'anno. Le elezioni presidenziali statunitensi di novembre saranno un evento cruciale, ma anche le elezioni in India, Pakistan, Messico, Indonesia e Regno Unito potrebbero avere un peso sulla forma della geopolitica globale. L'oro è spesso un barometro della soddisfazione (o insoddisfazione) per gli esiti politici. Gli acquisti al dettaglio, in particolare, possono aumentare nei periodi di insoddisfazione per i risultati delle elezioni. Ci aspettiamo che la domanda di oro rimanga forte alla luce del fitto calendario elettorale, oltre che delle guerre in corso.
Sebbene i rialzi dell'oro siano stati interamente contemplati nell'approccio del nostro modello, a sostenere il metallo sembra essere stata anche la forte domanda delle banche centrali. Secondo il World Gold Council, le banche centrali hanno acquistato 64 tonnellate d'oro nei mesi di gennaio e febbraio del 2024, ovvero il 43% in meno rispetto allo stesso periodo del 2023, ma il quadruplo rispetto al 2022. Se si considera che gli acquisti di oro da parte delle banche centrali hanno raggiunto i massimi storici nel corso dell'intero 2022, e che la maggior parte degli stessi si è verificata nell'ultima parte dell’anno, potrebbe essere troppo presto per dire se il trend finora registrato nel 2024 sia indicativo di ciò che avverrà da qui a dicembre.
Il nostro scenario base tiene conto della media dei pareri del Bloomberg Survey of Professional Economists sull’inflazione, il dollaro USA e le previsioni relative ai rendimenti dei titoli di Stato, ipotizzando che l’inflazione continui a scendere (pur restando al di sopra dell’obiettivo delle banche centrali), che il dollaro si deprezzi ulteriormente e che i rendimenti obbligazionari diminuiscano. La previsione si basa sull’inizio dei tagli dei tassi da parte della Federal Reserve a luglio 2024 e sulla relativa fine nel 1° trimestre del 2025, con una riduzione di 100 punti base rispetto al 1° trimestre del 2024. Nello scenario base, l'oro raggiunge i 2.500 USD/oncia entro il primo trimestre del 2025, nettamente al di sopra del massimo raggiunto ad aprile 2024, anche se i prezzi potrebbero attenuarsi nei prossimi mesi, prima di raggiungere tale punto.
In questo scenario, l'inflazione rimane bloccata a un livello più elevato. Tuttavia, la Federal Reserve inizia il suo ciclo di tagli. Nel frattempo, i notevoli rischi geopolitici e i timori di errori politici mantengono alto il sentiment nei confronti dell'oro (espresso dal numero di posizioni speculative). In una situazione di questo tipo, l'oro potrebbe raggiungere i 2.750 USD/oncia entro il primo trimestre del 2025.
Con la Federal Reserve riluttante a tagliare i tassi d'interesse, l'inflazione scende più rapidamente, il dollaro USA si apprezza e i rendimenti obbligazionari non scendono tanto quanto previsto dal consenso. Riduciamo inoltre il numero di posizioni speculative nell'oro per riflettere un calo dei rischi geopolitici. In questo scenario, l'oro potrebbe scendere a 1.910 USD/oncia entro il 2° trimestre 2024, ritornando ai livelli di ottobre 2023 prima di risalire a 2.030 USD/oncia entro il 1° trimestre del 2025.
*head of Commodities and Macroeconomic Research, WisdomTree