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Tante grazie a Cmp
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Tante grazie a Cmp

Milano Finanza - Numero 155 pag. 52 del 08/08/2026

F.lli CampagnoloIl gruppo produce 10 milioni di capi all'anno e impiega oltre 1000 persone tra Italia, Romania e Tunisia. Il 55% del fatturato è realizzato all'estero. Il piano di investimenti vale 10 milioni di euro

Da un banco al mercato di Bassano del Grappa ad un gruppo industriale da oltre 215 milioni di euro di ricavi. La traiettoria di F.lli Campagnolo, azienda familiare con sede a Romano d'Ezzelino, nel Vicentino, attraversa più di settant'anni di storia del tessile italiano e oggi si concentra soprattutto sull'outdoor. Il gruppo, attivo anche nell'abbigliamento per bambini e nel tessile per la casa, produce circa 10 milioni di capi all'anno, impiega oltre 1000 persone tra Italia, Romania e Tunisia e realizza il 55% del fatturato all'estero. Il principale motore è Cmp, marchio nato nel 2010 e arrivato a generare circa il 90% del giro d'affari complessivo.

E ora mette sul tavolo un piano di investimenti da 10 milioni di euro. Il 2025 della realtà veneta si è chiuso con ricavi consolidati pari a 215,4 milioni di euro, in lieve aumento rispetto ai 213,7 milioni dell'esercizio precedente, e con un Ebitda margin del 18,6%. Gli investimenti realizzati nell'anno sono stati pari a circa 3,6 milioni. Numeri che segnano una sostanziale stabilizzazione dopo la flessione registrata rispetto al picco del 2023, quando il fatturato aveva raggiunto 236,3 milioni. Anche per il 2026 le attese sono improntate alla continuità.

«Il 2026 sarà sostanzialmente in linea con i risultati del 2025» spiega infatti Fabio Campagnolo,ceo della società, «Continuiamo però a investire con decisione nello sviluppo di nuove linee all'interno del marchio Cmp, con l'obiettivo di ampliare la nostra offerta e raggiungere nuovi consumatori». La capacità di cambiare pelle, del resto, è stata una costante nella storia dell'azienda.

Nata nel secondo dopoguerra dall'attività commerciale avviata da Maria Disegna al mercato di Bassano del Grappa, F.lli Campagnolo si è trasformata nel tempo in una realtà manifatturiera, diventando negli anni Ottanta uno dei principali produttori italiani di tute da ginnastica e capi in pile. In quella fase lavorava anche per marchi internazionali come Puma, Reebok e Champion. Poi è arrivato il passaggio più delicato: l'ingresso della Cina nel Wto, l'Organizzazione mondiale del commercio, che ha accelerato l'apertura dei mercati e la concorrenza internazionale. «Nel giro di pochi anni abbiamo perso gran parte dei clienti per i quali producevamo come terzisti. È stata una svolta che ci ha costretto a reinventarci completamente. Invece di fermarci, abbiamo scelto di investire sul nostro marchio e sul nostro futuro» osserva la guida di F.lli Campagnolo.

La seconda svolta è datata 2010. Per un problema di coesistenza con il marchio Campagnolo attivo nella componentistica per biciclette, il gruppo dovette abbandonare lo storico logo F.lli Campagnolo. Da quella rinuncia nacque Cmp. Dice a riguardo Campagnolo: «Non è stato un momento semplice, perché significava rinunciare a una parte della nostra storia. Abbiamo però lanciato il marchio Cmp, che con il tempo si è rivelata una delle decisioni più azzeccate che abbiamo preso. Oggi rappresenta la nostra identità e ha contribuito in modo determinante alla crescita e al successo dell'azienda». Ora una delle principali leve di sviluppo è rappresentata dal retail. Negli ultimi tre anni gli investimenti hanno superato i 5 milioni di euro, destinati soprattutto all'apertura di negozi monomarca.

La rete Cmp dovrebbe raggiungere 70 punti vendita tra monomarca, outlet e partner, mentre il programma prevede almeno dieci nuove aperture ogni anno, sia dirette sia in collaborazione con clienti commerciali. Germania e Italia restano le aree prioritarie. Le inaugurazioni più recenti hanno interessato Brunico e Canazei, due località pienamente coerenti con il posizionamento outdoor del marchio. Al presidio commerciale si accompagna il potenziamento industriale. Il gruppo ha avviato l'ammodernamento della sede logistica, con magazzini automatici e nuove tecnologie ed ha in programma ulteriori interventi per 10 milioni di euro nel prossimo triennio.

Le risorse, sottolinea Fabio Campagnolo, serviranno ad «ampliare la logistica, installare nuovi impianti fotovoltaici e rendere l'azienda ancora più efficiente e competitiva». La crescita passa inoltre dall'allargamento dell'offerta. Cmp sta sviluppando Athleisure, dedicata a un abbigliamento più trasversale e quotidiano, e Moving, indirizzata a un pubblico più giovane nei segmenti outdoor, sci e snowboard. Le nuove linee valgono ancora meno del 10% dei ricavi del marchio, ma mostrano tassi di sviluppo elevati. In parallelo cresce il comparto calzature, indicato dall'azienda tra gli asset più promettenti. Fuori dal perimetro Cmp, risultati positivi arrivano anche da Maryhome e da Jeanne Baret, marchio femminile su cui il gruppo punta per ampliare ulteriormente il proprio pubblico. Più complesso resta invece il kidswear, penalizzato dal calo delle nascite e presidiato attraverso Melby. Nel medio periodo la strategia resterà prevalentemente organica, sostenuta dai marchi proprietari, dall'innovazione di prodotto e dal consolidamento nei mercati europei. Germania in testa, che rappresenta il primo sbocco estero. Stati Uniti e Cina restano invece opportunità di prospettiva, ma richiedono investimenti e tempi più lunghi. «Siamo orgogliosamente un'azienda familiare e riteniamo che questo rappresenti uno dei nostri principali punti di forza. La continuità, la visione di lungo periodo e il senso di responsabilità che caratterizzano la nostra storia ci consentono di affrontare con fiducia le future sfide di crescita» dice ancora il ceo,

«L'obiettivo principale? Continuare ad ampliare il pubblico di riferimento, avvicinandoci sempre di più alle nuove generazioni, che hanno esigenze, gusti e codici di abbigliamento diversi rispetto al passato. Per questo stiamo investendo nello sviluppo di nuove linee di prodotto, capaci di interpretare questi cambiamenti senza perdere l'identità del marchio». Dopo avere costruito il proprio sviluppo producendo per altri, F.lli Campagnolo prova così ad affrontare la prossima salita con i propri marchi, una rete più estesa e una struttura industriale sempre più integrata. Perché la svolta decisiva e forse più importante, per un gruppo che affonda le sue radici al mercato di Bassano, è stata passare dal produrre per i marchi degli altri a costruire il valore dei propri. (riproduzione riservata)



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