C'è tantissima Romagna, ma anche tanta Emilia, oltre alle radici pugliesi, nella prima ipo del 2026 partita dalla via Emilia, da Cesena e da Parma, per l'esattezza. Romagnolo doc è Cristian Fresolone, l'amministratore delegato di Eti, che è anche azionista di spicco insieme a Lisa Fresolone che con la holding milanese Immobiliare FB è l'investitore di riferimento. Romagnolo è un altro azionista rilavante: Lorenzo Casadei. Emiliano invece, parmigiano, è Gabriele Ruffolo, amministratore delegato della società immobiliare Seraco che porta anche Edoardo Ruffolo nel board di Eti, società attiva nel settore delle infrastrutture, specializzata nella costruzione, manutenzione e riparazione di gasdotti, oleodotti, idrogenodotti, centrali gas, acquedotti, reti idriche e impianti industriali che ha la principale sede quartier generale operativo e amministrativo a Cesena oltre alle presenze a Lecce e Brindisi (la sede legale è a San Donaci).
Fondata nel 2000, come Eurotecnoimpianti opera sia in qualità di general contractor sia di subcontractor, con una presenza consolidata in Italia e una crescente espansione internazionale. Fattura 20 milioni con 150 dipendenti. Ha debuttato l'8 luglio su Euronext Growth Milan. Prime settimane senza scossoni e occhi puntati al futuro dopo l'esercizio integrale dell'opzione greenshoe in aumento di capitale. A seguito dell'esercizio integrale dell'opzione Greenshoe, il flottante è pari a circa il 23,56% del capitale sociale (circa il 33,37% includendo solo le azioni ordinarie ammesse a negoziazione). L'ipo, la prima quotazione dal 2023 in Emilia Romagna, ha visto la raccolta di 2,8 milioni di euro attraverso un aumento di capitale, con un prezzo di ingresso nel listino Euronext Growth MIlan fissato a 5,50 euro per azione rimasto sostanzialmente stabile. Value Track SIM è l'Euronext Growth Advisor (Ega), Mit sim è lo specialist. La società capitalizza circa 6 milioni di euro.
Eti ha progressivamente consolidato il proprio posizionamento come specialist infrastructure contractor focalizzato sulle lavorazioni critiche e ad alta specializzazione, nelle quali competenza tecnica, capacità esecutiva, sicurezza operativa, qualità della saldatura e affidabilità nella gestione delle commesse rappresentano elementi distintivi e rilevanti barriere all'ingresso.
«Gli obiettivi che andremo a raggiungere grazie alla quotazione sono una continua crescita della società, con un aumento del fatturato e del business, anche perché la raccolta della quotazione ci permetterà di fare nuovi investimenti. – conclude Cristian Fresolone – è un percorso, quello che ha portato alla quotazione voluto dai soci fondatori, dai soci attuali, e grazie agli investitori siamo certi di raggiungere i target di crescita fissati. Quello che rende Eti unica sul mercato è la professionalità del team, l'attenzione alla sicurezza, il modus operandi fondato su buone pratiche avanzatissime. Raggiungiamo sempre, in ogni circostanza, l'obiettivo. Di conseguenza, per il nostro cliente questo ha un valore aggiunto: ci chiamano proprio quando ci sono cantieri difficili e sanno che possono puntare sulla professionalità e sulla serietà di Eti». Guardando alla seconda metà del 2026, Fresolone ha confermato la linea di crescita del fatturato e il backlog di 34 milioni di euro già contrattualizzati per il prossimo triennio. «Sicuramente nel 2026 consolideremo un aumento del fatturato, probabilmente un +20%, e avremo comunque nel 2027 e 2028 una crescita costante». (riproduzione riservata)