Accelera questa mattina al rialzo (+4%), con oltre 450 mila pezzi scambiati, Agatos, attiva nel settore delle energie rinnovabili, dopo che ieri il consiglio di amministrazione ha dato il via libera all'emissione di warrant 2018-2020 per un importo totale di 12,1 milioni di euro.
i titoli verranno assegnati gratuitamente a tutti gli azionisti della società alla data di emissione degli stessi in ragione di 1 warrant ogni due azioni possedute, e di aumentare il capitale sociale, a pagamento e in forma scindibile, per un massimo di 12.150.000 euro.
L’emissione dei warrant permetterà agli azionisti di partecipare attivamente ai piani di sviluppodi Agatos in un orizzonte temporale di medio-lungo termine, offrendo uno strumento finanziariovalorizzabile sul mercato borsistico. Le risorse raccolte consolideranno la struttura finanziaria di Agatos in vista del conseguimento degli obiettivi stabili dal piano industriale.
Uno degli step più importanti è l'entrata in funzione, entro quest'anno, di un impianto di smaltimento rifiuti nell'area di Milano che consentirà la produzione e la distribuzione di gas metano con una tecnologia proprietaria, largamente appetibile da molte amministrazioni pubbliche.
da alcune sedute gli scambi sul titolo sono in forte accelerazione spingendo il prezzo a 0,37 euro, che si confronta con 0,29 al debutto sul listino nell'ottobre del 2016.
Venerdì scorso Ubi Banca in un report dal titolo "Ready to start" ha avviato la copertura sulle azioni con raccomandazione buy e target price fissato a 0,41 euro.
Secondo gli esperti l'attuale valore di mercato non riflette il reale potenziale della societa' in quanto Agatos si sta imbarcando in un nuovo ciclo come sviluppatore di progetti e Epc contractor, focalizzato sulla produzione di biometano attraverso l'innovativa tecnologia Biosip.
Agatos inoltre ha una pipeline di prodotti e applicazioni sviluppate nel suo impianto di Ricerca & Sviluppo e offre una serie di servizi che coprono quasi l'intera industria delle rinnovabili. Infine, il mercato di riferimento sta crescendo, in particolare quello dell'efficientamento energetico e del biogas, che sono proprio le attivita' core dell'azienda.
Marco Cristofori, l'analista della banca, ha stimato che quest'anno il fatturato della società potrebbe addirittura triplicalre da 5,5 milioni di euro stimati per la fine 2017 (in riduzione rispetto al 2016) a 16,6 milioni per la fine 2018 e salire ancora a 25 milioni nel 2019.
In questa prospettiva l'ebitda, che nel 2017 dovrebbe aver raggiunto il punto di break even a 520 mila euro, potrebbe salire a 2 milioni di euro a fine anno e a 3,7 milikoni nel 2019, spingendo il margine sul fatturato al 15%.
Di conseguenza i debiti dovrebbero ridursi, ma a un passo nettamente inferiore, dai 15 milioni del dicembre scorso a 13,8 milioni, quest'anno e a 10 milioni nel 2019.
Fondata nel 1988 da Patrizio Finaldi che ne è ancora il numero uno, Agatos ha, secondo l'analista, un eccellente track record, connotato da oltre 500 impianti realizzati e oltre 80 in gestione attiva. Nel febbraio scorso, grazie a un'operazione di reverse take over con Te Wind, specializzata nella fornitura di piccoli impianti eolici, mini-eolico, Agatos è passata sotto il controllo di tre soci, Michele Positano, ceo, e Jeanette Nilsson Olivetti, oltre a Rinaldi che ha la maggioranza relativa, 40%, ed è presidente.