Prysmian chiude il primo semestre con «risultati record» grazie a un'ulteriore accelerazione del business e alza la guidance sull'esercizio 2026. Il gruppo dei cavi guidato dal ceo Massimo Battaini ha superato 6 miliardi di ricavi nel secondo trimestre con una crescita organica del 9,4%. Il dato spinge il fatturato dei primi sei mesi a 11,2 miliardi (+7,2% organico). Nel 2025 l'asticella si era fermata rispettivamente a 4,88 e 9,65 miliardi.
La crescita ha coinvolto anche i margini: l'adjusted ebitda è arrivato a 730 milioni nel trimestre (+20,7%) e a 1,33 miliardi nel semestre (+17,6%), con un margine complessivo ai prezzi standard dei metalli del 15,4%. L'utile netto passa da 435 a 584 milioni nel semestre. Stabile la generazione di cassa: il free cash flow è stato di 978 milioni. L'indebitamento netto invece scende di quasi 700 milioni rispetto a un anno fa a 4,08 miliardi.
Previsto anche un cambio nella governance nel ruolo di cfo. Pier Francesco Facchini lascerà il gruppo a fine 2026 per nuove opportunità professionali e sarà sostituito da Anna Tanganelli, attuale direttrice finanziaria di Iveco. Tanganelli entrerà nel gruppo a novembre, mentre Facchini coprirà l'incarico fino a fine anno.
I conti hanno portato Prysmian ad alzare nettamente la guidance: ora la previsione è di generare un adjusted ebitda tra 2,8 e 2,9 miliardi (da 2,625-2,775 miliardi), con Battaini che si è detto fiducioso di stare nella parte alta della forchetta, e free cash flow tra 1,65 e 1,75 miliardi (da 1,3-1,4 miliardi). Il gruppo si dice ben posizionato per superare in anticipo i target al 2028 e punta a dare nuovi obiettivi a medio termine nel Capital Martkets Day da tenere nel primo semestre 2027.
Ieri il titolo ha chiuso in rialzo del 4,49% a 119,85 euro. (riproduzione riservata)