Il Consiglio di Amministrazione di PRISMI, quotata sul mercato AIM Italia e leader in Italia nei servizi di digital marketing e posizionamento sui motori di ricerca (SEO), ha approvato in data odierna ilPiano Industriale 2020-2024ed il progetto di bilancio di esercizio e delbilancio consolidato al 31 dicembre 2019deliberando di convocare l’Assemblea dei soci in sede ordinaria e straordinaria,anche per l’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 2446, stante la riduzione delcapitale di oltre un terzo.
Business Plan 2020-2024
La Società aveva, in data 26 Febbraio 2019, approvato e comunicato al mercato il PianoIndustriale 2019-2023; il 26 Settembre 2019 la Società aveva, inoltre,comunicato, in occasione dell’approvazione dellaRelazione Finanziaria Semestrale, chei dati previsionali erano tali da non confermare il Piano, che,pertanto,è stato, negli ultimi mesi, rielaborato negli aspetti numerici.La società ritiene di poter confermare le linee guida strategiche del precedente piano industriale 2019-2023 e il raggiungimento già dal 2020 di un sostanziale break-even operativo, tuttavia alla luce dell’elevata aleatorietà determinatasi in conseguenza della diffusione del virus Covid-19 e dell’impossibilità di fare previsionisulla durata dell’emergenza e sul suo possibile impatto sul business, si è deciso prudenzialmente di non comunicare i target quantitativi del Piano stesso, consapevoli che l’eventuale protrarsi dell’emergenza Covid-19 potrebbe far slittare ulteriormente inavanti gli obiettivi quantitativi del budget 2020. La società a riguardo sta monitorando la situazione su base mensile e comunicherà tempestivamente al mercato eventuali aggiornamenti. Le linee guide strategiche del Piano sonoesposte nel proseguo al paragrafo “Evoluzione prevedibile della gestione”.Si precisa che,rispetto ai dati di outlook comunicatial mercato in data 21Novembre 2019, mentre i Ricavi conseguiti sono pari al limite superiore della forchetta comunicata,la percentuale dell’EBITDArisulta inferiore a detta forchetta principalmente a causa delrisultato negativo di Wellnetevidenziato alla chiusura del secondo semestre, a fianco del quale, tuttavia, vi è stato un incremento delportafoglio ordiniche verrà lavorato nel 2020.Pr i nci pal i ri sultati al 31 di cem br e 2019IlValore della produzione, pari a 21,98mln di Euro,registra una crescita pari a circa il 3,5% rispetto al 31 dicembre 2018 da attribuire alla Capogruppo PRISMI S.p.A., che ha conseguito un aumento dei ricavi pari al 2,3%, e a Wellnet S.r.l. che ha conseguito un aumento dei ricavi pari al 19,3%. La strategia commerciale della capogruppo si è concentrata nell’implementazione di nuove metodologie di Lead generation e nella capacità della rete vendita di procacciarsi in modo autonomonuovi contatti confermando il suo elevato indice di professionalità.Ai fini del miglioramento della qualità del credito e della riduzione del capitale circolante netto si è deciso di agire sull’aumento dell’acconto chiesto ai clienti e sulla riduzione graduale dei tempi medi di incasso, con risultati positivi già visibili dai nuovi contratti acquisiti. Nonostante il decremento dei clienti in scadenza di contratto, e quindi potenzialmente rinnovabili, la rete vendita ha saputo sopperire generando fatturato sui nuovi clienti, allargando così il parco clienti complessivo.Il margine operativo lordo (Ebitda) consolidato è pari a 1,14 mln di Euro, ed è in decrescita rispetto a 2,76 Mln di Euro dell’esercizio 2018. Tale decremento è riconducibile principalmente all’aumento dei costi del personale con un aumento del 28% rispetto al periodo di riferimento dell’esercizio 2018; l’incremento è legato in gran parte all’aumento del personale di PRISMI, che ha anche rafforzato il suo primo livello, e, in maniera meno significativa, della controllata Wellnet.Il risultato operativo netto (Ebit)consolidato risulta negativo per 2 mln di Euro in peggioramento rispetto al risultato dell’analogo periodo 2018 che risultava positivo per 0,6 mln di Euro; il peggioramentosi riscontra sostanzialmente nella stessa entità nella capogruppo. Tale risultato è stato determinato da:
•Ammortamenti per immobilizzazioni immateriali e materiali per circa 0,83 mln di Euro derivanti principalmente dagli ammortamenti sui costi di sviluppo e altre immobilizzazioni immateriali.
