Dopo aver chiuso il book coprendo tre volte l'offerta, Officina Stellare, società vicentina specializzata nella progettazione e produzione di telescopi e strumentazione ottica e aerospaziale, ha presentato la domanda di ammissione sul mercato Aim. Il debutto a Piazza Affari è previsto per mercoledì 26 giugno.
Fra i soggetti 20 istituzionali che hanno aderito all'ipo vi sono, secondo quanto risulta a milanofinanza.it, i maggiori investitori sul segmento Aim. Che oggi sono Banca Medionalum, Kairos Partrners, Arca Fondi, Anima, Azimut Holding, Nextam Partners, Amundi, Eurizon e Fideuram (queste ultime parte del gruppo Intesa Sanpaolo).
L'operazione avviene integralmente in aumento di capitale con collocamento privato di azioni e l'assegnazione gratuita di warrant. Il prezzo delle azioni offerte in sottoscrizione è stato definito in 6 euro. Il flottante previsto è di circa il 15% (oltre l'opzione greenshoe). La società ha visto i ricavi passare da 2,1 milioni di euro del 2016 (con un ebitda di 210mila euro) a quasi 5 milioni nel 2018 (ebitda di 1,15 milioni) e quest'anno, in base al piano industriale, prevede di balzare a oltre 8 milioni di euro con margini però significativamente più alti, quasi 3 milioni.
Officina Stellare è una pmi innovativa con sede a Sarcedo, a Nord di Vicenza, specializzata nella progettazione e produzione di telescopi e strumentazione ottica ed aerospaziale di fascia alta, sia ground-based che space-based, per finalità scientifiche, di ricerca o legate alla difesa. Nel settore definito tradizionale realizza strumenti per l'osservazione del sole e dei pianeti extra solari, oltre a sistemi di difeda anti drone, mentre nell'ambito della New Space Economy si occupa di osservazione della Terra per esempio in ambito marittimo, nel recupero di satelliti dismessi (spazzatura) e nel monitoraggio di quelli in attivi, in orbita.
Fondata nel 2009 da Riccardo Gianni (presidente), Giovanni Dal Lago (amministratore delegato) e Gino Bucciol (Chief Business Development Officer), ai quali si è aggiunto nel 2012 il socio e consigliere Fabio Rubeo, è una delle poche società al mondo a controllare l'intera filiera verticale. La prima commessa rilevate è arrivata nel 2012 con il progetto Sofia della Nasa, un telescopio da montare su un Boeing 747, mentre nel 2013 è arrivato il contratto con Airbus. L'anno successivo è entrata nel capitale Veneto Sviluppo, fondo di investimento della Regione, mentre nel 2017 sono stati siglati i contratti con la Nasa e l'università di Princeton. Lo scorso anno è uscita dal capitale Veneto Sviluppo e Officina Stellare ha ottenuto la qualifica di Pmi innovativa.
La società di Sarcedo dispone quindi interamente di tutte le conoscenze e le capacità necessarie allo sviluppo, alla realizzazione e alla messa in funzione dei prodotti. Fra i clienti di prestigio vi sono Nasa, il Kasi (Korea Astronomy and Space Institute, fa riferimento alla Cores del Sud) e altre agenzie spaziali, oltre a diversi player internazionali corporate e governativi del mercato aerospaziale e della difesa. Fra questi, Airbus, l'Us Air Force, l'Aeronautica Italiana e lo stesso gruppo Leonardo. La società punta a diventare la prima space factory a livello mondiale, consolidando la propria posizione di leadership nella New Space Economy.
Nel processo di quotazione Officina Stellare è affiancata da Ambromobiliare come advisor finanziario e da Banca Finnat che agisce in qualità di Nomad e Global Coordinator, nonché di Specialist e Corporate Broker nella successiva fase di negoziazione. La società è inoltre assistita dallo Studio Legale Chiomenti in qualità di Advisor Legale, dallo Studio Pompanin Dimai come Tax advisor, da Hepteris Studio come advisor per il Business Plan. La società di revisione incaricata è Mazars, mentre Clarkson Hyde ha agito in qualità di revisore incaricato della due diligence delle informazioni gestionali e di mercato.