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Qualche giorno fa un post su Instagram di Milano Finanza, tratto da un mio articolo, ha generato un grande dibattito tra i commenti. Il titolo dell'articolo è questo: «Poste Italiane torna con un buono fruttifero che rende il 3% lordo all’anno per 4 anni. Cosa c’è da sapere e a cosa fare attenzione».
Nel pezzo analizzo un nuovo prodotto di investimento lanciato da Poste Italiane la scorsa settimana e pensato per i piccoli risparmiatori: Buono 100, un buono fruttifero postale che rende il 3% annuo per quattro anni, e offre ai sottoscrittori TUTTO il rendimento alla scadenza, ma solo a chi lo terrà fino alla fine senza chiederne il rimborso.
Al di là del prodotto di investimento in sé, il dibattito che si è scatenato nei commenti verteva intorno a un punto: perché accontentarsi di un 3% all'anno quando con un Etf sull'Msci World si può arrivare al 10%*?
Da qui il salto quantico è (ahimè) molto breve: «Poste sta abbindolando i vecchietti», «Ecco l'ennesimo prodotto che arricchisce solo le Poste», e giù complottismi di varia natura. Sul perché Poste si sia conquistata nel tempo questa (erratissima) fama potremmo scrivere enciclopedie, ma non è questo il punto di oggi.
Tra i commenti infatti c'è anche qualcuno (forse un lettore di Milano Finanza e ascoltatore di 4 Soldi da Investire) che ha messo in luce il vero punto: paragonare un buono fruttifero postale e un Etf sull'Msci World è come fare un confronto tra pere e pesche. E quindi una trappola molto pericolosa per i propri soldi.
Il Buono 100 è un buono fruttifero postale, uno degli strumenti di impiego della liquidità più antichi per i piccoli risparmiatori italiani: pensate che il primo buono fruttifero risale al 1924.
Il concetto dei buoni postali (e quindi di Buono 100) è semplice:
Di fatto il buono fruttifero postale è equiparabile, in un portafoglio di investimento, a un conto deposito vincolato: uno strumento di impiego della liquidità di breve periodo - in questo caso quattro anni - a rischio praticamente zero, che offre un rendimento certo a chi avrà la pazienza di tenerlo in portafoglio senza chiedere il rimborso. In tal caso, ci si dovrà accontentare della restituzione del capitale.
A questo punto, proviamo a fare il passaggio ulteriore: questo Buono 100 conviene? E se sì, a chi?
Andiamo a confrontarlo con gli strumenti simili e chiediamoci: se deposito 20.000 euro oggi nel Buono 100, quanto mi tornerà alla scadenza? Ci aiuta il sito stesso di Poste: alla scadenza il nostro buono ci darà, al netto della tassazione agevolata al 12,5%, 22.196,41 euro. Togliendo anche l'imposta di bollo - circa 160 euro - vengono 22.036,41 euro.
Vediamo con l'aiuto di Facile.it quanto rendono oggi i migliori conti deposito vincolati a quattro anni.
Attualmente, per questa specifica tipologia di prodotti di investimento della liquidità, la soluzione di Poste (favorita dalla fiscalità amica) è tra le più competitive sul mercato.
Ma per quale tipo di investitore può essere utile? Per esempio a chi:
NON è invece uno strumento ideale per chi:
Se anche voi avete pensato per un solo istante che il Buono 100 delle Poste è una fregatura perché rende 7 punti all'anno in meno di un Etf sulle azioni globali, siete caduti nella trappola più classica di chi inizia a investire: i prodotti di investimento NON sono tutti confrontabili, banalmente perché rispondono a esigenze diverse (i famosi obiettivi di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente).
Sarebbe come dire che viaggiare in motorino è meglio di viaggiare in aereo. Per andare da Sesto San Giovanni ai Navigli sicuramente è vero, ma per andare a Lisbona da Milano l'opzione motorino, anche se tecnicamente realizzabile, è decisamente scomoda.
Uscendo dalla metafora: è vero che l'Etf sull'Msci World ha reso IN MEDIA il 10% annuo dal 1979 a oggi, ma pensate di usare questo strumento per pagare l'anticipo della casa tra quattro anni: potreste tollerare che uno di questi quattro anni sia il 2022, in cui l'Msci World è sceso del 13%? Oppure è meglio avere il 3% stabile e costante di un buono postale, e non correre il rischio di trovarsi in balia delle onde del mercato azionario?
La verità è che negli investimenti bisogna essere un po', come si suol dire, democristiani: non esiste l'investimento perfetto in valore assoluto, ma quello migliore per le proprie esigenze e i propri obiettivi individuali.
Questo vale sia quando (erroneamente) si vanno a confrontare strumenti non confrontabili - il buono fruttifero postale e l'Etf sull'Msci World - sia quando si fa il confronto tra strumenti pensati per lo stesso obiettivo. Meglio un portafoglio investito al 100% sull'Msci World o uno in cui ci sono un 70% di Msci World, un 5% di oro e un 25% di bond sovrani dell'Eurozona? Sono entrambi investimenti di lungo periodo, ma è impossibile stabilire quale sia il migliore in senso assoluto.
Tutto dipende dal nostro profilo di rischio: da quanto dormiamo bene la notte, come dice Burton Malkiel in A spasso per Wall Street. Dormiamo come Snorlax dei Pokemon anche se l'Msci World fa -7% per quattro giorni consecutivi? Oppure anche solo un -2,5% in un giorno a caso ci fa fare incubi tremendi e ci costringe a lunghe sessioni di melatonina e unghie rosicchiate?
La nostra scelta è individuale, e dipende da questo: il nostro grado di tolleranza al rischio rapportato ai nostri obiettivi. Fatemi sapere in mail a podcast@class.it o a mcapponi@class.it se volete, nei prossimi episodi o nel podcast, un approfondimento su come selezionare gli investimenti in base alla tolleranza al rischio.
Noi ci sentiamo la prossima settimana, a presto!
*Dato storico dal 1979 a oggi, fonti JustEtf e Curvo