I titoli della Neodecortech, specializzata in carte decorative e pannelli nobilitanti, arriveranno sul listino dell'Aim nella seconda metà di settembre, dopo il collocamento delle nuove azioni che prenderà il via lunedì prossimo.
Ieri il cda dell'azienda, presieduto da Luca Valentini, 55 anni, riminese, figlio di Luigi fondatore del mobilificio omonimo, ha formalizzato la decisione di quotare nuove azioni dell'azienda che ha sede a Filago (Bergamo) per un totale di 14 milioni di euro di cui 12,1 milioni in vendita a operatori istituzionali e retail, 300 mila euro ai dipendenti e ulteriore 1,8 milioni in greenshoe, per un flottante di circa il 25%.
La forchetta del prezzo delle azioni in collocamento è compresa tra 3,9 e 4,5 euro.
Il ricavato dalla quotazione verrà impiegato soprattutto per finanziare il piano di investimenti per espandersi su nuovi mercati esteri e migliorare i macchinari e le tecnologie.
Le operazioni di vendita incominceranno lunedì prossimo 4 settembre, e si chiuderanno il 15, ad opera del global coordinatore dell'operazione e specialist, Banca Profilo, mentre Advance Sim ha agito come nominated advisor dell'emittente. Il team di consulenza è completato dallo studiop Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners (Legal advisor), Boldrini, Marchese, Pesarese & Associati (consulenza fiscale), BDO (società di revisione), Studio Lombardini, Matteoni, Berti & Associati (advisor riassetto societario).
Neodecortech, che da marzo è il nuovo brand della Confalonieri, azienda storica milanse, fondata nel 1947, attiva nella produzione di inchiostri, carte decorative e pannelli nobilitanti, ben nota nel settore dei mobili, si presenta al mercato con due controllate le Cartiere di Guarcino e la Bio Energia Guarcino e un conto economico che ha chiuso al 31 dicembre scorso con un fatturato di 120 milioni di euro e un ebitda di 15,6 milioni pari a un margine del 13, 4%.
Rispetto al 2015 il fatturato aveva registrato una leggera diminuzione (-3%) ma in compenso la marginalità (ebitda) era cresciuta del 32%. Al 30 giugno scorso le cifre preliminari di conto economico segnavano un fatturato di 62 milioni con un ebitda di 6,7 milioni. Per i dieci anni dal 2006 il cagr è stato del 3,4%.
Il salto di marginalità tra il 2015 e il 2016 si è avvertito soprattuto a livello di Ebit che a fine dicembre scorso era quasi raddoppiato a 9 milioni, mentre l'utile netto triplicava a 4,6 milioni.
Attualmente il 75% del valore della produzione viene venduto all'estero, in gran parte in Europa, per un 10% negli SU e u 6% in Asia.
Di una certa rilevanza la Pfn con debiti che al giugno scorso erano saliti a 61 milioni, dai 56 di fine dicembre, di cui circa la metà a media e lunga scadenza.
Secondo voci di mercato il precollocamento avrebbe già raccolto ordini di peso, con tagli da 1 milione di euro, presso i fondi istituzionali.
L'azienda paterna dove Luca Valentini ha fatto gran parte del suo training da manager, è un gruppo di cinque società con un fatturato consolidato di 200 milioni di euro. Ceo del gruppo è Luigi Cologni, 53 anni, che era ceo di Confalonieri.