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Nuovo Btp anti-inflazione in vista: i bond indicizzati servono davvero?
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Nuovo Btp anti-inflazione in vista: i bond indicizzati servono davvero?

25 maggio 2026, 17:00 Ultimo aggiornamento: 28 maggio 2026, 09:28

In arrivo a giugno, il Btp Italia Sì sarà indicizzato all'inflazione tricolore. Ecco a cosa può servire avere un Btp di questo tipo in portafoglio

Questo articolo è stato pubblicato su 4 soldi da investire, la newsletter di Marco Capponi per iniziare a investire in modo consapevole. Per riceverla basta iscriversi da qui.


Questa settimana vi scrivo da Stoccolma, dove sono impegnato in un viaggio di tre giorni in cui sto provando a rispondere a una domanda. Come ha fatto la Svezia a trasformare i suoi cittadini in un popolo di investitori azionari (in Etf ma non solo) fin da giovanissimi?

Per le risposte vi invito a seguire il prossimo episodio del podcast e la prossima edizione di MF-Milano Finanza, in cui andrò a raccontare i punti salienti della mia esperienza.

Ma proprio mentre io sto girando in lungo e in largo alla scoperta della "ricetta segreta" dell'investimento azionario, in Italia l'argomento che domina le cronache di finanza personale è il ritorno di un nuovo Btp speciale. Il nuovo Btp Italia Sì indicizzato all'inflazione tricolore.

Cosa sappiamo del Btp Italia Sì

Che un nuovo Btp speciale fosse nell'aria non era certo una novità. Anche nel 2025, d'altronde, il ministero dell'Economia ha approfittato proprio del periodo tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate per proporre un titolo di Stato indicizzato all'inflazione, il Btp Italia che esiste ormai dal 2012.

C'è però una grande differenza tra oggi e un anno fa. Se nel 2025 una nuova vampata inflazionistica sembrava inverosimile, oggi la crisi in Medio Oriente e il conseguente aumento del prezzo del petrolio ha fatto tornare concreti timori di un'impennata dei prezzi al consumo.

Un timore concreto e visibile anche nella quotidianità (a cominciare dai costi del carburante ma non solo) che ha portato il Tesoro a proporre uno strumento per tutelarsi da un'eventuale fiammata del carovita. Il Btp Italia Sì, per l'appunto. Che dal Btp Italia prende la caratteristica principale - l'indicizzazione all'inflazione italiana Foi -, ma utilizza una nuova struttura semplificata per piccoli investitori (il retail). 

E infatti:

  • Per la prima volta nella famiglia dei Btp Italia l'emissione non prevede il coinvolgimento degli investitori istitizionali (fondi, casse di previdenza, banche eccetera)
  • Il Btp Italia Sì, che durerà cinque anni, contempla il premio fedeltà finale dello 0,6% per chi lo comprerà in fase di emissione e lo terrà fino alla scadenza (esattamente come il Btp Valore)
  • Il nuovo titolo di Stato prevede un meccanismo semplificato per il calcolo delle cedole semestrali: queste ultime matureranno infatti dalla semplice somma algebrica di un tasso fisso (garantito anche in caso di deflazione) e una componente variabile data dal tasso di inflazione nazionale nel semestre di riferimento

Cosa cambia rispetto ai precedenti Btp Italia? Che nelle precedenti emissioni c'era un elemento in più nel calcolo della cedola. La rivalutazione del capitale. Tecnicamente, il tasso reale di base si sommava all’indicizzazione misurata sul capitale rivalutato.

Cosa cambia senza rivalutazione del capitale

Cosa cambia in concreto?

