Le azioni di H-Farm, protagoniste della seconda parte di seduta, sono salite in vetta all'AIM con volumi oltre dieci volte superiori alle media. Oltre 310 mila pezzi scambiati hanno spinto il titolo dell'incubatore fondato da Riccardo Donadon a 0,81 euro con un incremento sulla chiusura di ieri del 5,4%.
A spingere il titolo la notizia che il business incubator di Ca' Tron, dopo il successo dell'aumento di capitale da 20 milioni di dollari della sua startup Depop, ha deciso di cedere parte della sua quota, ottenendo un ritorno cash con un multiplo di circa 5 volte rispetto all'investimento iniziale.
Il tirolo ha debuttato all'Aim nel novembre del 2015 con un primo prezzo a 0,99 euro.
Depop è una startup con sede nel quartiere londinese di Shoreditch che, con oltre 8 milioni di utenti e transazioni per 230 milioni di dollari nel 2017 (130% a/a), consente di vendere vestiti, oggetti di design e accessori.
L'app, concepita nel 2011 da Simon Beckerman e oggi guidata dal Ceo Maria Raga, ha effettuato l'aumento di capitale per supportare il proprio sviluppo negli Stati Uniti, dove il potenziale di crescita è consistente.
Con un primo aumento, e' entrata nel capitale Octopus Ventures, oltre alla conferma dei fondi Balderton, Creandum, HV Holtzbrinck Ventures, Red Circle Investments e Lumar. Successivamente è stato invece definito l'ingresso di Tempocap, con l'acquisto di quote dagli attuali soci di Depop, e di H-Farm, che ha deciso di vendere parte della sua partecipazione al mercato secondario, ottenendo un importante ritorno.
Fra le altre giovani aziende del portafoglio di H-Farm, Teeser e' stata selezionata, pochi giorni fa, tra le 32 startup del programma di accelerazione B Heroes, mentre Shado, business unit di branding, ha siglato un accordo per curare un progetto per Irinox, azienda leader nel settore degli abbattitori con il suo prodotto di punta Fresco. Anche Mediobanca Securities ha apprezzato il newsflow confermando il rating Outperform con un prezzo target a 1,05 euro.
Sostanzialmente d'accordo con Mediobanca è Luca Bertuzzo, analista di Intermonte, che nel suo report rilasciato ai primi di novembre, assegna un target price di 1,10 euro al titolo della società, confidando nell'eco-sistema definito "unico", che Donandon è riuscito a creare negli anni intorno all'innovazione digitale.
Il risultato dovrebbe essere, secondo l'analista, 50 milioni di euro di fatturato quedt'anno con un ebitda ancora leggermente negatico (- 1 milione di euro) ma in netto milioramento rispetto ai 3 milioni di margine negativo stimati nel 2017 su un fatturato di 43 milioni. Il business, che notoriamente brucia molta cassa, dovrebbe andare a breakeven, almeno per quanto riguarda il primo margine, nel 2019, con un fatturato di 55 milioni di euro.
Uno dei business più promettenti dell'incubatore lamciato nel 2005 è l'education che attualemnte fornisce il 20% dei ricavi ma potenzialmente è quello più sensibile all'innivazione digitale dell'e-learning.
La compagine azionaria è guidata dallo stesso Donadon con 11,5% del capitale, seguito da Renzo Rosso (11,4%) e Giuseppe Miroglio, (8%) mentre il flottante è intorno al 27%.