PagoPa cambia proprietario e governance. Dopo il via libera dell'Antitrust all'acquisizione da parte dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (Ipzs), del 51% e del 49% da parte di Poste Italiane, l'assemblea della società di pagamenti, in precedenza controllata al 100% dal ministero dell'Economia, ha nominato il nuovo cda.
Come anticipato da milanofinanza.it, Marco Pantaleoni (che arriva dal gruppo Bnp Paribas) è stato nominato amministratore delegato e Maurizio Pimpinella (presidente dell'Associazione prestatori servizi di pagamento e Fondazione Italian Digital Hub) è stato scelto come presidente, con il resto del board composto da Giorgia Prete (dirigente Ipzs), Clementina Ciotti (dirigente Ipzs) e Mario Marotta (indipendente scelto da Poste).
L'obiettivo dell'operazione, che vale circa 500 milioni di euro, è chiaro: mettere a sistema identità digitale, pagamenti e documenti elettronici, accelerando anche lo sviluppo dell'IT-Wallet, con la piattaforma PagoPa, nata nel 2019 come sistema di pagamenti elettronici per rendere più semplice e sicuro qualsiasi pagamento verso la Pubblica Amministrazione, che in questi anni è crescita rapidamente. Oggi PagoPa consente a cittadini e imprese di eseguire, tramite i prestatori di servizi di pagamento aderenti, i pagamenti verso gli enti creditori in modalità standardizzata, sia online che offline, e dal 2016 alla fine del 2025, ha gestito oltre 1,9 miliardi di transazioni, per un controvalore pari a circa 400 miliardi. A PagoPa fanno poi capo l'app IO (per i servizi pubblici), Send (che permette alla Pa notifiche legali) e Pari (bonus statali solidali).
Il semaforo verde dell'Antitrust è arrivato senza l'apertura di alcuna istruttoria, ma con la richiesta di condizioni di governance ben definite che fissano, in particolare, il perimetro di azione di Poste Italiane che utilizza la piattaforma di PagoPa come altri istituti di pagamento concorrenti, e potrebbe, almeno teoricamente, acquisire informazioni «commercialmente sensibili» che la potrebbero avvantaggiare. Per questo motivo, secondo quanto indicato dall'autorità per la concorrenza, Poste non potrà stipulare patti riservati (parasociali) che le assegnino forme indirette di controllo su PagoPa, e la gestione dovrà restare in mano al Poligrafico (100% Mef).
La società guidata dall'ad Michele Sciscioli ha designato quindi tre amministratori, tra i quali l'ad Pantaleoni. Si tratta di un manager di lunga esperienza nel settore che dal 2011 al 2019 è stato direttore generale e amministratore delegato di Bnl POSitivity, società specializzata nei servizi di accettazione dei pagamenti e più di recente ha guidato il comparto carte di Bnl-Bnp Paribas.
Mentre Pimpinella, indicato da Poste, avrà un ruolo di rappresentanza e di vigilanza, ma non potrà ricevere deleghe operative con un profilo che si adatta perfettamente a questa funzione.
Dal 2010 alla guida dell'Associazione italiana prestatori di servizi di pagamento che riunisce oltre 200 operatori, Pimpinella ha presieduto anche la Fondazione Italian Digital Hub ed è componente del Comitato Pagamenti Italia presso la Banca d'Italia e ha svolto attività di formazione presso la Scuola di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza.
Tutti i consiglieri avranno poi «obblighi di riservatezza» stringenti. Al momento di selezionare partner e fornitori di PagoPA, non potranno condividere «informazioni sensibili» con società di Poste attive in tre settori: notifica di atti giudiziari, notifica di atti alla Pa e pagamenti. (riproduzione riservata)