Nell'ultimo mese le società del mattone quotate a Piazza Affari sono state molto volatili. In diversi casi hanno registrato rialzi consistenti, anche del 150%, come nel caso di Aedes, mentre Prelios ha realizzato valori in crescita del 44,2% e Beni Stabili del 16,4%. Sono positivi anche i maggiori titoli delle costruzioni, come Cementir Holding (+31,7%) e Salini Impregilo (+27,8%). Questo significa che è arrivato il momento di puntare sui titoli immobiliari quotati in borsa a Milano? Per dirla con Standard & Poor's: cautela. Le prospettive sono sicuramente positive, ma i risultati concreti inizieranno a vedersi non prima del 2016. Inoltre diverse società quotate sono state sottoposte a revisioni strutturali che ne hanno co-cambiato le caratteristiche (si veda Aedes) e altre stanno subendo profonde trasformazioni (per esempio Prelios). S&P, in un report sul settore immobiliare europeo del 5 febbraio scorso, scrive che l'andamento dei prezzi delle case in Italia è atteso in calo del 3,5% nel 2014, del 2% nel 2015, per vedere finalmente un segno positivo (+1%) solo a partire dall'anno prossimo. Una crescita economica debole, l'alto tasso di disoccupazione e la scarsa propensione all'acquisto da parte della persone sono elementi che stanno frenando la ripresa del mercato interno a differenza di quanto avviene in Europa. Basti pensare che l'Irlanda chiuderà il 2014 con prezzi che volano al +16%, per scendere al +9% atteso per quest'anno. Il Regno Unito si conferma una location sempre favorevole per agli acquisti (in realtà è Londra, che attira la maggior parte degli investimenti nazionali), perché mantiene una crescita costante dei valori (+7% nel 2014, +4% nel 2015, +3% nel 2016). Assieme alla Germania, è il paese che in Europa dal 2012 ad oggi non ha registrato né registrerà flessioni. Attenzione, per Londra, al fattore cambio con la sterlina. Secondo Nomisma, i prezzi sono scesi in Italia del 24% dal marzo 2008, mentre gli investimenti nelle residenze private sono calati del 4% anno su anno nel terzo trimestre del 2014, il 31% sotto il picco del 2007. Tuttavia esistono fattori strutturali positivi che nel tempo aiuteranno il mattone a riprendersi aumentando il potere di acquisto delle persone e i margini di profitto delle società. Fra questi, il prezzo del petrolio sceso del 50% dall'agosto scorso e oggi oscillante attorno a 50 dollari il barile (Wti) e il colossale programma di Quantitative easing annunciato dalla Banca centrale europea che ha portato ad una forte svalutazione dell'euro nei confronti delle maggiori divise. Si aggiungano i tassi di interesse bassi e che resteranno tali a lungo termine. Cbre, colosso della consulenza immobiliare, mette le mani avanti in questo senso spiegando che «un prolungamento di due o più anni della svalutazione dell'euro potrebbe influenzare le aspettative di alcuni investitori stranieri». Appare di conseguenza probabile che «per compensare eventuali movimenti dei tassi di cambio, gli acquirenti sarebbero portati a chiedere uno sconto sull'immobiliare». Luci e ombre di un settore ancora fragile, in Italia. Due fra i titoli dell'immobiliare quotati a Piazza Affari sono interessanti e posti di recente sotto i riflettori da parte degli analisti: Beni Stabili e Prelios. Sul primo banca Akros l'11 febbraio scorso ha confermato il giudizio accumulate e il target price di 0,75 centesimi (venerdì 13 quotava attorno a 0,68 centesimi) dopo i conti del 2014. Gli analisti giudicano i risultati del gruppo leggermente sotto le attese a livello di ebitda (nel quarto trimestre del 2014 è stato pari a 42,4 milioni di euro, in ribasso del 12,9% sullo stesso periodo del 2013). Più pesante dell'atteso anche il debito netto a fine 2014 a 2,209 miliardi di euro contro le previsioni degli analisti per 2,188 miliardi di euro. Nonostante ciò, Banca Akros è positiva sul titolo perché il rifinanziamento della cartolarizzazione di Imser (società del gruppo) dovrebbe migliorare notevolmente i proventi ricorrenti netti con un possibile aumento del dividendo pari a 0,030 centesimi nel 2015 dal precedente 0,022 centesimi. Equita, invece, ha espresso, il 4 febbraio, il giudizio hold e il prezzo obiettivo di 0,45 centesimi su Prelios venerdì 13 quotava a 0,3641), in attesa che a marzo la società realizzi uno spin-off degli investimenti nell'immobiliare e si trasformi in una pura service company. Secondo gli analisti, questa trasformazione è un evento positivo, resta comunque l'incognita sugli aspetti economici della transazione. Nel caso infatti che Prelios non partecipi alla ricapitalizzazione, scrive Equita, sottolineando che ritiene questo scenario «ragionevole», ci sarebbe una diluizione del pro quota del valore del portafoglio reale estate, che Equita valuta oltre 0,3 miliardi di euro. Da sottolineare che giovedì 12 febbraio Unicredit ha reso noto di aver ceduto la band bank Uccmb assieme ad un portafoglio di sofferenze del valore nominale lordo di 2,4 miliardi di euro alla cordata Fortress-Prelios. Una notizia positiva per il titolo. Ha corso molto anche Aedes, nell'ultimo mese: +150% il rialzo del titolo a Piazza Affari. Perché? La property company, presieduta da Carlo Puri Negri, ha visto un riassetto azionario alla fine del 2014 accompagnato da una ristrutturazione. La società, dopo l'aumento di capitale, è in mano (70,32% secondo i dati Consob) al veicolo Augusto della famiglia Amenduni, del fondo Sator di Matteo Arpe e dell'amministratore delegato Giuseppe Roveda. Oggi sono quotate le sole azioni ordinarie per una capitalizzazione di circa 30 milioni di euro. Il flottante è diventato nel frattempo sottile: 15%. La maggior parte delle azioni, sottoscritte in cash e natura da Augusto e dalle banche creditrici, sono azioni speciali non trattate. Lo saranno solo dopo l'aumento di capitale in opzione a tutti i soci con l'emissione di 86 milioni di azioni a 0,46 euro più warrant (venerdì 13 il titolo trattava a 2,786 euro). Un aumento giudicato iperdiluitivo. (riproduzione riservata)
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