Se c'è un comparto che non conosce crisi è il gioco d'azzardo.
Le statistiche pubblicate dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli rivelano che nel primo trimestre del 2026 in Italia sono stati scommessi 45,4 miliardi di euro, una cifra pari al pil dell'Estonia. Un nuovo record, in crescita del 17% rispetto al dato 2025, che era stato a sua volta un primato. Si tratta in realtà di una catena di record registrati e poi battuti l'anno successivo che va avanti dal 2022.
Come se non bastasse, aumenta anche la spesa, ossia quanto gli italiani perdono giocando: 5,7 miliardi in tre mesi, nello stesso periodo del 2025 era stata di 4,5 miliardi.
Andando a guardare tra le diverse forme di gioco d'azzardo, tutte in crescita, quote minoritarie sono rappresentate da slot e macchinette (7,9 miliardi), scommesse (8,4 miliardi) e giochi numerici e lotterie (6,3 miliardi).
Oltre metà dei soldi scommessi in Italia (23,2 miliardi) vanno a finire nella categoria «altri giochi», in cui sono ricompresi anche il bingo e le carte ma a spiccare è il gioco l'azzardo online, si pensi ai siti di poker per esempio. A proposito di gioco online, è di 2,1 milioni di euro il valore dei conti di gioco cosiddetti giacenti: borsellini online che non vengono movimentati da almeno tre anni.
Nei primi tre mesi il gettito fiscale da gioco d'azzardo è stato di 2,7 miliardi di euro, in crescita dell'8% rispetto al primo trimestre del 2025.
Ora, sebbene più della metà dei soldi scommessi deirvi dagli «altri giochi» (per lo più online), questa categoria contribuisce al gettito solo per l'11%, mentre slot e giochi numerici coprono rispettivamente il 46,3% e il 34,4%. Questo disallineamento si spiega per due motivi: uno empirico e uno fiscale. Nelle slot e nelle lotterie infatti le perdite sono maggiori rispetto a quelle del gioco online sia in termini relativi sia in termini assoluti. Inoltre nelle prime due categorie la quota di perdita che contribuisce al gettito supera il 50%, mentre nel gioco online, per i diversi metodi di tassazione applicati, è attorno al 27%.
I dati appena riepilogati fanno riferimento al gioco d'azzardo legale.
Per quanto riguarda invece le scommesse irregolari, l'Agenzia del Demanio conta nei primi tre mesi dell'anno 245 siti web di scommesse oscurati e 38.850 tentativi di accesso.
Per quanto riguarda invece i canali fisici, su 6.230 esercizi oggetto di controllo (una copertura nazionale del 6,6%), sono state comminate 520 sanzioni tributarie per un importo complessivo di 97,3 milioni di euro, quasi il quintuplo rispetto a un anno fa.
Secondo l'ultimo dato dell'Egba (European Gaming & Betting Association), risalente al 2023, l'Italia è il primo Paese europeo nel mercato del gioco d'azzardo, seguito da Uk, Germania e Francia. (riproduzione riservata)