Tim lamenta un calo della qualità della connessione su una parte delle linee fisse fornite da Fibercop, tanto da considerare i disservizi uno dei fattori che hanno generato un peggioramento nel saldo delle utenze nel secondo trimestre 2026 (-76 mila) rispetto ad aprile-giugno 2025 (-53 mila). Così, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l'operatore tlc starebbe valutando l'opportunità di richiedere un arbitrato nelle prossime settimane, realisticamente dopo l'estate, per risolvere le controversie.
La possibile apertura di un nuovo fronte legale tra l'ex incumbent guidato dal ceo Pietro Labriola e la società della rete, controllata dal consorzio di investitori a trazione Kkr-Mef, è emersa nella call con gli analisti di Tim. «Stiamo riscontrando un deterioramento della qualità dei servizi di Fibercorp, per cui paghiamo e che vorremmo ricevere con la qualità prevista dal contratto. Non so spiegare il motivo di questo peggioramento, ma è riscontrato anche da autorità e altri operatori. Deve essere risolto al più presto», ha detto Labriola. Il fenomeno «riguarda soprattutto i servizi tradizionali, come le linee tradizionali e Fttc, mentre interessa meno le linee Ftth». Nel pomeriggio Fibercop ha precisato che «è costantemente impegnata nell'assicurare a tutti gli operatori che utilizzano la propria rete i più elevati livelli di qualità e di servizio. I relativi indicatori risultano complessivamente in linea, e anche migliorativi, rispetto ai livelli pre-separazione».
Fonti spiegano a questo giornale che è probabile che un dossier con le contestazioni dettagliate venga inviato a Fibercop nelle prossime settimane, sfociando poi nell'arbitrato. Sarebbe la seconda controversia legale tra le due società in poche settimane, dopo la richiesta di un cautelare rigettata dal Tribunale di Milano relativa al nuovo listino prezzi wholesale. Tim aveva chiesto al giudice di obbligare Fibercop a comunicare le tariffe presenti nel master service agreement (msa) all'Agcom, con l'obiettivo di usare i prezzi concordati come riferimento anche nelle aree regolate. Il Tribunale aveva respinto il cautelare, sbilanciandosi anche nel merito. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, è scontato che Tim proceda nel giudizio di merito, mentre è probabile che la bocciatura del cautelare venga impugnata in appello. Va ricordato che il nuovo tariffario non è stato approvato dall'Agcom, che chiede modifiche.
Restando alle controversie legali, Labriola ha ribadito che il piano di uscita dall'msa con Inwit partirà nel 2030, ma non si è sbilanciato sulla negoziazione assistita oltre: «È troppo presto». Secondo indiscrezioni la procedura sarebbe ancora nelle fasi iniziali e non si sarebbe ancora entrati nel merito.
Infine, sul tema del rinnovo al 2037 delle frequenze in scadenza nel 2029, il ceo di Tim è rimasto prudente, salvo osservare come le linee guida pubblicate da Agcom «sembrano molto positive» perché si va nella direzione desiderata. (riproduzione riservata)