L'essere entrati, da parte di Andrea Orcel e Bettina Orlopp, nel merito dei problemi da affrontare dopo la conquista di oltre il 49% di Commerzbank a opera della banca di piazza Gae Aulenti, è indubbiamente positivo. Ma siamo ancora nel caso per aspera ad aspera (non o non ancora ad astra). Ora si manifestano solidi scogli da superare, come è stato scritto in queste pagine. Da un lato vanno valutate le ricadute, sotto il profilo regolamentare e dell'esercizio della Vigilanza, del controllo di Commerz da parte di Unicredit con l'ipotesi del consolidamento contabile; dall'altro sorgono sono numerosi interrogativi sul piano strategico che vedrebbero un contrasto tra i due vertici sul restringimento dell'operatività internazionale della banca tedesca per concentrarla in Germania e in Polonia, su di un deciso taglio dei costi, e, in particolare, sulla promozione dell'esodo di 7 mila dipendenti, secondo le cifre riportate dalle cronache.
Resta ancora non definita l'ipotesi di una aggregazione tra Commerz e Hvb. Non bisogna comunque dimenticare che lo Stato detiene pur sempre il 13% circa dell'istituto tedesco, per cui il governo non resterà terzo rispetto a questi progetti di tagli che arriverebbero, come finora non è stato smentito, fino all'area dell'alta dirigenza. Anche in questa fase occorre invece souplesse. Non è consigliabile apparire come un tagliatore di teste. È necessaria gradualità nonché la ricerca di un sistema di relazioni, anche con le parti sociali, che agevoli i cambiamenti senza traumatizzare e senza provocare disoccupazione. Smobilitare poi la rete dei rapporti internazionali viene verosimilmente vissuto come una dimostrazione di riduzione del rango e non è affatto opportuno agire contro la storia, le tradizioni, il modo in cui in Germania è vista la banca. Vi è un capitale fatto di reputazione o comunque di lunghezza di consuetudini che non si può aggredire con l'ascia. Di qui l'esigenza che Unicredit si muova con grande accortezza, magari insediandosi prima nell'esercizio del controllo per poi verificare la fattibilità delle proposte che ha elaborato. È un pezzo dell'economia e della società, oltre alle istituzioni, che si coinvolge in una operazione come quella in esame. E non credo che ciò sfugga a Orcel. Allora bisogna coerentemente tenerne conto. Si può essere a seconda dei casi, come insegna Machiavelli, «golpe» (volpe, ndr) o lione». Questo è senza dubbio il caso della volpe a cui riferirsi. (riproduzione riservata)