L’incertezza economica e geopolitica spinge il prezzo dell’oro oltre la soglia psicologica di 3.000 dollari l'oncia. L'oro spot ha raggiunto nell’intraday un nuovo record assoluto a 3.004,93 dollari l'oncia, segnando il suo tredicesimo massimo storico nel 2025, precisa Reuters. Ora resta a ridosso di questo livello a 2.991 dollari l’oncia e sale dello 0,41%. Da inizio anno il prezzo del lingotto è aumentato del 14%, una performance che segue quella positiva del 2024 (+27%). A conferma del ruolo secolare del metallo giallo come riserva di valore nei tempi turbolenti (ha superato la soglia di 1.000 dollari l'oncia dopo la crisi finanziaria e i 2.000 durante la pandemia di Covid-19) e come indicatore della paura nei mercati insieme all’indice Vix, balzato in settimana fino a 29,57 (l’11 marzo).
Una corsa, quella dell’oro, dovuta a diversi fattori. La fragilità economica in tutto il mondo, dettata anche dai tentativi del presidente statunitense, Donald Trump, di riscrivere le regole del commercio globale imponendo dazi a 360° su alleati e rivali, le banche centrali che potrebbero intensificare gli acquisti non solo per coprirsi dal dollaro ma anche per ancorare le proprie valute al metallo prezioso, e la debolezza del biglietto verde con i trader che hanno aumentato le scommesse sui tagli dei tassi di interesse da parte della Fed (si riunisce il 18-19 marzo): ora si aspettano tre tagli di un quarto di punto nel 2025 rispetto ai due previsti pochi giorni fa. Infine, i rischi geopolitici, che restano elevati sia in Ucraina sia in Medio Oriente nonostante i segnali di pace da entrambi i fronti.
«Consideriamo l'oro come una polizza assicurativa e una fonte di liquidità in ambienti di mercato difficili», ha detto a Reuters John Ciampaglia, ceo di Sprott Asset Management, il quale si aspetta che il lingotto raggiunga «livelli molto più alti». In assenza di miglioramenti del deficit di bilancio degli Stati Uniti, il prezzo potrebbe raggiungere quota 3.500 dollari, a detta di Macquarie. Di recente Goldman Sachs ha alzato il suo target alla fine del 2025 a 3.100 dollari, ormai alla portata.
Nel frattempo, le scorte di oro nei magazzini approvati dal Comex hanno raggiunto un livello record di 40,56 milioni di once, poiché i trader si sono affrettati a coprire le posizioni in mezzo all'incertezza legata ai dazi. E gli Etf fisicamente garantiti da oro hanno registrato il loro maggior afflusso settimanale da marzo 2022, secondo i dati di febbraio del World Gold Council. L’Spdr Gold Trust, il più grande Etf garantito da oro al mondo, ha visto le sue partecipazioni salire a 907,82 tonnellate metriche il 25 febbraio, il livello più alto da agosto 2023.
Va detto che, nonostante il suo rally, l'oro, osserva Bloomberg, è ancora lontano dal suo massimo storico rettificato per l'inflazione, che è stato raggiunto nel 1980 ed equivale a circa 3.800 dollari l'oncia. All'epoca, fu una combinazione di crescita economica debole, inflazione incontrollata e crescenti tensioni geopolitiche a far salire il prezzo. Alcuni analisti credono che forze simili manterranno l'oro su un territorio inesplorato nel 2025. (riproduzione riservata)