Anche il mare presenta il conto dell'estate. Prima ancora di arrivare al ristorante o al distributore di benzina, il primo rincaro estivo per gli italiani è sotto l'ombrellone. A inizio estate Altroconsumo ha pubblicato una ricerca che rivelava come 222 stabilimenti balneari in dieci località italiane hanno aumentato i costi del 6% rispetto allo scorso anno, con punte che arrivano al 16%. Un andamento che racconta una tendenza consolidata: rispetto al 2021 il costo di una giornata al mare negli stabilimenti è cresciuto del 24%. Tra le località analizzate emerge una disparità di prezzi tra i luoghi con maggiore disponibilità di spiagge libere e quelli dove la costa è in larga parte affidata ai privati. Alassio, dove un ombrellone in prima fila può arrivare a costare 368 euro, è la località più cara dell'indagine. A Palinuro, in provincia di Salerno, gli stessi servizi costano meno: intorno ai 210 euro settimanale, che in media sono circa 30 euro al giorno. Ma il caro-spiaggia è solo uno dei capitoli di un'estate in cui il costo per partire, dormire, mangiare e muoversi è generalmente più alto di un anno fa. L'inflazione a luglio ha rallentato al 2,8% ma nelle voci che compongono la vacanza gli aumenti restano spesso superiori alla media. Gli alberghi, i motel, le pensioni e le strutture simili costano circa il 3% in più rispetto al luglio 2025. Per chi si sposta in auto, il pieno continua a essere una delle voci più consistenti nonostante gli interventi tampone messi in atto dal governo. Secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio sui prezzi del Mimit, ieri il prezzo medio in autostrada era di 2,071 euro al litro per la benzina e di 2,17 euro per il gasolio. A questi costi si aggiungono pedaggi, parcheggi e noleggio delle auto, tutti aumentati rispetto allo scorso anno. Anche chi sceglie di lasciare la macchina a casa deve fare i conti con i rincari. I biglietti ferroviari risultano in aumento dello 0,6%, mentre autobus e pullman - rileva Istat su elaborazione Codacons - segnano un +1,6%, taxi e Ncc un +3%. Il risultato è una vacanza che diventa più difficile da sostenere soprattutto per le famiglie numerose. I dati Istat sulle condizioni di vita mostrano che nel 2025 una famiglia su tre con figli minori non poteva permettersi una settimana di vacanza lontano da casa. La quota superava la metà, 53,3%, tra le famiglie con tre o più figli. (riproduzione riservata)