La boa del 2030 per il gruppo Cremonini di Modena porta a un target storico: il gruppo di Castelvetro (Modena) fondato nel 1963 da Luigi Cremonini, che rimane presidente, alza l'asticella a 10 miliardi di ricavi. L'amministratore delegato Vincenzo Cremonini che guida il gruppo insieme alla sorella Claudia (vice presidente) e al fratello Serafino (membro del board) nel 2025 ha portato il oltre i 6,4 miliardi, ma il 2026 è l'anno del consolidamento con una crescita a una sola cifra per arrivare ad almeno 6,7 miliardi di ricavi ma avviando un piano triennale al 2028 che punta su quattro pilastri: l'implementazione di una catena del valore integrata, l'internazionalizzazione, l'efficientamento e la crescita per vie interne grazie a un pacchetto d'investimenti da 600 milioni di euro. Il gruppo Cremonini con il nuovo piano industriale, il più ambizioso della sua storia recente, punta a raggiungere nel 2028 un giro d'affari di 7,5 miliardi per mantenere un tasso di crescita medio del 9-10% per i prossimi anni. Crescita con l'occhio ai mercati globali: il 40% dei ricavi di Inalca è già realizzato all'estero, in particolare Europa e poi Africa e Russia e nelle strategie rimane l'orizzonte Nord America, partendo dal Canada dove ha già uno stabilimento per il confezionamento di salumi made in Italy. Il nuovo piano industriale non prevede grandi acquisizioni. La strategia è concentrata soprattutto su: crescita organica su tre pilastri: Inalca (carni), Marr (distribuzione alimentare), e Chef Express/Roadhouse (ristorazione), investimenti industriali, aumento della capacità produttiva con un focus sull'internazionalizzazione delle attività già avviate. Il potenziamento del polo di Castelvetro di Modena è centrale nel nuovo piano, è la priorità principale con l'ammodernamento degli impianti di lavorazione delle carni, una maggiore automazione e digitalizzazione, nuovi investimenti nella logistica, forte incremento della capacità produttiva di Inalca r nuovi interventi per l'efficienza energetica e la sostenibilità. Il pacchetto di investimenti 2026 prevede una tranche di oltre 150 milioni di cui 40 destinati alla ristorazione con due focus: Chef Express dopo la fusione vedrà l'ottimizzazione della struttura oltre a un piano di nuove aperture con il focus nel Mezzogiorno. «Nella ristorazione commerciale stiamo puntando con inaugurazioni nel Sud Italia, in particolare in Puglia e nelle grandi isole dove ci stiamo rafforzando, qui abbiamo trovato grandi opportunità per le nostre insegne – ha detto Vincenzo Cremonini - quindi nei prossimi anni il Sud sarà uno dei motori della nostra crescita». L'ultimissima apertura della catena Pret A Manger a Roma Termini è molto più dell'inaugurazione di un nuovo punto vendita. È la conferma di una strategia industriale che vede Chef Express, società del gruppo Cremonini, investire con decisione nella ristorazione “in viaggio”, uno dei comparti più dinamici dell'Horeca europeo. Secondo Nicolas Bigard, amministratore delegato di Chef Express, Roma rappresenta una tappa fondamentale nella strategia di sviluppo di Pret A Manger in Italia, resa possibile anche grazie alla collaborazione con Grandi Stazioni Retail. Con oltre seicento punti vendita gestiti e un fatturato superiore agli 830 milioni di euro nel 2025, Chef Express si conferma uno dei principali operatori europei della ristorazione in concessione e uno dei protagonisti dello sviluppo dei grandi marchi internazionali nel mercato italiano. Vincenzo Cremonini ha confermato che una parte degli investimenti sarà destinata all'automazione industriale, allo sviluppo dell'intelligenza artificiale applicata alla produzione, ai sistemi avanzati di controllo qualità e alla riduzione dei consumi energetici. Il viaggio iniziato nel 1963, dalla Food Valley all'Europa, dalla via Emilia all'America, costruendo un forte polo multinazionale a capitale italiano sulla convinzione che qualità e integrazione verticale rimangono il vero vantaggio competitivo. Un ritorno in Borsa con il gruppo: Cremonini è stata quotata a Milano per circa 10 anni, dal 1998 al 2008, per il momento non è all'orizzonte. Cremonini è tornata a essere (delisting nel 2008 dopo la quotazione nel 1998 ma mantenendo quotata, dal 2005, la Marr di Rimini che si focalizza, in Italia e all'estero, sulle forniture al food service) e vuole rimanere una grande azienda di famiglia. (riproduzione riservata)