Questo articolo è stato pubblicato su 4 soldi da investire, la newsletter di Marco Capponi per iniziare a investire in modo consapevole. Per riceverla basta iscriversi da qui.
Vi ricordate quando abbiamo parlato di buoni fruttiferi postali e dei confronti impossibili con gli Etf azionari? Alla fine del ragionamento vi avevo chiesto se voleste un approfondimento a parte su come selezionare i propri investimenti in base al proprio profilo di rischio. Mi avete risposto in tantissimi e con grande entusiasmo...e quindi eccoci qua!
A grandissima richiesta: quali investimenti scegliere in base al rischio che si vuole/può correre?
Perché risparmiamo? E perché investiamo? Lo abbiamo detto varie volte: per trasferire una parte della nostra ricchezza di oggi alla nostra vita di domani (risparmio) e per far sì che, sfruttando il potere dell'interesse composto, le nostre risorse di domani possano essere maggiori di quelle di oggi e garantirci un tenore di vita migliore in futuro (investimento).
Quando decidiamo di investire è perché vogliamo che il nostro capitale cresca nel tempo: in altre parole, vogliamo un rendimento.
La ricerca del rendimento però non è gratuita. Più alto è il rendimento atteso dai nostri investimenti, più alti sono i pericoli di perdere il nostro capitale, vederne il valore scendere sensibilmente o essere soggetti a importanti oscillazioni, soprattutto nel breve periodo. In altre parole, all'aumentare del rendimento atteso aumenta anche il rischio che dobbiamo correre per provare a ottenerlo.
Il rapporto rischio/rendimento è cruciale perché il rendimento ottimale NON è quello massimo in assoluto, ma quello massimo che possiamo ottenere in base alla nostra tolleranza al rischio (altrimenti dovremmo investire tutto il nostro denaro in bitcoin o alle corse dei cavalli, e Milano Finanza e 4 Soldi da Investire non avrebbero senso di esistere).
Esempio: se il mio piatto preferito è la cacio e pepe, non mangerò otto chili di cacio e pepe al giorno, perché altrimenti il rischio di una lavanda gastrica sarebbe infinitamente più alto del rendimento atteso, cioè soddisfare il mio umore e le mie papille gustative.
Avere un'idea di qual è la propria tollerenza al rischio è un passaggio essenziale quando si sceglie quale strumento finanziario mettere in portafoglio. La Consob ad esempio nel suo sito propone questo test scientifico (rispondete in modo sincero, mi raccomando!) al termine del quale viene indicato qual è il proprio livello di tolleranza al rischio.
Ma ci sono tanti modi per capire quanto si è disposti a rischiare con il proprio denaro (e quindi a cercare un rendimento maggiore):
E sopratutto, la domanda regina: perché sto investendo? Per comprarmi casa, per avere un fondo di emergenza, per integrare la mia pensione pubblica, perché voglio giocarmi la chance di diventare ricco, ma se anche va male e perdo tutto, la mia vita non cambia?
Per ogni risposta, e quindi per ogni profilo di rischio, ci sono degli strumenti di investimento adeguati. E attenzione: un investimento non esclude necessariamente l'altro. Si può destinare una parte del proprio denaro a un prodotto con profilo di rischio minimo, e poi dedicare una piccolissima parte a una scommessa iper-speculativa.
Convenzionalmente, il modo in cui selezionare gli investimenti in base al profilo di rischio si identifica con una piramide, in cui alla base ci sono tutti gli strumenti che prevedono una bassa tolleranza al rischio e un basso (o nullo) rendimento atteso, e al vertice gli investimenti speculativi con rendimento atteso massimo ma profilo di rischio estremo.
L'idea è che alla base della propria pianificazione finanziaria ci sia la protezione del proprio patrimonio - e la tutela dagli imprevisti -, poi ci sia una parte per soddisfare le esigenze di breve e medio periodo (casa, mezzo di trasporto), quella per gli obiettivi di lungo termine (la pensione) e infine una piccola quota di scommessa per l'extra-rendimento, il rischiatutto, che se va bene ci può anche far diventare ricchi, ma se va male può anche andare completamente in fumo.
Il problema della piramide del rischio è che, se seguita alla lettera, può portare a sovrappesare la protezione del patrimonio, trascurando gli obiettivi di lungo termine come la pensione. In altre parole: attenzione ai pericoli di lasciare troppo denaro liquido sui conti correnti! Il risparmio è protetto, vero: ma al costo - salatissimo - dell'inflazione.
A me la rappresentazione che piace di più per selezionare gli strumenti finanziari in base ai profili di rischio è quella proposta da Burton Malkiel in A spasso per Wall Street, il bestseller che ha posto le basi teoriche degli Etf passivi e che ho già citato varie volte sia nel podcast sia in questa newsletter.
Malkiel suggerisce di selezionare i propri investimenti in base a quanto si dorme bene la notte: un solo -2% delle borse ci fa fare incubi tremendi e vendere tutte le nostre partecipazioni azionarie? Forse investire in azioni non fa per il nostro profilo di rischio. Dormiamo come angioletti anche se il nostro portafoglio scende del 7% un giorno e risale del 5% il giorno dopo? Potremmo valutare una quota (mai eccessiva) di bitcoin o altri strumenti ad alta volatilità, ricordando però che non sono adatti a tutti e richiedono una forte consapevolezza del rischio.
Più il nostro sonno è rilassato, dice Malkiel, più possiamo aumentare la nostra quota di asset rischiosi. E quindi, va da sé, cercare un rendimento aggiuntivo. Senza mai dimenticare un altro fattore chiave: il tempo. Più ne abbiamo a disposizione, più la volatilità - unità di misura del rischio - può essere tollerata. Il che può giocare a favore (anche se non necessariamente) della nostra propensione al rischio.
Troppa teoria? Vediamo un po' di esempi pratici*, tralasciando per ora la parte del risparmio assicurativo che merita un approfondimento a parte:
Direi proprio oggi abbiamo fatto un bel viaggio nel mondo del rischio e del rendimento. Se avete spunti o proposte, o se volete andare ad analizzare nel dettaglio uno o più strumenti di investimento, scrivetemi a podcast@class.it o a mcapponi@class.it. Ci sentiamo la prossima settimana!
*Quando valutate un prodotto di investimento, nella scheda informativa la società di gestione è tenuta a indicare il profilo di rischio del prodotto in una scala da 1 (rischio minimo) a 7 (rischio massimo). Questo serve anche a effettuare confronti tra strumenti finanziari differenti