Il ricorso alla composizione negoziata della crisi diventa realtà per Relatech, società specializzata nella digital transformation delle pmi che nel 2024 aveva lasciato la borsa dopo un'opa a premio. Al centro della vicenda il debito contratto dal fondo Bregal Unternehmerkapital con Banca Ifis e Banco Bpm per finanziare l'acquisto di Relatech, nel frattempo delistata.
Il piano industriale si è però rivelato più sfidante del previsto nel 2025, generando tensioni sul fronte bancario. L'approvazione della procedura è arrivata al termine di una settimana movimentata, dove si è anche dimesso un consigliere in disaccordo con il cda. Fatti che testimoniano le tensioni interne all'azienda guidata dal ceo Emiliano Rantucci. Stando a quanto dichiarato in una lettera dal management ai dipendenti - dopo l'articolo di MF-Milano Finanza che il 23 luglio scorso anticipava la cnc - i numeri del primo semestre hanno mostrato ricavi a 50,4 milioni (+7%) e una posizione di cassa positiva. Sostanziale solidità che non è bastata a scongiurare la procedura di cnc. Nessuno strumento giuridico, si precisava nella lettera, era stato ancora attivato. Sono bastati pochi giorni perché quel perimetro cambiasse con una procedura formale che ridisegna il contesto delle trattative. Con la composizione negoziata, la società potrà infatti avvalersi di un esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio per condurre trattative con i creditori in un contesto protetto. «Stiamo ridefinendo l'azienda e, attraverso la procedura scelta, stiamo creando il quadro di riferimento protetto per una soluzione di finanziamento sostenibile. Siamo pienamente al fianco dell'azienda e del suo team», fanno sapere a MF-Milano Finanza il fondo Bregal Unternehmerkapital. Resta da vedere se Ifis e Bpm accetteranno le condizioni di ristrutturazione. (ripropduzione riservata)