Questo articolo è stato pubblicato su 4 soldi da investire, la newsletter di Marco Capponi per iniziare a investire in modo consapevole. Per riceverla basta iscriversi da qui.
Questa settimana sta succedendo di tutto e di più nel mondo della finanza. E tutto potenzialmente molto rilevante per il nostro portafoglio. Nell'ordine:
In attesa di sapere qualcosa di più sul Btp Italia Sì e sull'impatto del risiko sul nostro portafoglio, quello che oggi ci interessa di più noi investitori individuali è l'ipo di SpaceX.
Non solo per le dimensioni in campo, ma anche per un motivo che ci porta a rispolverare un po' di principi guida degli investimenti. Il debutto di SpaceX in borsa sta infatti innescando il cosiddetto effetto Fomo (Fear-of-missing-out, paura di restare indietro), e il contestuale arrivo anche in Europa di una serie di Etf tematici dedicati al trend dello spazio.
Che forse vale la pena approfondire. Anche perché investire nello spazio oggi significa spesso investire anche in difesa, sicurezza e semiconduttori. Proviamo a capire il perché!
Per ora lo spazio veniva approcciato come megatrend a sé stante soprattutto negli Stati Uniti, mentre in Europa - salvo un'eccezione che vedremo tra poco - era inserito come corollario nel treno della difesa.
La ragione è semplice: mentre nelle borse americane lo spazio vive già da tempo di vita propria con un buon numero di quotate del settore, in Europa il concetto di aerospazio è stato fin qui utilizzato nella sua accezione più generica. E cioè: quella serie di tecnologie come satelliti, droni e infrastrutture spaziali che possono contribuire a rafforzare difesa e sicurezza, con ricadute anche in ambito civile.
E infatti, vi basterà una semplice ricerca su JustEtf per vedere come spesso, sotto la categoria difesa, compaia la stringa "Defence & Aeorospace".
Ma negli ultimi giorni si sta assistendo a un vero e proprio effetto SpaceX. In pochi giorni all'unico Etf di questa categoria (VanEck Space Innovators, attivo dal 2022) se ne sono aggiunti ben due:
Come spesso accade quando si parla di Etf tematici, i tre comparti (che hanno tutti e tre un ter compreso tra lo 0,5% e lo 0,55%) replicano tre indici diversi: MarketVector Global Space Industry Screened (VanEck), WisdomTree Space Economy (WisdomTree) e Stoxx Global Space Satellites and Drones (iShares).
La prima regola quindi è quella che abbiamo ripetuto varie volte quando si parla di Etf tematici: andare a verificare gli indici uno a uno per vedere cosa contengono davvero al loro interno. E qual è il grado di allineamento specifico al tema di riferimento: in questo caso, l'economia dell'aerospazio.
Partiamo dall'Etf più longevo, quello di VanEck che oggi ha circa 2,1 miliardi di euro di masse. Il comparto è molto concentrato (25 partecipazioni) ma è livello geografico è molto più diffuso di un Etf generalista, tanto che gli Stati Uniti pesano solo per il 39% della capitalizzazione totale (contro il 60% dell'indice Msci World). Dal lancio nel 2022 l'Etf - in euro - è cresciuto del 395%, ma la performance è letteralmente decollata da metà 2025 ai primi mesi del 2026. In coincidenza con tutta l'hype portata dal percorso di quotazione di SpaceX.
La cosa interessante di questo Etf - tra pochissimo vedremo perché - è che è molto puro: le società in portafoglio, come potrete vedere dal prospetto, sono perlopiù pure player dell'aerospazio, cioè società che ottengono buona parte se non tutti i ricavi dal settore in questione.
Degli altri due Etf non abbiamo ancora uno storico, ma possiamo vedere come sono composti. E notare qualcosa di curioso.
Cosa ci stanno dicendo tutti questi dati? Una cosa molto semplice: che avere un'esposizione pura al tema dello spazio è ancora complesso. Il settore, per sua natura, ha forti intersezioni sia con la difesa sia con l'intelligenza artificiale.
Avere un'esposizione della parte satellite del portafoglio al trend dello spazio tramite Etf significa esporsi - almeno finora - a un filone più vasto, e cioè le tecnologie e l'infrastrutture critiche per la difesa e la sicurezza.
Il che è un male? Ovviamente no, ma implica una considerazione di portafoglio importante. Costruire il satellite del portafoglio con un Etf della difesa e uno dello spazio rischia di portare a delle sovrapposizioni e a non garantire necessariamente una corretta (e auspicata) diversificazione.
In questo contesto di grande fermento arriva la maxi-quotazione di SpaceX.
Che pone due ordini di quesiti.
Primo, il suo peso negli indici. La prima società per peso negli Etf di nuova quotazione, Rocket Lab, capitalizza circa 63 miliardi di dollari. Come si inserirà SpaceX, con i suoi 1.700 miliardi di capitalizzazione, in indici composti di fatto da mid e small cap?
Una possibile risposta la trovate in questo articolo, e riguarda il modo in cui negli indici di mercato - dal Nasdaq al Msci World - verrà ponderato il flottante, cioè le azioni effettivamente disponibili alla compravendita che, almeno in una prima fase, dovrebbero essere intorno al 4-5% del capitale della società di Musk.
Inoltre, gli Etf Ucits hanno precise regole di diversificazione e concentrazione: anche se un titolo è enormemente più grande rispetto agli altri non potrà rappresentare che una frazione dell'indice stesso a prescindere dalle proporzioni effettive.
Secondo punto, che cos'è effettivamente SpaceX. La società ha tre gambe: quella delle missioni spaziali, qualla dei satelliti per telecomunicazioni (Starlink) e quella di intelligenza artificiale generativa, xAI. Attualmente, dicono i bilanci e gli analisti, il grosso dei ricavi della società arriva dalla prima gamba, le missioni spaziali. Ma le proiezioni future indicano come il core business potrebbe presto diventare l'AI.
In questo modo è possibile che gli Etf per esporsi davvero alla quotazione di SpaceX in un'ottica di lungo periodo siano proprio quelli sull'AI. Ma questo ce lo potranno dire solo il tempo e l'effettivo andamento dei bilanci - pubblici, d'ora in avanti - dell'azienda di Musk.
Paradossalmente, chi compra un Etf sullo spazio per inseguire SpaceX potrebbe ritrovarsi esposto soprattutto al business dei lanci e dei satelliti, mentre la parte che il mercato potrebbe iniziare a valutare di più nei prossimi anni è quella legata all'intelligenza artificiale.
Nel frattempo, quello che possiamo fare è proseguire con la regola aurea: diversificare tra settori e indici e dedicare alle scommesse tematiche solo una frazione del portafoglio satellite. Premurandosi di ribilanciarla periodicamente laddove l'indice dovesse correre troppo (o troppo poco).
E voi: siete intrigati dalla quotazione di SpaceX? Avete considerato di esporvi in qualche modo al tema dello spazio? Fatemelo sapere alla mail mcapponi@class.it. Alla prossima settimana!