Il piano di Soho House di uscire dalla borsa ha incontrato questa settimana un ostacolo dell’ultimo minuto, dopo che un investitore capofila ha dichiarato di non essere in grado di rispettare il proprio impegno finanziario entro la data di closing prevista.
Mcr Hotels ha comunicato di non poter finanziare integralmente l’impegno in equity da 200 milioni di dollari legato alla proposta operazione di delisting del gruppo, secondo quanto emerge da una comunicazione ai regolatori depositata giovedì.
La notizia ha colto di sorpresa i partner di Mcr nell’operazione, riferiscono fonti a conoscenza del dossier. Anche la comunità degli investitori è apparsa spiazzata. Le azioni di Soho House hanno perso fino a circa il 17% nella giornata di giovedì, per poi ridurre le perdite nel pomeriggio e chiudere in calo di circa il 9,6% a 8,11 dollari.
Ad agosto, un consorzio di investitori guidato da Mcr - uno dei maggiori proprietari alberghieri del Paese - aveva raggiunto un accordo per il ritiro di Soho House dalla borsa attraverso un’operazione che attribuiva al gruppo un enterprise value di 2,7 miliardi di dollari, debito incluso.
Secondo fonti vicine alla vicenda, gli azionisti del colosso dei club privati dovrebbero comunque votare a favore del piano di delisting venerdì. Resta tuttavia incerto quando - e se - Mcr sarà in grado di apportare i 200 milioni di dollari di capitale previsti.
Ora Soho House e il suo azionista di controllo, il miliardario Ron Burkle, stanno cercando freneticamente soluzioni finanziarie alternative.
Goldman Sachs Asset Management, che è azionista di Soho House, sta reinvestendo (rolling over) una parte delle proprie azioni nell’ambito dell’operazione di privatizzazione. Tuttavia, secondo le fonti, il gestore potrebbe conferire ulteriori azioni - che inizialmente prevedeva di monetizzare - per contribuire a colmare il deficit di finanziamento.
Yucaipa potrebbe inoltre coinvolgere altri investitori e avrebbe già ricevuto manifestazioni di interesse da numerosi investitori e da altre controparti esterne, hanno riferito le stesse fonti.
Apollo Global Management e Goldman Sachs Asset Management stanno fornendo 845 milioni di dollari di finanziamenti per l’operazione di delisting, secondo quanto indicato nelle comunicazioni regolamentari. L’attore e investitore tecnologico Ashton Kutcher figura anch’egli tra gli investitori e, una volta completata la transazione, entrerà a far parte del consiglio di amministrazione della società.
Soho House conta 48 club in 19 Paesi, con l’apertura di altri due prevista entro l’anno. Le strutture sono spesso situate in posizioni centrali delle principali città europee, degli Stati Uniti e di altre aree del mondo. A fronte di una quota annuale di qualche migliaio di dollari (con tariffe ridotte per i soci più giovani), i membri hanno accesso ad aree riservate per ristorazione e bar, oltre a letture di libri e proiezioni cinematografiche.
I club hanno attirato l’attenzione dei media fin dagli esordi per la loro capacità di richiamare celebrità, designer, musicisti e scrittori. Negli anni passati, Lady Gaga, il principe Harry e Meghan Markle sono stati avvistati entrare o uscire dalle sedi del club.
Soho House ha dichiarato di voler promuovere un’atmosfera rilassata e creativa, piuttosto che orientata al business. In alcuni casi ha stipulato accordi con artisti che hanno scambiato le proprie opere in cambio dell’iscrizione al club. L’uso di giacca e cravatta è notoriamente scoraggiato.
La società si è quotata in borsa nel 2021 a 14 dollari per azione, ma il titolo ha mostrato un andamento volatile con il progressivo accumularsi delle perdite. Tale volatilità riflette la natura intrinseca del business dei club riservati ai soci, caratterizzato da una crescita spesso irregolare nel corso degli anni.
Una delle motivazioni alla base del delisting è che, una volta privata, Soho House non sarà più vincolata alla pubblicazione dei risultati trimestrali, che possono generare performance discontinue, secondo persone a conoscenza della società.
Più recentemente, i risultati finanziari di Soho House sono migliorati. Nel trimestre chiuso al 28 settembre i ricavi sono cresciuti dell’11% su base annua, sebbene la società abbia registrato una perdita di quasi 19 milioni di dollari dopo due trimestri di redditività.
Mcr, guidata dall’amministratore delegato Tyler Morse, dispone di circa 30.000 camere, il che la rende uno dei maggiori proprietari alberghieri negli Stati Uniti. Molte delle sue strutture sono hotel select service a marchio Hilton Worldwide e Marriott International, ma negli ultimi anni il gruppo ha acquisito anche proprietà più iconiche, come il Royalton nei pressi di Times Square e il Gramercy Park Hotel, un’altra struttura di tendenza a New York.(riproduzione riservata)
