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Trasporti, Authority all'attacco

Nel mirino i trasporti su gomma, avvantaggiati dal punto di vista contributivo

Trasporti, Authority all'attacco

MF - Numero 181 pag. 23 del 15/09/2023

Sotto accusa sono anche i presidenti delle port authority italiane, ritenuti contrari alla richiesta di criteri più certi e trasparenti nel rilascio delle concessioni. Dura replica da parte di Assoporti

La relazione annuale 2023 dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti al Parlamento da parte del presidente Nicola Zaccheo ha innescato grandi polemiche. E su due fronti: l'esclusione del versamento al contributo annuale riservata all'autotrasporto e poi ruolo e funzione delle Autorità di sistema portuale. Sul primo tema Zaccheo ha lamentato l'esclusione delle imprese del settore del trasporto su gomma dall'alveo di competenza dell'organo da lui presieduto, paventando inoltre le ripercussioni dei minori introiti derivanti dall'esonero del contributo «sulla capacità di programmazione delle attività dell'Autorità, con conseguente impossibilità di valutare la progressiva riduzione dell'aliquota per tutti i soggetti interessati. Una riduzione che «resta obiettivo di questa Consiliatura». In sintesi, a causa delle facilitazioni al settore dell'autotrasporto gli altri soggetti della filiera logistica pagheranno di più, un messaggio cui Paolo Uggé, presidente della Fai (Federazione autotrasportatori italiani), ha replicato duramente: «Non siamo il vostro bancomat. Il settore della Fai e le attività svolte dalle imprese di trasporto su gomma non sono mai state interessate dal concreto esercizio di competenze attribuite all'Autorità, come più volte sancito dal Tar e dal Consiglio di Stato, e il contributo dovuto non è utilizzato per finanziare attività regolatorie, bensì competenze amministrative generiche, che devono essere a carico della fiscalità generale».

Appena un giorno più tardi è stata Confetra, la Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica, a chiedere che anche le altre anime della logistica abbiano lo stesso trattamento riservato all'autotrasporto. «Condividiamo la norma che esclude il settore dell'autotrasporto merci dall'ambito delle competenze dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art) e quindi sopprime l'obbligo contributivo a carico delle imprese di autotrasporto merci», ha dichiarato il direttore generale Giuseppe Mele. «Ma l'esonero dal pagamento del contributo per le sole imprese di autotrasporto sarebbe discriminatorio per le altre attività del comparto merci, anche perché il mantenimento per queste ultime dell'obbligo contributivo a favore dell'Art configurerebbe un vantaggio economico per l'autotrasporto merci, un aiuto di Stato, in quanto la norma ne ridurrebbe i costi operativi rispetto alle altre attività, che invece restano obbligate alla contribuzione».

Contro l'Authority dei trasporti si è scagliata anche Assoporti, l'associazione delle Autorità portuali italiane finite sotto accusa nella relazione di Zaccheo alla Camera dove è stata chiesta «l'introduzione di criteri trasparenti e certi per il rilascio delle concessioni portuali, assicurando un esercizio più efficace», e promuovendo Art a un ruolo di «presidio di legalità nei diversi contesti in cui opera», comprese le concessioni demaniali. In particolare per Zaccheo, l'Autorità di regolazione dei Trasporti, in quanto parte terza, sarebbe idonea ad «assumere un ruolo di rilevanza nelle azioni di vigilanza sulla sostenibilità economica degli investimenti».

In queste parole Assoporti vede un inaccettabile giudizio di valore su ruolo e operato delle Autorità di sistema portuale, accusate di procedure opache e incerte, gestioni inefficienti, procedure con evidenti e diffusi profili di illegittimità. La legge 84/94 attribuisce alle Autorità di Sistema Portuale l'amministrazione esclusiva delle aree e dei beni del Demanio Marittimo della propria circoscrizione, senza previsione alcuna di supervisione o vigilanza da parte di soggetti terzi, non coinvolti da alcuna legge in attività amministrative e di gestione. Per Assoporti non è pertinente il riferimento ad altri due documenti - il Regolamento 202 del 28 dicembre 2022 di disciplina per il rilascio di concessioni di aree e banchine e le Linee guida dello stesso - non in grado di modificare il dettato normativo del citato art. 6 comma 4 lett. e).

Secca lla risposta delle port authority. I presidenti delle Autorità di sistema portuale italiane, «nel respingere con decisione tali considerazioni, rese pubblicamente in una sede e in una occasione istituzionale, ribadiscono come l'azione delle stesse autorità, i cui compiti sono affidati dalla normativa vigente, sia sempre orientata a operare secondo i principi di trasparenza e terzietà, a garanzia di un accesso equo e non discriminatorio alle infrastrutture portuali». (riproduzione riservata)



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