I primi contributi previsti dal Fondo complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e destinati al rinnovo delle flotte navali e agli investimenti per rendere più green i porti sono stati assegnati ma, rispetto alla dotazione complessiva di 500 milioni, larga parte dello stanziamento rimarrà inutilizzata. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha appena stilato e pubblicato la graduatoria delle società armatoriali e dei progetti di retrofit e di nuove costruzioni navali ammessi al «contributo di importo non superiore al 50% dei costi necessari per il rinnovo ovvero l'ammodernamento delle navi, anche in fase di costruzione». Ammesse al beneficio risultano 88 domande per un importo complessivo pari a circa 163 milioni di euro, un valore «notevolmente inferiore alle risorse disponibili talché, al fine di incentivare la misura», il dicastero ha ritenuto di «ammettere a beneficio anche le domande per le quali, in ragione del lieve scostamento, l'indice di abbattimento Co2 risulti superiore a 0,9 ma non superiore a 1».
Il maggiore beneficiario di questi contributi è Grandi Navi Veloci alla quale spetteranno circa 33 milioni di euro per vari interventi di retrofit sui suoi targhetti, seguita da Marnavi con oltre 23 milioni (in larga parte destinati a una nuova nave), Toremar con 22,5 milioni (anche qui si tratterà di un nuovo traghetto), Liberty Lines con 21,5 milioni (per 12 navi veloci commissionate in Spagna al cantiere Armon), Genova Trasporti Marittimi con 8 milioni (per una nuova bettolina), la società di rimorchio S.E.R.S. con 6,3 milioni di euro (per l'acquisto di due nuovi rimorchiatori). All'elenco delle nuove costruzioni si aggiungerà anche una nuova nave per Maregiglio di Navigazione che ha ottenuto per questo quasi 5,8 milioni di contributo, un nuovo motopontone per Fincosit (oltre 3 milioni di contributo), due traghetti per Snav (oltre 11 milioni di contributi), una seconda nave ibrida gemella della Sikania per Bluferries (7 milioni) e una newbuilding anche per Lauro.it (3,8 milioni). Alla società sorella Alicost andranno 325 mila euro e alla Alilauro 425 mila euro per interventi rispettivamente sulle unità Città di Amalfi e Giove Jet.
L'elenco dei progetti ammessi si completa poi con vari interventi di refit programmati o eseguiti da Moby e Compagnia Italiana di Navigazione (per oltre 8,5 milioni), da Navigazione Libera del Golfo (oltre mezzo milione di euro), da Ignazio Messina & C. e dalla partecipata Ro.Ro Italia (oltre 3 milione di euro). Completano infine questo lungo elenco le società Reseaworld che ha chiesto e ottenuto quasi 600 mila euro per la bettolina Solaria, la società Sir con 354 mila euro, Forship (controllante di Corsica Ferries) con poco meno di 250mila euro.
Critiche alla modalità di assegnazione di questi contributi sono arrivate dalla Confederazione Italiana Armatori (Confitarma), che ha criticato i criteri di applicazione per effetto dei quali è rimasta esclusa «un'importante quota della flotta operata dall'armamento nazionale» e ha sottolineato che «il 67% dei fondi, oltre 330 milioni di euro (su 500), non è stato assegnato». Due sono le maggiori criticità riscontrate dalla Confederazione degli armatori presieduta da Mario Mattioli: «la previsione di un vincolo geografico quinquennale legato all'utilizzo dell'unità oggetto di incentivazione e l'obbligo di effettuare gli interventi, anche quelli di refitting, solo nei cantieri europei». Confitarma «chiede al Governo di adottare al più presto le azioni necessarie affinché le risorse residuate non vengano disperse».
Nei giorni scorsi lo stesso dicastero dei trasporti ha anche pubblicato la graduatoria di accesso alle risorse del Fondo complementare al Pnrr per lo sviluppo della catena distributiva del Gnl nei porti italiani. Anche in questo caso dei 220 milioni di euro stanziati poco più di metà sarà distribuita.
Fra i nove progetti promossi due afferiscono a Edison, ma solo uno di essi sarà finanziato. Il primo è un impianto di liquefazione a cui andrà un supporto di 65,2 milioni di euro, mentre il progetto 'alternativo' appartiene alla seconda classe (depositi e impianti di rifornimento) e otterrà 46,2 milioni.
Un contributo da 15,2 milioni di euro andrà poi a Snam 4Mobility Spa, 21,6 milioni a Gnl Med per la realizzazione di un nuovo deposito costiero a Vado Ligure (Savona), a Ivi Petrolifera per un deposito costiero a Oristano 720mila euro, a Gnl Italia 5,5 milioni (per un progetto legato al rigassificatore di Panigaglia a La Spezia), a Ham Italia 660mila euro e a Comet 355mila euro.
Nella categoria dei mezzi per il bunkeraggio (navi bettoline) sono state premiate Rimorchiatori Riuniti Panfido (con 11,1 milioni di euro, destinati presumibilmente al progetto rimorchiatore-chiatta in costruzione presso il cantiere Rosetti Marino) e (con 18 milioni di euro) la joint venture fra G&H Shipping e San Giorgio del Porto per una nuova bettolina dual fuel Gnl-ammoniaca da costruire a Genova. A seconda dell'esito autorizzativo del secondo progetto di Edison il totale dei fondi assegnati in questo caso varia da 119,4 a 138,4 milioni di euro. (riproduzione riservata)