Soggetti pubblici e privati devono cooperare affinché l'ecosistema finanziario e industriale italiano possano concretamente favorire la transizione verde della crocieristica. È quanto emerso dal policy breakfast organizzato a Roma da Sace insieme a Clia (Cruise Lines International Association) per discutere e sostenere il percorso di tutta l'industria crocieristica verso l'obiettivo 'net zero emission' entro il 2050. Gianni Onorato, amministratore delegato di Msc Crociere, è stato netto nel dire che «in futuro non saremo in grado di scaricare sui clienti gli extra-costi che tutta la tassazione attesa nei prossimi anni porterà, quindi non riusciremo a sostenerli». Da qui la necessità di trovare soluzioni urgenti perché gli investimenti in sostenibilità Msc Crociere li sta già facendo: «Facciamo dei tavoli, parliamone, ma partiamo dal presupposto che se io non ordino le navi, i cantieri non ci sono e tutto l'indotto non esisterà. Ma per esserci dobbiamo risolvere il problema della sostenibilità. Finanza, ricerca e infrastrutture sono tre fattori fra loro indissolubili». Onorato è stato esplicito nel dire che il regista deve essere «il Ministero dei trasporti perché serve un'integrazione a livello collettivo, europeo. Vanno coinvolti anche gli altri Paesi».
Sulla stessa lunghezza d'onda Mario Zanetti, direttore generale di Costa Crociere, che ha posto l'accento sull'elettrificazione delle banchine (shore power) e sui carburanti del futuro per rispettare i nuovi limiti imposti dalle politiche e dalle normative internazionali. «Il 2% dei porti nel mondo sono pronti con lo shore power. Nel Mediterraneo il numero è probabilmente pari a zero, mentre l'avanzamento delle flotte da questo punto di vista è molto avanzato. Quali sono le politiche tariffarie nei porti oggi per fornire energia elettrica? Come la gestiamo domani, cioè non fra 10 anni, questa spesa rispetto al trade off rappresentato dalla produzione dell'energia a bordo delle navi?», ha proseguito il numero uno di Costa.
Le cifre in ballo le ha rivelate Francesco Galietti, direttore di Clia in Italia, dicendo che «la shore side electricity rischia di costare 10 volte di più rispetto all'alternativa della generazione a bordo».Secondo Onorato le compagnie dovranno «trovare combustibili alternativi ai combustibili fossili e le opzioni principali saranno i combustibili sintetici. Poi possiamo sviluppare l'idrogeno: abbiamo ordinato a Fincantieri due navi a idrogeno quando l'idrogeno ancora non era disponibile come combustibile. Abbiamo investito grazie a Sace e con la collaborazione di Fincantieri, ma siamo noi a rischiare di più.. Non solo: Abbiamo navi alimentate a Gnl, ma manca una rete costiera in Italia per la fornitura».
Zanetti ha poi parlato dell'attesa seconda versione del cosiddetto decreto Rinnovo flotte che potrà destinare altre risorse stanziate dal fondo complementare al Pnrr all'ammodernamento del naviglio esistente. «I finanziamenti ci sono, ma le crociere sono state escluse da risorse disponibili che poi non sono state utilizzate con il primo decreto per il rinnovo flotte)», ha sottolineato il vertice di Costa. «Il retrofit non può essere solo sulle spalle delle compagnie di crociera. Troppe volte ci siamo trovati con disallineamenti tra quello che fanno una mano e l'altra. Tanti temi riguardano la finanza e la sostenibilità. Il viceministro Rixi ha espresso la volontà di una collaborazione tra pubblico e privato; la partita dobbiamo giocarla tutti insieme ma dobbiamo
scendere in campo, basta con il riscaldamento. Serve una regia. Dobbiamo avviare il confronto. L'Italia può essere trainante grazie alla leadership che ha nel mondo delle crociere».
Il punto di vista di Sace (che può vantare 30 miliardi di euro di garanzie deliberate nel settore crociere a fine 2022) è stato portato dal chief financial & sustainability officer Michele De Capitani: «Dal 2020 abbiamo supportato 400 progetti sostenibili per 9 miliardi di euro attraverso le nostre garanzie green, in linea con la tassonomia europea, e abbiamo l'ambizione di accelerare lo sviluppo sostenibile delle Pmi». De Capitani ha fatto riferimento a «metriche altamente scientifiche come nuovo paradigma nella narrazione delle decisioni finanziarie che Sace intende prendere. Da queste deriveranno impatti sociali e ambientali che hanno conseguenze finanziarie e sulle partnership al fine di alimentare un circolo virtuoso».
Francesco Dialti, avvovaco dello studio legale Cba, ha posto in evidenza il fatto che «con le nuove regole di Basilea III per il credito bancario, su 100 milioni di investimenti gli istituti dovranno accantonarne non più 8 come prima, ma 6,4 milioni e questo porterà a molti più finanziamenti nel settore navale». Oltre a ciò Dialti ha ricordato che il nuovo indice di efficienza energetica Cii (carbon intensity indicator) delle navi «rischia di penalizzare i soggetti più virtuosi ma che navigano meno di altri. VesselsValue ha notato che il mercato sta già penalizzando le navi di fascia E». Sempre in tema di finanza e crociere è stata infine evidenziata l'importanza che venga inserita questa attività nella tassonomia europea perché altrimenti potrebbe mettere in discussione gli investimenti.. (riproduzione riservata)