Le modifiche sono confluite in un emendamento al decreto fiscale, approvato ieri all'unanimita', che esclude il venture capital dagli investimenti consentiti e sintetizza proposte, venendo incontro alla richieste di Movimento 5 Stelle e Lega di far confluire risorse verso le pmi e verso l'economia reale tramite i mercati borsisitici.
Come anticipato da MF-Milano Finanza, la modifica prevede la sostituzione dei due vincoli, di almeno il 3,5% degli investimenti da destinare a societa' quotate sull'Aim e dell'altro 3,5% in venture capital, con una riserva del 5% del valore complessivo dello strumento in societa' di medio-piccola capitalizzazione: cioe' "diverse da quelle inserite nell'indice Ftse Mib e Ftse Mid cap della Borsa Italiana o in indici equivalenti in altri mercati regolamentati". Una parte degli investimenti dei Pir (il 5% della quota del 30% destinata all'economia reale) dovra' quindi essere orientata alle piccolissime imprese.
Di contro e' stato concesso alle casse previdenziali di investire in piu' di un Pir (sempre nel limite del 10% del patrimonio). Cade pertanto il vincolo dell'unicita' per fondi pensione e casse, che a questo punto potranno diversificare i propri investimenti. Gli esperti di Equita Sim credono che tale emendamento sia molto positivo per il rilancio dei prodotti e consentirebbe una ripartenza della raccolta. Il limite del 5% (ex Ftse Mib e Ftse Mid) avrebbe il vantaggio di generare maggior flussi e migliorare la liquidita' soprattutto con riferimento alle piccole imprese. "Ricordiamo che i Pir (piani individuali di risparmio) prevedono l'esenzione ai fini d'imposta per le somme investite soggette ai vincoli di destinazione di cui sopra", concludono da Equita. Anche gli esperti di Mediobanca Securities giudicano positivamente l'emendamento, sebbene le misure potrebbero ancora essere soggette a dei cambiamenti durange la dicussione parlamentare.
Come gia' sottolineato in passato dagli stessi analisti un ripensamento delle attuali regole (e un ritorno alle vecchie) potrebbe generare un'immediata spinta ai prezzi portando le small & mid cap italiane a trattare allo storico premio che le caratterizza rispetto alle aziende a grande capitalizzazione. Inoltre, durante la prima ondata dei Pir, l'allocazione degli investitori ha seguito principalmente un approccio 'bottom-up' con un mix tra analisi dei fondamentali di breve termine e un focus di lungo termine sulle aziende che mostrano una sostenibile crescita dei dividendi, rendimenti sugli investimenti sopra la media e generazione di free cash-flow.
Le opportunita' M&A sono un altro aspetto che guida la selezione dei Pir. In caso di ritorno ai vecchi Pir MB segnala che una potenziale allocazione di portafoglio includerebbe nomi Anima, Autogrill, Brembo, BFF Banking Group, Brunello Cucinelli, Carel, De' Longhi, Enav, Garofalo Health Care, Ima, Interpump, Iren, Marr, Rai Way, Reply, SeSa, Technogym e Tinexta