Minor Hotels prepara altre tre
aperture in Italia entro fine anno
«L'Italia è sempre stata una delle destinazioni più desiderate al mondo. Negli ultimi anni si sono allineati diversi fattori che hanno accelerato gli investimenti nel segmento luxury». A parlare è Marco Gilardi, direttore della divisione Europa e Americhe di Minor Hotels, che continua: «Da un lato, è cresciuta la domanda internazionale di viaggi esperienziali e di alta gamma, con un'attenzione sempre maggiore verso destinazioni autentiche, ricche di patrimonio culturale, gastronomico e paesaggistico: elementi che l'Italia offre in modo unico. Dall'altro, il mercato ha raggiunto una maggiore maturità, con investitori e operatori sempre più orientati alla valorizzazione di asset iconici attraverso riposizionamento e elevazione del prodotto piuttosto che alla semplice costruzione di nuova offerta». Ecco spiegato perché il gruppo thailandese da 650 hotel nel mondo stia puntando sull'Italia, dove oggi sono presenti 60 strutture a marchio, tra gli altri, Tivoli, Colbert, Nh Collection e Nh. Entro l'anno ha in programma di aprire altri tre alberghi e nel 2030 vuole arrivare ad averne cento.
el primo semestre 2026 l'Italia è stato il primo Paese europeo per average daily rate (prezzo per camera), con una crescita del 6% rispetto al 2025. Ogni brand del gruppo ha la sua strategia. Colbert, presente a Firenze, per esempio, «è particolarmente rilevante per il mercato italiano perché è stato concepito per valorizzare asset distintivi caratterizzati da una forte identità storica, culturale e territoriale. Molte di queste proprietà possiedono un patrimonio straordinario, ma necessitano anche della giusta piattaforma internazionale».
Lo storico hotel President a Milano e una recente apertura a Lecce in Piazza Risorgimento sono invece a marchio Tivoli, «brand di lusso di origine portoghese, con una tradizione nell'ospitalità che risale al 1933, il suo vantaggio competitivo risiede nella capacità di coniugare eleganza senza tempo, scoperta del territorio e un'ospitalità raffinata ma accogliente». Minor guarda poi con attenzione alla Sicilia, dove sono già presenti sei strutture (due rispettivamente a Catania e Palermo, una a Taormina e Caltagirone), ma non sembra aver esaurito le potenzialità: «La Sicilia rappresenta senza dubbio uno dei casi di maggior successo nell'ospitalità del Mediterraneo. La sua crescita è alimentata da una combinazione unica di straordinario patrimonio naturale e culturale, dal progressivo miglioramento dei collegamenti internazionali, da una crescente notorietà a livello globale e da un'offerta ricettiva sempre più sofisticata. Il viaggiatore di lusso di oggi ricerca autenticità tanto quanto esclusività, e la Sicilia è nella posizione ideale per offrire entrambe». (riproduzione riservata)