Non ha ancora destato un soprassalto di interesse la presentazione avvenuta questa mattina a Milano del piano strategico 2018-2023 di Spaxs, che presto si fonderà con Banca interprovinciale di Modena per dar vita a un nuovo modello di banca focalizzato sul servizio alle Pmi.
Il titolo dei veicolo creato da Corrado Passera e Andrea Clamer, che ha raccolto 600 milioni di euro da investire nel business bancario, oggi segna un progresso dello 0,8%, con scambi per oltre 130 mila pezzi, che spingono il titolo a 9,9 euro, pressochè il valore di ipo, 10 euro, e dell'esordio sul listino nel febbraio scorso.
Da allora, in attesa di capire meglio le strategie di Passera e soci, investitori strategici e privati sono rimasti alla finestra. Fra essi ci sono Credit Suisse che opera per conto di Atlas (con una quota del 7,67%), Sdp Capital, cioe' la famiglia Pallavicini di Roma (al 6%), Kairos Partners al 5,98%, Tensile Capital Partners (fondo di San Francisco che ha il 5%), e un altro grande fondo di investimento, ovvero, Numen Capital che detiene il 5,75%.
Ora Spaxs ha alzato il velo su un business model definito fortemente innovativo e ad alto tasso tecnologico, che però è ancora in attesa, per prendere il via, dell’approvazione di Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea sulla business combination tra Spaxs e Banca Interprovinciale, il cui iter è in corso.
La nuova banca opererà attraverso tre divisioni tra loro sinergiche focalizzate in specifici segmenti di mercato definti da Passera dinamici, profittevoli, di dimensioni rilevanti e oggi scarsamente serviti dagli operatori tradizionali: (i) impieghi alle PMI ad alto potenziale ma con una struttura finanziaria non ottimale e/o con rating basso o senza rating, incluso il segmento delle PMI non-performing (Unlikely-To-Pay); (ii) Non Performing Loans (NPL) corporate, assistiti da garanzia e senza garanzia; (iii) banca diretta digitale per la clientela retail e corporate.
«Con una squadra di persone competenti e appassionate stiamo costruendo una banca imprenditoriale e, speriamo, utile al nostro Paese. Si concentrerà su settori molto grandi e non sempre serviti adeguatamente e si propone di diventare un operatore leader nel settore dei corporate NPL, unsecured e secured», ha spiegato Passera, che ha all'attivo una lunga carriera nel banking, nella finanza e nel corporate, culminata con la direzione di IntesaSanpaolo e l'incarico di Ministro allo sviluppo nel governo Monti.
Per la verità i tre segmenti indicati non sono affatto privi di forti competitor, il valore aggiunto del nuovo progetto starà, quindi, tutto nella capacità del management di realizzare il programma. Per questo Passera ha insistito sul tema.
«La nuova banca si avvarrà di persone con lunga esperienza sia bancaria che industriale e delle migliori tecnologie disponibili. Altri vantaggi competitivi saranno certamente costi operativi e tempi di risposta più bassi di quelli tipici di molti operatori tradizionali e costo del capitale più basso di quello di molti nuovi operatori,» ha spiegato il manager.
«Una banca senza legacy che si propone di interpretare al meglio il profondo cambiamento che sta avvenendo nel settore
bancario. Per essere operativi da subito abbiamo acquistato Banca Interprovinciale, certamente una delle
migliori banche italiane nella sua categoria,» ha insistito Passera che ha definitoil piano strategico ambizioso ma fattibile.
Il piano di Passera prevede di raggiungere fra cinque anni un attivo totale di 7 miliardi di euro, con 300 milioni di utile netto, che dovrebbe generale un roe del 25%, assolutamente eccezionale nel settore, grazie a un cost income ratio inferiore al 30%, altro dato eccezionale. Al 2023 la nuova banca, il cui nome verrà svelato all'assemblea degli azionisti di Spaxs prevista per l'8 agosto, avrà 700 dipendenti.
Nell'arco del piano il patrimonio di garanzia (Equity Tier 1) è previsto stabilmente superiore al 15%.
La marcia di avvicinamento al 2020 prevede un utile netto tra 40 e 50 milioni, con attivi per poco più di 4 miliardi di euro, un cost/income inferiore al 55% e roe tra il 6 e il 7%.
La squadra sarà guidata da Passera, nel ruolo di ceo, e comprenderà Andrea Clamer, che ha promosso Spaxs al fianco di Passera, alla guida della divisione NPL, Enrico Fagioli Marzocchi, che guiderà la divisione PMI, Carlo Panella, a cui è affidata anche la responsabilità dell’Information Technology, guiderà la divisione Retail e Francesco Mele, che ha assunto la carica di Chief Financial Officer & Central Functions.
