I ricavi continuano a crescere, ma sono soprattutto gli ordini a indicare la velocità con cui Unox si prepara ad affrontare la seconda parte dell'anno. Il gruppo di Cadoneghe (Padova), specializzato nella progettazione e produzione di forni professionali e sistemi per la trasformazione del cibo destinati alla ristorazione, al retail, alla pasticceria e alla panificazione, ha chiuso il primo semestre 2026 con un fatturato consolidato di 169 milioni di euro, in aumento del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025. La raccolta ordini ha invece raggiunto quota 185 milioni, con una crescita del 17% e un valore superiore di 16 milioni rispetto ai ricavi maturati nei sei mesi.
Il semestre conferma e rafforza l'andamento già emerso nei primi tre mesi dell'anno, quando Unox aveva registrato 79 milioni di euro di fatturato - in crescita del 3% - e ordini per 90 milioni, in aumento del 18%. Per differenza, nel solo secondo trimestre il gruppo ha quindi realizzato circa 90 milioni di ricavi e acquisito nuovi ordini per altri 95 milioni. Una progressione che si inserisce in un percorso di sviluppo ormai consolidato: il fatturato, pari a 134 milioni nel 2019, è salito a 280 milioni nel 2022, a 330 milioni nel 2024 e infine a 360 milioni nel 2025. In sei anni le dimensioni del gruppo sono così quasi triplicate.
Numeri che avvicinano progressivamente Unox all'obiettivo dichiarato di raddoppiare ancora la propria dimensione entro il 2030, sia in termini di fatturato sia di personale. «Il primo semestre conferma la solidità del nostro percorso di crescita. I risultati economici sono la naturale conseguenza degli investimenti che continuiamo a realizzare nella capacità produttiva, nella vicinanza ai clienti, nell'innovazione e nelle persone» ha detto Nicola Michelon, ceo di Unox, «L'apertura del nuovo stabilimento negli Stati Uniti, l'espansione della rete internazionale di Experience Center e il continuo sviluppo delle nostre tecnologie ci permettono di essere sempre più vicini ai mercati strategici e di affrontare con fiducia la seconda parte dell'anno».
Il passaggio industriale più rilevante degli ultimi mesi è stato infatti l'avvio del nuovo stabilimento produttivo in North Carolina, realizzato con un investimento da 20 milioni di dollari. Il sito rappresenta il primo presidio produttivo statunitense del gruppo e dovrà sostenere l'obiettivo di quadruplicare nell'arco di dieci anni i volumi di vendita sul mercato americano. Gli Stati Uniti costituiscono già uno dei principali bacini commerciali di Unox, insieme all'Europa, ma la strategia punta ora a ridurre le distanze dalla clientela e ad aumentare la capacità produttiva locale, replicando oltreoceano un modello fondato sulla presenza diretta e sull'assistenza.
Alla crescita produttiva si accompagna l'ampliamento della rete commerciale internazionale. Nel primo semestre sono stati inaugurati tre nuovi Experience Center in Arabia Saudita, Indonesia e Danimarca. Quello di Riyadh si sviluppa su oltre 470 metri quadrati, mentre la struttura di Jakarta raggiunge i 1.004 metri quadrati ed è tra le più grandi realizzate dal gruppo, con un investimento dichiarato di 30 miliardi di rupie indonesiane (circa 1,5 milioni di euro). Nella seconda parte del 2026 è inoltre previsto il rinnovamento della sede tedesca, la prima aperta da Unox fuori dall'Italia, mentre per il 2027 sono già programmati nuovi centri nel Sud-Est asiatico e nei Paesi Bassi.
Il baricentro industriale rimane comunque nel Padovano, dove nel 2025 il gruppo ha inaugurato Unox City, la cittadella produttiva da 130 mila metri quadrati costruita tra Cadoneghe e Campodarsego con un investimento superiore ai 100 milioni di euro. Il complesso integra stabilimenti, spazi logistici, laboratori per l'innovazione e strutture dedicate ai clienti. Secondo i piani della società, la piattaforma dovrebbe consentire di sostenere fino al 2035 una crescita anche tripla o quadrupla rispetto alle dimensioni attuali senza nuovi interventi infrastrutturali di analoga portata.
Nel semestre sono entrati in funzione anche nuovi spazi interni, tra cui una mensa aziendale da oltre 400 metri quadrati, cucine dimostrative e ambienti dedicati a CombiGuru, il progetto rivolto agli istituti alberghieri che nell'edizione 2026 ha coinvolto oltre 5 mila studenti in Italia, Spagna e Regno Unito. Il rafforzamento della struttura va di pari passo con quello dell'organico: Unox conta oggi 1.614 persone, 254 in più rispetto al primo trimestre 2025, anche per effetto dell'acquisizione di Roboqbo. Più di 800 dipendenti lavorano all'estero, 135 sono impegnati nella Ricerca & Sviluppo e oltre 770 nelle attività di servizio e assistenza al cliente.
Proprio Roboqbo rappresenta l'operazione che ha ampliato il perimetro del gruppo oltre la cottura professionale. La società di Bentivoglio, acquisita nel 2025, sviluppa sistemi automatizzati “all in one” per la trasformazione di prodotti alimentari e cosmetici e aveva chiuso il 2024 con 17 milioni di euro di fatturato e circa 120 dipendenti. L'integrazione sta procedendo sul piano industriale e commerciale, con la partecipazione congiunta alle fiere internazionali e l'adozione progressiva dei metodi di sviluppo e degli standard produttivi di Unox. Un'operazione mirata che non modifica, almeno per ora, la traiettoria prevalentemente organica indicata dal gruppo.
Sul fronte dell'innovazione, Unox ha esteso agli Stati Uniti e al Canada la commercializzazione del forno a cottura accelerata Speed.Compact Eco e ha rinnovato alcune delle proprie linee analogiche. Prosegue inoltre lo sviluppo di Unox Casa, la divisione rivolta alla cucina domestica di alta gamma, che nel semestre ha avviato collaborazioni con Fhiaba e Henge e rafforzato la presenza commerciale tra Europa, Asia e Australia.
Dalla nuova cittadella padovana allo stabilimento americano, passando per l'integrazione di Roboqbo e l'apertura dei centri internazionali, gli investimenti degli ultimi anni stanno quindi entrando nella fase della messa a regime. La crescita dei ricavi rimane progressiva, mentre il balzo degli ordini lascia intravedere un'accelerazione potenziale nei prossimi mesi ed esercizi. Per Unox, dopo aver costruito le fondamenta industriali, la sfida è ora trasformare la capacità disponibile in nuovi volumi, senza perdere il controllo di una macchina organizzativa che in pochi anni ha quasi triplicato dimensioni e presenza globale. Ma col cuore padovano. (riproduzione riservata)