Scambi in forte accelerazione, quasi 1,5 milioni di pezzi, rispetto a una media giornaliera di 144 mila pezzi nell'ultimo mese, hanno spinto questa mattina a un rialzo vicino al 9% del titolo di Agatos, societa' attiva nel settore dell'efficientamento energetico, in particolare nel campo eolico, che arriva a quota 0,34 euro.
Il titolo, che aveva debuttato sull'Aim nell'ottobre del 2016 a 0,29 euro, corre in scia ai positivi giudizi di Ubi Banca che venerdi' in un report dal titolo "Ready to start" ha avviato la copertura sulle azioni con raccomandazione buy e target price fissato a 0,41 euro.
Secondo gli esperti l'attuale valore di mercato non riflette il reale potenziale della societa' in quanto Agatos si sta imbarcando in un nuovo ciclo come sviluppatore di progetti e Epc contractor, focalizzato sulla produzione di biometano attraverso l'innovativa tecnologia Biosip.
Agatos inoltre ha una pipeline di prodotti e applicazioni sviluppate nel suo impianto di Ricerca & Sviluppo e offre una serie di servizi che coprono quasi l'intera industria delle rinnovabili. Infine, il mercato di riferimento sta crescendo, in particolare quello dell'efficientamento energetico e del biogas, che sono proprio le attivita' core dell'azienda.
Marco Cristofori, l'analista della banca, ha stimato che quest'anno il fatturato della società potrebbe addirittura triplicalre da 5,5 milioni di euro stimati per la fine 2017 (in riduzione rispetto al 2016) a 16,6 milioni per la fine 2018 e salore ancora a 25 milioni nel 2019.
In questa prospettiva l'ebitda, che nel 2017 dovrebbe aver raggiunto il punto di break even a 520 mila euro, potrebbe salire a 2 milioni di euro a fine anno e a 3,7 milikoni nel 2019, spingendo il margine sul fatturato al 15%.
Di conseguenza i debiti dovrebbero ridursi, ma a un passo nettamente inferiore, dai 15 milioni del dicembre scorso a 13,8 milioni, quest'anno e a 10 milioni nel 2019.
Fondata nel 1988 da Patrizio Finaldi che ne è ancora il numero uno, Agatos ha, secondo l'analista, un eccellente track record, connotato da oltre 500 impianti realizzati e oltre 80 in gestione attiva. Nel febbraio scorso, grazie a un'operazione di reverse take over con Te Wind, specializzata nella fornitura di piccoli impianti eolici, mini-eolico, Agatos è passata sotto il controllo di tre soci, Michele Positano, ceo, e Jeanette Nilsson Olivetti, oltre a Rinaldi che ha la maggioranza relativa, 40%, ed è presidente.
Il fatto nuovo è che Agatos sta realizzando con la propria tecnologia biosip un nuovo impianto nell'area di Milano che consentirà lo smaltimento di 35 mila tonnellate all'anno di rifiuti, trasformandoli in gas metano, senza alcun scarto di lavorazione. L'impianto dovrebbe entrare in funzione entro quest'anno. E l'analista di Ubi banca valuta che potrebbe essere il primo di una serie dal momento che il tema dello smaltimento è cruciale per tutte le principali città. Soprattutto consierando che il progetto si iscrive i un'ipotesi di smart grid, in cui il ciclo produione e smaltimento si completa in una rete di distribuzione di gas per usi domestici e industriali.
Sul tema fotovoltaico inoltre Agatos avrebbe in portafoglio un'importante novità in fase di certificazione, un nuovo pannello eliotropico, in grado di efficientare ulteriromente la produzione di energia.
Oltre a questo, da Ubi segnalano che l'imminente immissione di warrant, con un prezzo di esercizio attraente, aumenta l'appeal delle azioni.