•Accantonamento per sanzioni e interessi su(i) mancati pagamenti dei debiti erariali e previdenziali per 0,28 Mln di Euro in previsione di ricevimenti di cartelle e/o avvisi bonari su debiti per omessi versamenti non ancora notificati da parte degli enti previdenziali o di riscossione (ii) accantonamenti per rischi fiscali per 0,223 mln di Euro conseguiti ad una verifica dell’Agenzia delle Entrate, riferiti alla controllante.
•Accantonamento a fondo svalutazione crediti per circa 1,30 Mlndi Euro di cui 1,28 mlndi Euro effettuati in capo alla PRISMI S.p.A. Il saldo al 31 dicembre 2019 del fondo svalutazione crediti commerciali per quest’ultima risulta pari a 2,5 mlndi Euro recependo altresì gli utilizzi che hanno interessato tutti quei crediti incagliati per fallimenti, procedure concorsuali, inattività e irreperibilità dei clienti; i crediti scaduti residui risultano così coperti da un fondo ritenuto congruo a rappresentarne il reale grado di recuperabilità. Sono inoltre stati considerati all’interno della stessa posta i costi variabili per le spese a servizio del Recupero Credito per un importo pari a 0,5 mln di Euro poiché strettamente correlati alla attività e al grado di recuperabilità dell’entità dei crediti scaduti esorti in esercizi precedenti.La PRISMI S.p.A., ai fini di un contenimento del rischio di credito, pone in essere costanti attività di credit management, di monitoraggio e misurazione delle performance sul recupero del credito ai fini altresì della valorizzazione delle perdite attese sia sui crediti scaduti che a scadere per i quali, in particolare, il processo di gestione del credito nasce con attività di credit check e continua, con attività di misurazione del rischio per cluster di credito, su tutta la loro durata recependo le indicazioni contenute nel principio IFRS 9 in tema di impairment sulle attività finanziarie (lifetime expected credit losses). La stessa attenzione è posta verso i crediti oggetto delle operazioni di cartolarizzazione intraprese con la società veicolo Pandora Spv. La controllata Wellnet ha anch’essa valutato il rischio sui crediti, accantonando 0,02 mlndi Euro.Wellnet ha conseguito un Ebit negativo di circa 0,64 mln di Euro per effetto principalmente di inefficienze riscontrate nel processo produttivo che hanno comportato ritardi nel riconoscimento dei ricavi di competenza e hanno eroso la marginalità attesa dei servizi.Il risultato ante imposte (Ebt) dell’anno 2019 è negativo per circa 5,4 mln di Euro rispetto ad un risultato negativo pari a 1,66 mln di Euro conseguito nell’anno 2018; l’andamento è conseguente alla performance di Prismi. Di seguito le voci di maggior rilievo:
•Oneri finanziari netti per circa 2,7 mln di Euro a livello consolidato e riconducibili principalmente alla controllante. La voce è rappresentata principalmente da (i) circa 2,22 mln di Euro di interessi sui prestiti obbligazionari e prestiti obbligazionari convertibili (ii) 0,54 mln di Euro per altri oneri e proventi finanziari nei quali sono compresiin misura prevalente la componente finanziaria relativa alleoperazioni di cartolarizzazione;
•Oneri e proventi finanziari per circa 0,45 mln di gestione ordinaria che includono: (i) 0,18 mln di Euro per interessi netti su finanziamenti a m/l termine, o di smobilizzo fatture attive o di portafoglio Riba e per gli utilizzi degli affidamenti bancari e fideiussioni; (ii) 0,07 mln di Euro relativi a oneri di dilazione per le rateizzazioni dei debiti erariali e previdenziali; (iii) circa 0,05 mln di Euro correlate agli oneri finanziari sulle passività iscritte in base alle previsioni dello IFRS 16; (iv) circa 0,06 mln per costi di attualizzazione.
•Oneri non ricorrenti netti: sono riferiti principalmente alla chiusura di posizioni aperte negli anni precedenti con agenti e fornitori, che hanno generato un effetto economico negativo.Il risultato netto consolidatoevidenzia una perdita pari a circa 5,1 mln di Euro per l’anno 2019 (1,6 mln di Euro l’anno 2018) con un risultato netto negativo per la Capogruppo pari a 4,5 mln di Euro (1,1 mln di Euro nel 2018). Secondo i principi contabili internazionali si è provveduto all’esposizione delle altre componenti di reddito in forma separata rispetto ai risultati della gestione operativa. Tali voci afferiscono alle variazioni delle stime attuariali dei benefici ai dipendenti secondo quanto stabilito dallo Ias 19 per il consolidato e, in viaprincipale,alla variazione della valutazione al fair value della partecipazione di Wellnet nelle rilevazioni della Capogruppo.Il risultato complessivo a livello consolidatoriporta una perdita pari a 5,27 mln di Euro e per la sola PRISMI S.p.A. di 4,73 mln di Euro.