Questo articolo è stato pubblicato su 4 soldi da investire, la newsletter di Marco Capponi per iniziare a investire in modo consapevole. Per riceverla basta iscriversi da qui.
Quando ero bambino mio nonno mi comprava sempre i libri di Gianni Rodari. Un racconto mi aveva colpito così tanto che lo avevo imparato a memoria. Si chiamava Vecchi proverbi e la morale della storia era quella di non fidarsi mai troppo dei vecchi proverbi. La fine del racconto era così:
«C’è la storia di quel Vecchio Proverbio che aveva voglia di una pera, e si mise sotto l’albero, e intanto pensava: 'Quando la pera è matura casca da sé'. Ma la pera cascò soltanto quando fu marcia fradicia, e si spiaccicò sulla zucca del Vecchio Proverbio, che per il dispiacere diede le dimissioni».
Ma perché vi parlo di vecchi proverbi a 4 Soldi da Investire? Perché è iniziato il mese di maggio, ci siamo tolti di torno un aprile turbolento sui mercati, e adesso - in barba a tutto quello che diciamo sempre nel podcast sul fatto di rimanere investiti e non rischiare di perdere i giorni migliori del mercato - un post su LinkedIn dell'autoproclamato esperto di turno vi invita a tener fede alla vecchia massima che non sbaglia mai: «Sell in May and go away».
Un vecchio proverbio che si riferisce alla borsa americana, ma che ha le sue radici nella Londra degli inizi del Novecento. Il vero adagio recitava così: «Sell in May and go away, come back on St. Leger’s Day». Quella di St. Leger è la più antica corsa di cavalli del Regno Unito, creata nel 1776 e che si svolge ancora ora, nel mese di settembre. All'epoca del vecchio proverbio sui mercati finanziari però il St. Leger Day era stato posticipato a novembre.
In buona sostanza, il vecchio (vecchissimo) adagio invitava gli investitori ad abbandonare il mercato a maggio, godersi le vacanze estive nei loro manieri di campagna e rientrare il giorno di St. Leger, quando gli affari sarebbero ripresi tra una scommessa sul purosangue vincente e l'altra.
Gli americani hanno fatto loro il detto, si sono messi ad analizzare serie di dati storici e sono arrivati alla conclusione che il mercato si comportava molto meglio tra novembre e aprile che non tra maggio e ottobre. Risultato: vendere a maggio e rientrare in autunno, spostando nel frattempo il denaro dalle azioni ai più sicuri bond, avrebbe consentito di evitare al portafoglio la fase dei ribassi e di partecipare solo a quella dei guadagni.
Ovviamente, ma questo ormai noi lo sappiamo benissimo, fare dentro e fuori dal mercato è una strategia molto rischiosa. Investendo nell'S&P 500 americano, sarebbe basato perdersi i 10 giorni migliori degli ultimi 30 anni per mandare all'aria più 50% del rendimento possibile.
Allora perché il vecchio proverbio del Sell in May non dà le dimissioni come quello del racconto di Gianni Rodari?
In realtà, un fondo di verità c'è. Dire che nei mesi estivi il mercato si comporta tendenzialmente (ripeto: tendenzialmente) peggio che in quelli invernali è un fatto abbastanza comprovato dalle statistiche passate.
Mi viene in aiuto ancora una volta una vecchia conoscenza di questa newsletter, il market analyst di eToro Gabriel Debach, che qualche giorno fa ha pubblicato un dettagliato fact checking del Sell in May. Nella sua analisi Debach analizza l'S&P 500 in una serie storica dal 1998 al 2025. «Nel lungo periodo, la stagionalità mostra una certa evidenza», ammette l'esperto. Ecco i risultati dell'analisi:
Sul perché tutto questo succeda (in passato molto più che ora) ci sono vari spunti ma nessuna certezza. Per esempio:
Ovviamente, non ve lo sto neanche a dire, il Sell in May NON è la strategia di investimento migliore possibile.
Andiamo a vederlo con un po' di dati: se avessi comprato l'Etf di iShares sull'indice S&P 500 (il più grande in Europa) ad accumulazione a inizio 2020, quindi subito prima della pandemia:
Morale della storia: se anche i vecchi proverbi possono avere un fondo di ragione, investire seguendoli crea l'effetto più deleterio in assoluto: rischiare di perdere i momenti migliori. E ce lo confermano ancora una volta i dati di Debach: dividendi esclusi, una strategia Buy & Hold (comprare e tenere senza vendere) dal 1998 a oggi avrebbe reso il 469%. Una strategia Sell in May avrebbe portato molto meno, il 338%.
Vero è che una strategia opposta (investire solo nei mesi estivi) avrebbe portato solo il 30%: ma perché accontentarsi della seconda scelta quando con molti meno costi (e molta meno fatica) si può scegliere la prima?
Alla prossima settimana!
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PSS: Ovviamente non mi sono dimenticato che Warren Buffett si è dimesso dalla guida di Berkshire Hathaway e che per gli investimenti è una notizia epocale. Seguitemi sul podcast perché ne parlerò a breve!