Saranno in quotazione da martedì prossimo 26 settembre le azioni dell'87a azienda quotata all'Aim, la Neodecortech di Filago, provincia di Bergamo.
Oggi è stato annunciato il risultato dell'operazione di collocamento avvenute tra l'8 e il 15 settembre scorso, periodo in cui sono stati raccolti gli ordini di investitori istituzionali e privati.
Le azioni di nuova emissione messe in vendita per un ammontare totale di 14,4 milioni di euro, più l'opzione di greeshoe per un ulteriore 1,8 milioni di euro hanno suscitato una domanda di oltre due volte superiore all'offerta, gnerata da 188 investitori, al 90% soggetti istizionali (fondi) e professionali, per l'83% italiani.
Al termine delle operazioni di book building il cda della società e gli advisor, Advance SIM, nomad,Banca Profilo (Global Coordinator e Specialist), Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners (Legal Advisor), Boldrini, Marchese, Pesarese & Associati (consulenza fiscale), BDO (Società di Revisione), Studio Lombardini, Matteoni, Berti & Associati (advisor riassettosocietario) hanno stabilito un prezzo di quotazione pari a 4 euro per azione, quindi nella fascia bassa della forchetta che era statproposta al mercato, da 3,9 a 4,5 euro.
Neodecortech, che da marzo è il nuovo brand della Confalonieri, azienda storica milanse, fondata nel 1947, attiva nella produzione di inchiostri, carte decorative e pannelli nobilitanti, ben nota nel settore dei mobili, si presenta al mercato con due controllate le Cartiere di Guarcino e la Bio Energia Guarcino e un conto economico che ha chiuso al 31 dicembre scorso con un fatturato di 120 milioni di euro e un ebitda di 15,6 milioni pari a un margine del 13, 4%.
Rispetto al 2015 il fatturato aveva registrato una leggera diminuzione (-3%) ma in compenso la marginalità (ebitda) era cresciuta del 32%. Al 30 giugno scorso le cifre preliminari di conto economico segnavano un fatturato di 62 milioni con un ebitda di 6,7 milioni. Per i dieci anni dal 2006 il cagr è stato del 3,4%.
Il salto di marginalità tra il 2015 e il 2016 si è avvertito soprattuto a livello di Ebit che a fine dicembre scorso era quasi raddoppiato a 9 milioni, mentre l'utile netto triplicava a 4,6 milioni.
Attualmente il 75% del valore della produzione viene venduto all'estero, in gran parte in Europa, per un 10% negli SU e u 6% in Asia.
Di una certa rilevanza la Pfn con debiti che al giugno scorso erano saliti a 61 milioni, dai 56 di fine dicembre, di cui circa la metà a media e lunga scadenza.
L'azinda è controllata dalla famiglia riminese Valentini, rappresentata da Luca, presidente del consiglio di amministrazione, mentre Luigi Cologni, ex Confalonieri, è il ceo.