Nonostante scambi elevati, per oltre 300 mila pezzi, la quotazione di Vimi Fasteners, al debutto oggi, ha sostanzialmente tenuto con una leggera limatura, -0,2%, sul valore di Ipo di 3,4 euro, in un mercato fortemente ribassista. D'altra parte il titolo si presenta al mercato con multipli eccellenti e alle spalle una famiglia imprenditoriale di alto livello.
«Siamo molto soddisfatti e orgogliosi della quotazione in Borsa Italiana, in questo momento storico della nostra azienda, a 50 anni dalla sua fondazione. Questo traguardo rappresenta una tappa significativa lungo il percorso di crescita e sviluppo che siamo determinati a perseguire anche nei prossimi anni, per fare di Vimi Fasteners uno dei principali player globali del settore,» ha annunciato Fabio Storchi, classe 1948, da Campagnola Emilia, uno degli imprenditori italiani leader nella meccatronica a capo del gruppo Finregg-Comer Industries (342 milioni di fatturato) che ha voluto lo sbarco in borsa di Vimi Fasteners, leader mondiale nei sistemi di fissaggio, quasi 50 milioni di fatturato, di cui è presidente e maggiore azionista.
È arrivato così sul listino Aim uno dei gruppi di maggior successo della meccanica italiana, fondato dallo stesso Storchi insieme ai fratelli Fabrizio e Oscar, nel 1970, dall'anno scorso guidato dalla seconda generazione, il figlio di Fabio, Matteo, presidente e ceo di Comer Industries.
Vimi Fasteners fondata nel 1967 dal cugino di Fabio, Aimone, tuttora vicepresidente, fa parte del gruppo di famiglia e per anni è stata diretta da Fabio Storchi, ma non ha però legami diretti con Comer, tranne la holding in comune.
L'ammissione alla quotazione di Vimi è avvenuta a seguito del collocamento di 3.529.000 azioni ordinarie di cui 2.905.000 azioni di nuova emissione destinate a investitori qualificati, italiani ed esteri, 330 mila destinate a privati in lotti minimi da 102 mila euro, e altre 294.000 azioni, il 9% del totale oggetto dell'offerta globale messa a disposizione dal socio Finregg per l'esercizio dell'opzione di Over Allotment.
L'offerta delle azioni si è conclusa il 27 luglio scorso registrando una domanda complessiva pari a 2,6 volte il quantitativo offerto, con richieste di sottoscrizione pervenute sia da parte di investitori qualificati/ istituzionali italiani ed esteri sia da parte del pubblico indistinto in Italia.
Il collocamento istituzionale è stato sottoscritto per circa il 26% da investitori esteri e per il restante 74% da investitori italiani. Il prezzo di collocamento delle azioni ordinarie è stato fissato in 3,4 euro, con una raccolta complessiva pari a circa 12 milioni, includendo anche le azioni rivenienti dall'esercizio dell'opzione di over allotment, e una capitalizzazione della società alla data di inizio delle negoziazioni pari a circa 45 milioni.
Il flottante si attesta a circa il 26,1% del capitale sociale, se l' esercizio dell'opzione greenshoe sarà integrale.
Nel 2017 Vimi Fasteners ha registrato risultati particolarmente positivi con un fatturato di 48 milioni di euro, il 33% in più del 2016, un ebitda di 8 milioni, più che raddoppiato sull'anno prima, che ha spinto la marginalità oltre il 16%, un ebit di 4,7 milioni e 2,7 milioni di utile netto, contro 760 mila euro del 2016 e il sostanziale pareggio nel 2015.
Nel giugno scorso Vimi ha rafforzato ulteriormente la propria posizione sul mertcato acquisendo il 100% di MF Inox di Como, controllata dalla famiglia Meroni, che opera nello stesso settore, sistemi di fissaggio speciali ma destinati
principalmente ad impianti ed applicazioni industriali nei settori del Oil&Gas, energy e nelle grandi opere
infrastrutturali.
Con 20 addetti, 6,4 milioni di euro di fatturato nell’esercizio 2017,l'azienda continuerà a essere diretta da Roberto e Stefano Meroni, gli ex proprietari, che hanno stretto un accordo di collaborazione di medio-lungo termine con la famiglia Storchi.
Attraverso questa integrazione, Vimi Fasteners accelera la crescita del proprio business nel segmento degli organi di
fissaggio ad elevata specializzazione, acquisendo uno dei più qualificati operatori di nicchia del settore, ampliando la
propria gamma di prodotti e diversificando in settori ad alto potenziale quali l’Oil&Gas, le energie rinnovabili e le
grandi opere infrastrutturali.
Grazie anche a questa acquisizione l'anno in corso si prospetta con numeri altrettanto positivi. Secondo un report di Value Trach il fatturato dovrebbe arrivare a 54 milioni con un ebitda ancora migliore a 8,9 milioni di euro, e un utile finale di 3,8 milioni, il 50% in più del 2017. Nel 2019 il fatturato dovrebbe sfiorare i 59 milioni con quasi 10 milioni di ebitda, e un netto finale di quasi 4 milioni.
Vimi Fasteners e' stata assistita nel processo di quotazione da Scouting in qualità di advisor finanziario, da Bper Banca in qualita' di Nomad, Global Coordinator e Sole Bookrunner, dallo Studio Legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners in qualita' di advisor legale.
Si e' inoltre avvalsa dell'assistenza dello studio Bergomi & Associati Dottori Commercialisti, dello Studio Boldrini, Pesaresi & Associati per la due diligence fiscale, di Epyon per la due diligence finanziaria e per l'attestazione del capitale circolante e di EY in qualita' di societa' di revisione.