Un cavaliere bianco si fa avanti per The Italian Sea Group (+3,15% a 1,11 euro). Sri Global Limited - holding controllata al 52% da Giulio Gallazzi e partecipata al 48% da Finvacchi srl, la società di investimento di Bernardo Vacchi (fratello minore di Gianluca Vacchi, personaggio del mondo social) - ha trasmesso al cda di Tisg e ai commissari giudiziali una manifestazione di interesse non vincolante per l'acquisizione del complesso aziendale del gruppo fondato da Giovanni Costantino. Un segnale concreto per salvare il costruttore di superyacht di Marina di Carrara, che ha appena comunicato una perdita netta di 170,9 milioni di euro per il 2025 e un piano di rafforzamento patrimoniale fino a 290 milioni.
Dietro l'operazione ci sono Giulio Gallazzi, 62 anni, bolognese, fondatore e ceo di Sri Group, holding di partecipazioni internazionale. Nel suo palmares di consigliere di amministrazione figurano nomi come Tim, Ansaldo Sts Hitachi, Astm del gruppo Gavio, Danieli e Mfe-MediaForEurope. È inoltre tra i principali azionisti di Etro, il brand del lusso e della moda italiana (assieme a L Catterton), e di Banca del Fucino, di cui è consigliere. Non manca un precedente rilevante nella gestione delle crisi: nel 2016-2018 fu nominato su indicazione degli organi di vigilanza presidente di Banca Carige per traghettarla verso una nuova governance.
Bernardo Vacchi porta invece competenze industriali attraverso Finvacchi, la sua holding di investimento. Insieme i due gruppi possono contare su circa 500 milioni di euro di asset under management, una dotazione che segnala capacità finanziaria concreta, anche se l'offerta resta per ora non vincolante e subordinata al completamento della due diligence.
La manifestazione di interesse non è solo finanziaria, ha una chiara impronta industriale e una visione di lungo periodo. Il progetto punta esplicitamente a preservare l'unitarietà del gruppo, mantenendo in Italia il centro decisionale, il know-how e le principali funzioni strategiche. Una presa di posizione significativa in un momento in cui il rischio di smembramento del gruppo o di cessione a operatori stranieri è concreto. Sul fronte occupazionale, il piano si impegna a garantire continuità produttiva negli attuali siti e a tutelare l'occupazione, la filiera e l'indotto, un tema sensibile per un'azienda radicata nel distretto della nautica di lusso toscana. L'obiettivo dichiarato è preservare e valorizzare Tisg come eccellenza del Made in Italy, rafforzandone la competitività.
L'interesse di Sri Global e Finvacchi arriva in un momento difficile per Tisg. Il gruppo ha chiuso il 2025 con una perdita netta di 170,9 milioni, ribaltamento totale rispetto all'utile di 33,9 milioni del 2024. Il deterioramento è stato causato da un mix di fattori: le irregolarità contabili emerse a inizio 2026, gli extracosti sulle commesse navali e la necessità di accantonare fondi per contratti onerosi.
Il cda ha proposto un piano di rafforzamento patrimoniale fino a 290 milioni. L'assemblea è convocata per il 30 settembre. (riproduzione riservata)