Questo articolo è stato pubblicato su 4 soldi da investire, la newsletter di Marco Capponi per iniziare a investire in modo consapevole. Per riceverla basta iscriversi da qui.
Come vi avevo promesso la scorsa settimana, oggi andiamo a vedere quattro idee (non consigli) più un bonus finale per fare qualche riflessione di portafoglio in vista del 2026.
Piccolissima parentesi: tutte queste idee sono in realtà le vostre idee, che mi avete espresso con le vostre mail degli ultimi giorni. E a cui ora proverò a dare un po' di risposte.
Per fare qualsiasi riflessione dobbiamo per forza partire da questa domanda: pensiamo che nei prossimi mesi il dollaro scenderà ancora rispetto all'euro oppure no?
In realtà questa è la domanda decisiva di qualsiasi scelta di portafoglio possiamo fare. Ve lo spiego semplicemente. Quest'anno l'indice Euro Stoxx 600 delle azioni europee è salito (compresi i dividendi) del 19% circa. L'S&P 500 americano del 17%.
Ma per un investitore in euro come noi, la storia cambia:
Dove è finito il 13% di rendimento (17-4=13)? Nel dollaro debole! Se noi crediamo che anche quest'anno il dollaro scenderà, i nostri investimenti in dollaro saranno penalizzati. Se invece crediamo che ricomincerà a salire, ci sarà un effetto benefico sul nostro portafoglio in euro.
Qual è la soluzione? Ovviamente, non lo sappiamo e non possiamo saperlo. Ma se vogliamo diversificare con una parte di investimenti in euro, possiamo tutelare una parte del portafoglio dagli effetti del cambio (parentesi: il 70% dell'Msci World è in dollari, quindi anche per le azioni globali vale un ragionamento molto simile).
Oppure, come abbiamo visto anche in altro approfondimento, possiamo considerare Etf con la copertura valutaria...pagando commissioni più alte, naturalmente.
Da mesi a questa parte gli esperti di mercato sono divisi: da una parte, c'è chi afferma che le valutazioni della tecnologia americana (gonfiate dal fattore AI) siano arrivate a un livello insostenibile. Dall'altra, chi dice che invece la tecnologia legata all'AI ha ancora molto fiato per correre, perché è sostenuta da centinaia (migliaia) di miliardi di dollari di investimenti e bilanci in buona salute.
Numeri alla mano:
Anche in questo caso, non possiamo dire se queste valutazioni saranno sostenibili o se dobbiamo aspettarci una correzione (o perfino una bolla). Se però abbiamo questo timore, possiamo tutelarci con una parte di portafoglio:
Ne parliamo sempre troppo poco, ma nel costruire il nostro portafoglio per il 2026 non possiamo non parlare di bond. Partiamo dal presupposto che investire in dollari la parte obbligazionaria del portafoglio comporta un rischio di cambio difficile da gestire per noi piccoli investitori. E quindi, l'idea dei consulenti è sempre di ragionare su obbligazioni in euro.
Qui possiamo porci due domande:
In altre parole: più debito e più incertezza tendono a penalizzare soprattutto le obbligazioni con scadenze lontane nel tempo.
Attualmente - è questa la riflessione di consulenti e analisti di mercato - ci sono due strade per approcciarsi ai bond governativi:
Dal 2022 in avanti non c'è stato investimento che abbia premiato di più un portafoglio multi-asset rispetto all'oro.
Lo vediamo nelle cronache di tutti i giorni: i continui record storici del metallo, che proprio a inizio settimana ha superato i 4.470 dollari, riflettono una serie di contingenze che mai si erano verificate tutte insieme nella storia dei mercati. L'appetito per i beni rifugio, la corsa agli acquisti delle banche centrali emergenti, il dollaro debole e così via.
Anche in questo caso il cambio è una variabile fondamentale. Prendendo in considerazione un Etc sull'oro fisico, da inizio anno:
Quando parliamo di oro dobbiamo chiederci: la fase anomala che va avanti ormai da vari anni è la nuova normalità? O l'oro tornerà ad avere il suo ruolo storico in portafoglio, cioè un diversificatore naturale che protegge gli investimenti dall'inflazione elevata e dai ribassi dei mercati azionari?
Nel dubbio, possiamo pensare di inserire un po' di oro in portafoglio (magari tramite Etc dedicati sul metallo fisico) ricordando però sempre che, al di là della performance, si tratta di un investimento alternativo, non diversificato e che non può sostituire un nucleo duro fatto di azioni globali e bond governativi in euro (o bond globali con copertura valutaria).
C'è poi un'ultima suggestione che voglio mettere sotto l'albero di 4 Soldi da Investire: avete mai pensato di avere un approccio contrarian agli investimenti?
Investire contrarian, quindi muovendosi in direzione opposta rispetto alle previsioni di analisti ed esperti (in gergo, il consenso) è molto complesso e richiede uno studio, un metodo e una disciplina senza eguali.
Si tratta, in buona sostanza, di individuare titoli, settori o mercati che il consenso non sta valutando positivamente, ma che al contempo hanno tutte le carte in regola per crescere e dare buone soddisfazioni al portafoglio.
Non ci sono garanzie che l'investimento contrarian riesca, così come non ci sono Etf dedicati per investire contrarian (sarebbe un controsenso, no?). Ma se si vuole provare, si può destinare una piccolissima parte del proprio budget per scommettere contro il pensiero dominante del mercato.
Bank of America, per esempio, quando fa i suoi sondaggi tra i gestori globali propone sempre, a margine, il portafoglio per chi volesse andare contrarian (qui potete vedere quello dello scorso ottobre).
Vi vorrei fare degli esempi, ma so che verranno interpretati come consigli di investimento, e quindi preferisco evitare. Ma restate sintonizzati su Milano Finanza, perché sabato uscirà il sondaggio di fine anno che ho condotto personalmente su oltre 60 gestori italiani e internazionali, dal quale potrete vedere la loro visione di portafoglio per il 2026.
E poi decidere: vogliamo seguire il consenso, o provare a muoverci controcorrente (ma con sale in zucca, naturalmente)?
E voi: quali riflessioni avete fatto per il vostro portafoglio in vista del 2026? Fatemelo sapere alla mail mcapponi@class.it. Noi ci sentiamo la prossima settimana, alla vigilia di Capodanno, con un appuntamento veloce e divertente e qualche curiosità sui mercati in attesa del conto alla rovescia per il nuovo anno. A presto, e tanti cari auguri di buon Natale!