Pinko consolida il percorso strategico avviato negli ultimi esercizi. Il marchio italiano archivia il primo semestre 2026 con un ebitda di 6 milioni di euro, in crescita del 4,3% rispetto ai 5,8 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. Sul fronte della redditività, la gestione ha determinato un miglioramento della marginalità lorda, cresciuta di oltre cinque punti percentuali su base annua. Nonostante le difficoltà e la debolezza del mercato internazionale del lusso, Pinko (nella foto alcuni look) è riuscita a rafforzare la propria capacità di creare valore tramite una strategia focalizzata sul rafforzamento della marginalità, sulla generazione di cassa e sulla qualità della distribuzione. Il cash-flow è tale da consentire il rispetto degli impegni ordinari e straordinari assunti. Il risultato positivo è stato sostenuto anche dalle azioni di ottimizzazione operativa e di contenimento dei costi. Il rafforzamento della marginalità e la riduzione del capitale circolante sono i pilastri su cui il gruppo ha costruito il proprio percorso di progresso. Attuandoli sul mercato, queste strategie si traducono in una distribuzione qualificata e a favore delle performance di sell-out. Per quanto riguarda la supply chain, i risultati confermano la sostenibilità del business. «I risultati confermano la correttezza delle scelte strategiche intraprese», ha dichiarato Laura Manelli, ad di Pinko. «Abbiamo privilegiato la qualità del business rispetto alla crescita dei volumi. Oggi il gruppo opera con una distribuzione più selettiva e dispone delle condizioni per tornare a crescere in modo sostenibile». (riproduzione riservata)
Giada Speri