L’anno prossimo compie 70 anni. Radici Pietro Industries & Brand spa è una delle storiche società bergamasche, per esempio assieme a Brembo, che dopo diverse generazioni di imprenditori ha deciso di compiere il passo della quotazione. «Lo facciamo per poter crescere in modo adeguato, anche in vista di acquisizioni lungo la nostra filiera», spiega Miro Radici, vicepresidente del gruppo, a MF-Milano Finanza. Entro luglio è previsto lo sbarco sull’Aim di Piazza Affari.
Il gruppoRadici è specializzato nel settore tessile, produce moquettes ed erba sintetica di fascia alta e lusso, dal 2012 al 2018 i ricavi sono passati da 34,9 a 60,2 milioni di euro, quasi raddoppiati in sei anni grazie alla specializzazione in quattro settori principali: residenziale (49% dei ricavi), marittimo (13%), automotive (18%) e sportivo (20%). «Gli interni della Maserati, per esempio, li realizziamo noi», spiega il vicepresidente, «così come i tappeti per le grandi navi da crociera Carnival e Costa». Il gruppo è guidato dal 2012 da un manager esterno, Ivan Palazzi, con esperienze precedenti in Cina e Germania. Anche gli interni della casa torinese di Cristiano Ronaldo sono stati arredati con tappeti Radici, che rispondono ai principi dell’economia circolare, partendo quindi da filati riciclati. In tal senso uno dei fornitori di fiducia è Aquafil, altro gruppo quotato a Piazza Affari, noto per il suo filato Econyl, ottenuto dal riciclo di varie fonti, tra cui le reti da pesca a fine vita e altri rifiuti.
L’ipo avverrà solo in aumento di capitale con una raccolta prevista fino a 10 milioni di euro e l’opzione greenshoe sarà pari al 15% dell’offerta. Il flottante finale previsto è del 20-30%. Sarà consegnato ai soli nuovi azionisti un warrant ogni due azioni, con il 10% dei warrant che sartà a disposizione del cda. È prevista l’assegnazione di una bonus share nella misura di un’azione ogni 10 se si manterrà il titolo assegnato in ipo in portafoglio per 12 mesi. Il periodo di lockup è di 18/24 mesi (advisor finanziario dell’operazione è Ambromobiliare, nomad e global coordinator Banca Finnat, deal counsel lo studio Gianni Origoni Grippo-Cappelli & Partners, co-advisor lo Studio Porcaro, Mazars la società di revisione).
Uno dei segmenti ad alta crescita è quello dei campi da calcio per allenamento delle squadre di serie A e B. Qui Radici ha lavorato per l’Atalanta, l’Empoli, il Siena, ricorda il vicepresidente: «Ma siamo anche presenti all’interno dei più grandi alberghi di lusso, come Villa d’Este e il Principe di Savoia». Una delle ragioni per cui i campi in erba sintetica sono sempre più richiesti dipende dal clima. In aree del mondo dove piove sempre meno, come l’Africa, per esempio, le società non si possono permettere di sprecare acqua per tenere l’erba verde.
Il gruppo ha registrato nel 2017, a fronte di ricavi per 57,1 milioni, ebitda di 3,6 milioni e utile di 1,11 milioni, con una posizione finanziaria netta adjusted di 22,33 milioni di euro. Nel 2018, con ricavi per 60,2 milioni, l’ebitda è stato di 4,62 milioni, l’utile di 1,42 milioni e una Pfn di 23,23 milioni di euro. Il 43% del fatturato viene dall’Italia, il 30,12% dall’Europa centrale e dell’Est, il 17,12% dagli Usa e il 9,74% dal resto del mondo. Il gruppo Radici ha stabilimenti produttivi, fra gli altri, anche negli Stati Uniti, in Polonia e in Ungheria. (riproduzione riservata)