Clamer ha dalla sua 10 anni di esperienza nel settore Npl dove ha operato come responsabile nel team di Toscana Finanza e di Banca Ifis. Fagioli Marzocchi ha una significativa esperienza nel mondo del credito alle imprese, inclusa la gestione del credito problematico e le ristrutturazioni, avendo ricoperto, tra gli altri, la carica di responsabile della Direzione
Crediti ed Assets Problematici del Gruppo MPS e recentemente la carica di CEO della jointventure tra Quaestio e Cerved.
Mele è stato CFO del Gruppo MPS e precedentemente ha lavorato nell' Investment Banking occupandosi di istituzioni Finanziarie. Panella è stato direttore generale di CSE Consulting e precedentemente di WeBank.
«Per le altre posizioni di prima linea, per esempio il Chief Risk Officer, e buona parte di quelle di seconda linea, sono già stati identificati i relativi manager, che si uniranno alla squadra nelle prossime settimane,» ha comunicato Passera.
Lo sviluppo strategico della nuova iniziativa punta le carte soprattutto sulla divisione Pmi, che sarà quella più lenta a carburare. Tuttavia il piano prevede per questa attività ricavi tra 80 e 100 milioni già nel 2020 per arrivare tre anni dopo a regime a 420 milioni. Fra due anni l'attività dovrebbe essere già in utile, modesto, per arrivare a 160 milioni a fine piano. Il costo income a regime è previsto del 15% con una tappa internedia a 30-35%. Questi numeri si dovrebbere ottenere impiegando circa 1,5 miliardi di euro nel 2020 e 3,7 miliardi nel 2023 con un costo del rischio di 130 bp.
La novità del business model è l’integrazione nella struttura della figura del Tutor, a regime 40 professionisti con specifiche competenze industriali oltre che finanziarie e di conoscenza del territorio, che potranno avvalersi delle più avanzate tecnologie di analisi dati basate sull’utilizzo di big data e intelligenza artificiale.
A loro sarà affidata la gestione di tre servizi principali:
- Turnaround: la banca acquisterà singole posizioni di crediti non-performing (UnlikelyTo-Pay), ma con prospettive di ritorno in bonis, offrendo servizi di advisory e restructuring, oltre che, ove opportuno, di nuova finanza. Offrirà inoltre servizi di
fronting – gestione di cassa, tesoreria e circolante – su posizioni UTP a investitori non bancari. Il piano pensa di contare su un mercato di circa 30 miliardi di crediti Utp, un terso del totale, di cui la nuova banca ne acquisterà per 4,4 miliardi.
- Crossover lending: la banca si rivolgerà a PMI con buone prospettive industriali ma basso rating o senza rating e con strutture finanziarie non ottimali, che oggi hanno spesso difficoltà di accesso ai mercati finanziari e al credito e rappresentano un mercato potenziale da 160 miliardi di euro in termini di crediti verso clientela. A tali imprese la
banca offrirà una gamma completa di prodotti bancari e di consulenza industriale per la strutturazione delle migliori soluzioni di finanziamento, nonché soluzioni creditizie a supporto di attività di acquisizione. La banca punta a raggiungere uno stock di crediti netti alla clientela di 1,1 miliardi di euro a fine piano.
- Invoice lending: la banca offrirà servizi di reverse e direct factoring a PMI specializzandosi sulle imprese operanti in contesti di filiera e/o distretto industriale, con l’obiettivo di conseguire 4,2 miliardi di euro di turnover nel 2023 (corrispondenti a 1,2 miliardi di euro di crediti verso clientela), nell’ambito di un mercato checomplessivamente vale 220 miliardi di euro di turnover al 31 dicembre 20174.
Con ricavi previsti al 2023 per 250 milioni di euro con un utile di 135 milioni, l'attività sui non performing loans (npl) sarà il secondo pilastro dell'attività. Ma già fra un paio d'anni i ricavi dovrebbero essere nell'intorno di 120-130 milioni con un utile di circa 44 milioni, un costo income del 50% e un roe di poco superiore al 10%.
L’obiettivo è affermarsi quale uno dei leader nel settore degli NPL Corporate, garantiti e non garantiti, un mercato di notevoli dimensioni, ma ancora relativamente poco presidiato, secondo Passera. Si stima che nei prossimi cinque anni saranno ceduti in Italia crediti dubbi corporate per un valore lordo (GBV)di 135 miliardi di euro tra mercato
primario e secondario. Obiettivo della banca è di effettuare un investimento complessivo in portafogli NPL nell’arco di piano pari a circa 3 miliardi di euro di controvalore netto.
Infine l'attività di banca retail andrà a regime nel 2023 con ricavi per 40 milioni, generando un utile di 5 milioni, su una massa di 2 miliardi di depositi di 200 mila clienti.