  1. Il nuovo meccanismo dovrebbe comportare un flusso cedolare leggermente minore (si parla di decimi se non proprio centesimi di punto percentuale). In questo articolo di Milano Finanza potete trovare un esempio fatto con valori fittizi
  2. Una differenza che può fare (forse) un po' differenza ai grandi fondi che investono decine di milioni di euro, ma che è pressoché irrilevante per un investitore individuale
  3. Inoltre, questa leggerissima differenza dovrebbe essere compensata dal premio fedeltà, che aggiungerà uno 0,12% di rendimento lordo annuo
  4. Senza contare che il meccanismo senza rivalutazione (frutto di una formula molto più complessa da mandare a memoria) è semplice da capire e da applicare anche nei propri calcoli di portafoglio

Non sto ovviamente facendo pubblicità al Mef, anche perché di questo nuovo Btp non sappiamo ancora la cosa fondamentale (il tasso minimo garantito): sto solo dicendo che per il livello di sofisticazione di un investitore retail che usa dei titoli di questo tipo come protezione dall'inflazione - tra poco vedremo come e perché farlo - l'assenza di rivalutazione del capitale può essere anche ignorata, o tutt'al più considerata solo marginalmente.

A cosa servono davvero i Btp indicizzati?

Posto che il nuovo calcolo delle cedole non dovrebbe essere un discrimine al momento della scelta, proviamo a fare il passo ulteriore e capire: a cosa può servire avere Btp - e in generale titoli di Stato - indicizzati in portafoglio?

Risposta breve: come copertura contro l'inflazione. In partica, questi Btp sono pensati per garantire - salvo ovviamente il fallimento dell'emittente - un rendimento reale positivo per tutta la durata di vita del bond. 

Esempio: se il tasso fisso è dell'1,5% e l'inflazione è del 2%, il nuovo Btp Italia Sì pagherà annualmente il 3,5% lordo. Quindi l'1,5% reale al netto dell'inflazione. 

Qual è il rovescio della medaglia? Che in genere, proprio per via di questa indicizzazione, la componente di tasso fisso sarà sensibilmente più bassa dei titoli equivalenti non indicizzati.

Quindi un titolo di questo tipo:

  • Ha senso in portafoglio in presenza di aspettative di inflazione crescenti
  • Ha meno senso in contesti di forte calo dell'inflazione o di deflazione vera e propria 

E questa dinamica possiamo osservarla anche sul mercato secondario. Dall'inizio di quest'anno, a fronte di un deprezzamento generalizzato dei titoli di Stato a tasso fisso, tutti i bond sovrani indicizzati (cioè Btp Italia o Btpi, legati al carovita dell'Eurozona) hanno mostrato una maggiore resilienza e performance migliori rispetto ai cugini a tasso fisso.

Più in generale, segnalano alcuni consulenti, può essere sensato avere sempre - nell'ambito della propria allocazione obbligazionaria - una parte di titoli indicizzati, proprio per evitare eventuali fiammate inflazionistiche.

Le alternative per proteggersi dal carovita

Ovviamente, l'investimento in bond indicizzati ha senso solo se coerente con la strategia di portafoglio più ampia. Comprare un titolo a cinque anni come il nuovo Btp Italia Sì significa che:

  • Ci aspettiamo un'inflazione crescente nel breve-medio periodo. Ma soprattutto
  • Che abbiamo un obiettivo finanziario che giustichi la necessità di un quasi-deposito a cinque anni. Un tema che (concedetemi l'autopromozione) tocco anche nel libro di Quattro soldi da investire, che potete acquistare a questo link

Anche perché di alternative ai bond indicizzati ce ne sono. Ad esempio:

  1. Abbiamo già visto in un altro approfondimento come mettere al riparo il portafoglio dall'inflazione energetica con una quota di materie prime diversificate
  2. L'oro e più in generale gli asset reali sono tendenzialmente anti-inflazionistici
  3. Il mercato azionario negli orizzonti di lungo periodo si è fin qui rivelato sempre il miglior asset anti-inflazione disponibile. E questo per un semplice motivo: l'apprezzamento storico dei mercati è fin qui sempre stato in grado, all'aumentare dell'orizzonte temporale, di sconfiggere l'aumento dei prezzi 

E voi: avete valutato o state valutando il nuovo Btp Italia Sì? Che idea vi siete fatti e come pensate si possa inserire nella vostra strategia di portafoglio? Fatemelo sapere alla mail mcapponi@class.it.

Noi ci sentiamo la prossima settimana!



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