Questo articolo è stato pubblicato su 4 soldi da investire, la newsletter di Marco Capponi per iniziare a investire in modo consapevole. Per riceverla basta iscriversi da qui.
Bentornate e bentornati a un nuovo appuntamento con 4 Soldi di Investire, questa settimana dalla meravigliosa cornice del Salento dove sono in vacanza.
A proposito di vacanze, succede solo a me o anche le vostre bacheche di Instagram sono piene di foto, storie e reel di vacanze in posti unici, straordinari (e difficilmente raggiungibili)? Giappone, Maldive, Stati Uniti, oltre alle immancabili «spiagge ancora incontaminate dove si respira ancora lo spirito autentico» del posto.
Premessa: non sono un detrattore di Instagram, per il mio lavoro è indispensabile e credo che sia anche merito dei social se stiamo imparando uno stile di turismo più consapevole. Ma c'è anche un rovescio della medaglia: tutto questo sbandierare posti esotici, meravigliosi, unici, da parte degli influencer di turno - spesso remunerati con il viaggio gratis - è semplicemente...troppo!
Purtroppo, Instagram e simili hanno creato una stortura pericolosissima per noi e per il nostro denaro, che poi è il tema di questa newsletter: convincerci che l'unica esperienza meritevole di essere vissuta è quella straordinaria, da copertina di un set fotografico, e che per viverla e non cadere nella "mediocrità" della nostra vacanza in riviera romagnola, in Salento o nell'entroterra delle Marche l'unico modo è destinare una fetta consistente nel nostro budget a questo "obiettivo".
In che modo? Pagando la vacanza a rate, ovviamente!
Prima ancora che parlare di investimenti in fondi, Etf, azioni e bond, la pianificazione finanziaria personale deve partire da un momento zero, quello da cui poi prenderà vita a cascata tutto il resto: la gestione del debito. Ovvero la scelta di quando ha senso indebitarsi... e quando no.
Il debito è fisiologico: la teoria del ciclo di vita degli investimenti con cui l'italiano Franco Modigliani ha vinto il premio Nobel per l'Economia (unico nostro concittadino a esserci riuscito finora) parte proprio dal presupposto che nella fase iniziale del nostro percorso di risparmiatori-investitori contrarremo del debito, che poi ripagheremo in futuro con stipendi più alti e con i frutti dei nostri investimenti.
Ma c'è debito e debito: c'è un debito che si contrae per comprarsi la prima casa, per pagare gli studi, per acquistare un mezzo di trasporto che ci servirà per andare al lavoro; e poi c'è un debito che si usa per «finanziare il piacere», come scrive in un illuminante commento su LinkedIn il capo italiano del broker regolamento Scalable Capital, Alessandro Saldutti.
Un commento che inizia così: «Quando la tua banca ti invita a indebitarti al 10% per le vacanze, ti sta vendendo una catena dorata. Perché il debito al consumo è droga finanziaria. Ti dà un piacere immediato ma può portare a conseguenze disastrose nel lungo termine».
E qui entra in gioco Instagram. Perché io, dopo aver visto dieci influencer che mi facevano vedere «quanto è bello il Giappone, dove si vive già nel 3000», mi sono sentito veramente fuori luogo a tornare alla pensione "da Rita" di Riccione per il quarto anno consecutivo, e allora ho cercato su Internet e ho trovato una comparazione tra prestiti personali con un Taeg (Tasso Annuo Effettivo Globale) annuo da un minimo del 6,75% a un massimo del 15,37%.
E poi mi sono anche detto: ma io ora vado in Giappone e non pago quasi nulla, e poi tutto il resto lo pagherò in comode e facili rate. Ecco, quando all'equazione si aggiunge la stringa «in comode e facili rate» siamo davvero nei guai.
Perché? Risponde ancora Saldutti di Scalable: «Perché torni dalle ferie di 10 giorni e le rate continuano ad arrivare per anni. E nel mentre ti abitui a vivere al di sopra delle tue possibilità. Ti convinci che te lo meriti e continui a prendere debiti fino a trovarti intrappolato in una spirale». Una spirale da cui poi sarà molto difficile uscire.
Questo ragionamento vale sia per le spese medio-grandi, come per l'appunto un viaggio ma anche una bicicletta da corsa, una moto per andare a fare la scampagnate la domenica e così via, sia per le micro-spese.
Vi siete mai chiesti quanto ogni mese spendete per Spotify, Netflix, Dazn, Disney+, Amazon Prime, Now Tv? Tante "comode rate" da 10-15 euro al mese rischiano di diventare 60, 70, 90 euro al mese.
Questo significa che dobbiamo vivere come eremiti senza neanche poterci concederci di guardare una serie tv in pace? Assolutamente no! Ma essere consapevoli di come il nostro denaro esce dal conto corrente mese dopo mese è un passaggio indispensabile.
Anche per evitare un'altra tentazione: continuare a rateizzare tutto e finire in un'altra spirale molto pericolosa. Quella dei buy-now-pay-later, i sistemi di pagamento rateizzato che anticipano la quota all'esercente e poi si fanno rimborsare in rate variabili (di solito tre) a tasso zero.
Per capire quanto questo utilizzo del buy-now-pay-later stia diventando intensivo anche per spese microscopiche, vi dico un dato che ha scoperto il collega Alberto Mapelli: le parti maggiori dei volumi transati da Scalapay, prima azienda in Italia nel mercato del buy-now-pay-later, sono generate dalle grandi piattaforme online di origine cinese. Il 23% da Shein, il 20% da Temu.
Che succede alla fine di tutto questo meccanismo perverso? Che se ogni mese ai - sacrosanti - mutuo, finanziamento dello scooter per andare al lavoro, Netflix per le serie e Now Tv per le partite di Sinner, dobbiamo aggiungere i 95 euro della vacanza in Giappone di sei anni prima, i 15 della camicia comprata su Shein e gli 8 euro dell'abbonamento all'app per le passeggiate in montagna che abbiamo fatto due anni per andare sul lago di Como e ci siamo sempre dimenticati di disdire.
«Nel frattempo la caldaia si rompe, devi cambiare l'auto, arriva una spesa medica imprevista. E mentre paghi ancora quella vacanza devi dire addio al corso di formazione, all'università per i tuoi figli, a quell'opportunità di investimento. Non puoi aiutare un familiare in difficoltà», conclude Saldutti.
Allora, cosa possiamo fare in concreto?
L'obiettivo finale insomma, non è annullare i propri debiti. Ma DIVENTARE PADRONI del proprio denaro e di come lo state usando.
E voi? Avete mai fatto un acquisto di piacere a rate e poi ve ne siete pentiti? Fatemelo sapere alla mail podcast@class.it o a mcapponi@class.it. Se non rispondo subito tranquilli: tornerò pienamente operativo a inizio agosto. Ma nel frattempo continuate a seguirmi nel podcast e a seguire tutta l'attività della nostra redazione sul sito di Milano Finanza.
Alla prossima settimana!