Di nuovo una sessione in rosso per The Italian Sea Group, ieri (-6,4% a 1,08 euro, -73,5% da inizio anno). Il gruppo degli yacht in tensione finanziaria che fa capo al fondatore Giovanni Costantino ha infatti pubblicato i conti del 2025, anno chiuso in profondo rosso, ma nel contempo ha accelerato il piano di risanamento. Il consiglio di amministrazione ha approvato il bilancio consolidato che evidenzia una perdita netta di 170,9 milioni di euro rispetto all'utile di 33,9 milioni del 2024.
Il costruttore italiano di superyacht e megayacht di lusso di Marina di Carrara chiede ora agli azionisti una delega per un aumento di capitale fino a 140 milioni di euro e la possibilità di emettere strumenti finanziari partecipativi fino a 150 milioni, destinati a sostenere la manovra finanziaria nell'ambito della procedura di crisi. A fronte di una capitalizzazione di borsa attorno ai 60 milioni.
I conti. I ricavi consolidati sono scesi del 27% a 295,1 milioni di euro dai 404,4 milioni del 2024. Ancora più marcato il peggioramento della redditività: l'ebitda è passato da un utile di 70,3 milioni a un valore negativo per 99,2 milioni, mentre l'ebit è scivolato a -141,2 milioni dai precedenti 57,7 milioni. La società attribuisce il deterioramento alle irregolarità contabili emerse all'inizio del 2026, agli extracosti sulle commesse navali e alla necessità di contabilizzare fondi per contratti onerosi.
Anche i ricavi operativi mostrano un deciso rallentamento. La divisione Shipbuilding ha registrato 264,9 milioni (-27%), mentre il business Refit si è fermato a 17,1 milioni, con un calo del 59% rispetto al 2024. Si riduce anche il portafoglio ordini: l'order book scende a 1,03 miliardi da 1,24 miliardi, mentre il net backlog passa da 433,4 a 349,5 milioni.
Peggiora sensibilmente anche la situazione finanziaria. La posizione finanziaria netta è negativa per 129,6 milioni contro i -12,5 milioni di fine 2024. La società evidenzia inoltre una posizione finanziaria netta a breve pari a 119 milioni, dopo il mancato rispetto dei covenant bancari, l'interruzione dei rimborsi dei finanziamenti dall'inizio del 2026 e la richiesta di moratoria agli istituti di credito in attesa della definizione della manovra finanziaria.
Il piano di risanamento. Sul fronte della ristrutturazione, Tisg conferma di essere impegnata nella predisposizione del piano economico-finanziario nell'ambito della procedura avviata ai sensi dell'articolo 44 del Codice della crisi d'impresa. La società precisa tuttavia che il piano è ancora in fase d'elaborazione e che non è pertanto possibile formulare previsioni attendibili su tempi ed esito del percorso. Gli amministratori ritengono comunque sussistenti i presupposti della continuità aziendale, pur riconoscendo la presenza di significative incertezze legate alla riuscita del progetto.
Il Tribunale. Nel frattempo il Tribunale di Firenze ha respinto la richiesta della società di sospendere i contratti di costruzione delle imbarcazioni. Il provvedimento lascia invariati gli obblighi contrattuali e mantiene la facoltà degli armatori, ove ne ricorrano i presupposti, di sciogliersi dai contratti. Tisg sta ora valutando gli effetti della decisione sul portafoglio ordini e sul piano di risanamento.
Tra le altre novità figura il passo indietro del revisore Bdo Audit Services, che dovrà essere sostituito dall'assemblea di bilancio del 30 settembre. L'assise dovrà anche esprimersi sul rafforzamento patrimoniale. (riproduzione riservata)