OpenAI punta a raccogliere fino a 100 miliardi di dollari per finanziare ambiziosi piani di crescita in un mercato che di recente si è raffreddato dopo il boom dell’intelligenza artificiale.
Il round di finanziamento, ancora nelle fasi iniziali, potrebbe valutare la società fino a 830 miliardi di dollari qualora venisse raccolto l’intero importo previsto, secondo le fonti.
La startup mira a completare l’operazione non prima della fine del primo trimestre. I termini dell’accordo potrebbero ancora cambiare ed è incerto se la domanda degli investitori sarà sufficiente a raggiungere l’obiettivo.
Il round rappresenterà uno dei test più rilevanti per la società da quando l’entusiasmo dei mercati pubblici per la spesa in intelligenza artificiale si è attenuato.
L’amministratore delegato Sam Altman ha già esplorato i mercati globali per ampliare la base degli investitori di OpenAI e la società sta ora valutando una possibile quotazione in Borsa, come riportato in precedenza dal Wall Street Journal.
OpenAI necessita di ingenti capitali per sviluppare i propri modelli di IA e mantenere la competitività in un mercato in rapida evoluzione.
All’inizio dell’anno SoftBank ha accettato di investire 30 miliardi di dollari in OpenAI e, il mese scorso, ha venduto la propria partecipazione in Nvidia per 5,8 miliardi di dollari per finanziare la scommessa su OpenAI. La società dovrebbe ottenere i restanti 22,5 miliardi di dollari del finanziamento pianificato da SoftBank entro la fine dell’anno.
OpenAI ha inoltre avviato una frenetica attività di dealmaking di fine anno, che include un accordo di licenza sui contenuti e un investimento da 1 miliardo di dollari da parte di Disney.
Le operazioni dimostrano che la macchina della raccolta fondi di OpenAI resta solida, anche se le domande su come verranno finanziati i piani di espansione rimangono in larga parte senza risposta.
OpenAI starebbe coinvolgendo alcuni fondi sovrani nella raccolta, data la dimensione dell’operazione. In passato la società ha già ottenuto finanziamenti dal fondo MGX con sede negli Emirati Arabi Uniti.
The Information aveva riportato in precedenza alcuni dettagli sugli ultimi sforzi di raccolta fondi di OpenAI.
La società ha dovuto affrontare lo scetticismo del mercato in merito ad accordi sul computing del valore di centinaia di miliardi di dollari e ha lanciato un “codice rosso” per contrastare una minaccia crescente da parte di Google.
Mentre OpenAI è destinata a bruciare oltre 200 miliardi di dollari di liquidità entro il 2030, Google presenta livelli di indebitamento contenuti e profitti solidi, elementi che potrebbero facilitarne ulteriori investimenti nell’intelligenza artificiale.
I partner di OpenAI, tra cui Oracle e CoreWeave, hanno visto diminuire le rispettive capitalizzazioni di mercato negli ultimi mesi, poiché gli azionisti hanno mostrato un atteggiamento più critico verso ambiziosi piani di costruzione di data center che sembrano incontrare ostacoli sul fronte del finanziamento.(riproduzione riservata)
