L'ultima mossa con cui il gruppo Fs ha rafforzato la propria flotta internazionale ha strappato qualche sorriso tra gli operatori del settore. Non per l'operazione in sé, anzi. Su quel fronte in tanti lodano l'accordo che permetterà di avere, nel 2029, 19 nuovi treni ad Alta Velocità, forniti da Hitachi Rail, con cui il big ferroviario sosterrà il piano di crescita in Francia, tra Parigi e Londra, e in Europa. Un investimento di circa due miliardi di euro che comprende la costruzione dei convogli e le attività di manutenzione e supporto tecnico previste nel lungo periodo. Lo stesso ad e dg di Fs, Gianpiero Strisciuglio, lo ha definito «un passaggio strategico per il gruppo Fs: rafforza la nostra presenza in Francia, un mercato chiave per la crescita internazionale, e sostiene lo sviluppo di servizi ad Alta Velocità sempre più efficienti, sostenibili e competitivi».
A far sorridere, piuttosto, è il fatto che la nuova flotta, «tassello fondamentale della strategia di sviluppo internazionale di Trenitalia France e del gruppo Fs», rientri effettivamente nella partnership strategica che il gruppo, allora guidato da Stefano Antonio Donnarumma, ha stretto con il fondo Certares. Esattamente quella stessa partnership che negli ultimi giorni del mandato Donnarumma era stata indicata dalla stampa come uno dei dossier poco graditi agli azionisti e al governo (e da alcuni manager Fs) e che avrebbero contribuito alla sua uscita anticipata dal gruppo. (riproduzione riservata)
Nicola Carosielli