Conti in ordine per le principali banche reti quotate, che hanno però reagito in borsa segnando un andamento contrastato: in rosso Azimut (-4% alle ore 17 di giovedì 7 maggio) e Fineco (-1,4%), ampiamente sopra la parità Banca Mediolanum (+0,9%).
Per quanto riguarda Azimut, i ricavi totali nel primo trimestre si sono attestati a 371 milioni di euro, sostenuti da un aumento del 14% dei ricavi ricorrenti in tutti i mercati chiave, con contributi in particolare da Italia, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti e Brasile. La holding presieduta da Pietro Giuliani ha chiuso il trimestre con un utile netto di 125 milioni e un utile netto ricorrente in crescita del 15% a 128 milioni.
La raccolta netta ha raggiunto i 4,6 miliardi, portando le masse totali del Gruppo a quota 144. In merito alle principali novità di prodotto, Azimut si sta preparando lanciare negli Stati Uniti cinque nuovi Etf attivi tramite la piattaforma di Azimut Nsi.
Sulla base della performance operativa e in linea con la strategia di crescita sostenibile, la società ha confermato gli obiettivi per il 2026 stimando, in condizioni di mercato normali, una raccolta netta totale di 10 miliardi e un utile netto di 550 milioni, al netto di componenti straordinarie.
Utile netto di 162,2 milioni (-1,2% annuo) per Fineco, dopo ricavi per 342,9 milioni (+4,1%) grazie alla crescita di tutte le aree di business: Investing (+8%, favorito dall'effetto volumi e dal maggiore contributo di Fineco Asset Management), Brokerage (+5,2%, grazie all'aumento degli asset amministrati e allargamento della base degli investitori attivi) e Banking (+1,9% a/a, grazie all'effetto volumi positivo).
Gli asset totali sono balzati del 14% a 162,1 miliardi, grazie anche a una raccolta netta nei tre mesi di 4,6 miliardi (+43,8%), di cui 1,2 (+8,5%) nel gestito e 3,6 nell’amministrato.
Continua inoltre, per la banca guidata dall’ad e dg Alessandro Foti, l'accelerazione nell'acquisizione di nuovi clienti, pari a 65 mila (+17,6%) nel primo trimestre, che hanno portato il totale a un passo dagli 1,9 milioni (+9%). Sul fronte dell’innovazione, la banca ha segnalato progressi nell'integrazione dell'intelligenza artificiale all'interno della piattaforma di consulenza, orientati a fornire ai consulenti finanziari strumenti in grado di aumentare la qualità del servizio.
Quella di ieri è stata una giornata di conti anche per Banca Mediolanum. L’istituto guidato dall’amministratore delegato Massimo Doris ha visto i clienti superare i 2,06 milioni e l'utile netto balzare di una doppia cifra percentuale: 276,2 miliardi, in crescita del 13%.
Il periodo di instabilità geopolitica globale ha inciso però sulla raccolta: quella netta totale si è contratta dell'11% nel confronto con il primo trimestre record del 2025, toccando i 3,4 miliardi di euro, con quella gestita a 1,87 miliardi. Il totale delle masse gestite e amministrate al 31 marzo è pari a 154,4 miliardi, risultando in diminuzione dell'1% dalla fine del 2025 per effetto del calo dei mercati. Nonostante ciò il buon andamento dei risultati commerciali della banca e la crescita delle masse gestite ha sostenuto l'andamento delle commissioni: quelle nette si sono attestate a 353,5 milioni, in aumento del 12% rispetto al primo trimestre 2025.
Guardando agli obiettivi per il 2026, Banca Mediolanum punta a una raccolta netta in risparmio gestito ancora sostenuta: volumi in linea con i 9 miliardi del 2025 a fronte di mercati stabili. Il margine da interessi è proiettato in aumento di circa il 15% rispetto al precedente esercizio. Il dividendo, soggetto ad approvazione, è atteso in crescita rispetto al dividendo base 2025 di 80 centesimi per azione. (riproduzione riservata)