Napoli, 5+1 alberghi per viverla con stile
In attesa dell’America’s Cup, la città è già sotto i riflettori. Ecco gli indirizzi migliori per scoprirla
Grandi classici e novità: Napoli è paradosso continuo, indefinibile per definizione, difficile e meravigliosa, travolgente e nascosta. L’ospitalità è uno dei suoi simboli più autentici: ecco allora una lista per sbirciare tra gli indirizzi che hanno fatto la storia dell’hôtellerie di Partenope, combinati con il nuovo che avanza, si rinnova e, in qualche modo, non perde lo spirito unico di una città senza paragoni.
Grand Hotel Parker’s: lusso classico senza tempo

Il Grand Hotel Parker’s si trova su Corso Vittorio Emanuele, la sinuosa strada che taglia la città nell’esatta metà delle sue colline: un’icona cittadina, recentemente entrata nel prestigioso circuito Relais&Châteaux, con un panorama ormai entrato nell’immaginario collettivo, che abbraccia il golfo, Capri e il Vesuvio. Le suite dal fascino d’altri tempi, che riportano agli appartamenti borghesi del Vomero con parquet e marmi, le hall con esposizioni d’arte, il Bidder Bar: ovunque si respira la romantica storia di George Parker Bidder, genio e filantropo inglese che qui lasciò cuore e visione.

Il ristorante George, due stelle Michelin, parte dell’associazione Les Grandes Tables du Monè, è guidato dallo chef Domenico Candela: cucina creativa, tecnica impeccabile e materie prime campane elevate all’eccellenza. È lusso classico e senza tempo.
De Bonart Boutique Hotel: per viaggiatori, non turisti

Il De Bonart Boutique Hotel è un cinque stelle che parla un linguaggio diverso: più intimo, più urbano, più internazionale. Atmosfere di design, attenzione sartoriale ai dettagli e un servizio dedicato e impeccabile lo rendono l’indirizzo ideale per chi ama i boutique hotel contemporanei.

Ogni camera ha un carattere proprio, impreziosito da una proposta gastronomica che mescola luogo e materia prima: la colazione sul Rooftop Pavillion, l’aperitivo al Niq Bar (sopra), le cene eccellenti al MacPherson’s o al Deschevalier, con la consulenza di un mostro sacro della ristorazione come Nino Di Costanzo e il talento del resident chef Antonio Autiero. È l’albergo perfetto per chi vuole sentirsi viaggiatore, non semplice turista.
Romeo Hotel: cosmopolita

Architettura avveniristica e cuore partenopeo. Firmato dallo studio giapponese Kenzo Tange & Associates, il Romeo è l’hotel più cosmopolita della città, forte di un design d’avanguardia e un pregevole legame tra arte e tecnologia (imperdibili le suite high-tech). La maestosa Spa Sisley Paris (oltre 1.000 mq di benessere) è uno dei poli d’attrazione principali per il pubblico ormai sempre più internazionale che raggiunge Napoli, ma le vere perle sono da ricercare nei menu.

Dal 2024 il nono piano ospita Il Ristorante Alain Ducasse (che sostituisce il ristorante stella Michelin Il Comandante), la prima apertura italiana del celebre chef francese, un indirizzo che porta a Napoli la sua visione della cuisine de la naturalité. Per chi vuole vivere la città con ritmo metropolitano e un tocco d’élite internazionale.
Grand Hotel Vesuvio: il mito

Dal 1882 il Grand Hotel Vesuvio accoglie teste coronate e star internazionali: Caruso, Pavarotti, Oscar Wilde, Andy Warhol. Affacciato su via Partenope, con Castel dell’Ovo a pochi passi, il Vesuvio è il simbolo dell’ospitalità napoletana. Le camere con vista restano un sogno per i viaggiatori, mentre il Caruso Roof Garden è guidato dallo chef Emanuele Cataruzza, che celebra la tradizione partenopea con finezza contemporanea. È la scelta per chi cerca la Napoli più iconica e leggendaria: la colazione in terrazza è uno dei rituali più sentiti e memorabili.
Hotel San Francesco al Monte: la bellezza contemplativa

Dal convento cinquecentesco al buen retiro con vista: il San Francesco al Monte è un rifugio sospeso nel tempo, riconvertito dal vecchio convento di Santa Lucia al Monte grazie alla visione dell’architetto Luciano Raffin. Un raro esempio di commistione tra ieri e domani, con le antiche celle trasformate in camere che conservano affreschi e atmosfere mistiche, un intero piano dedicato a esibizioni di arte contemporanea mentre a pochi metri si ritrovano la Cappella di San Giovan Giuseppe della Croce, patrono di Ischia, la Sala del Forno e il Refettorio affrescato. La terrazza con piscina regala uno dei panorami più fotografati del golfo, da godere con la cura dei ristoranti Il Vigneto e La Terrazza dei Barbanti. È l’indirizzo di chi cerca spiritualità, charme e bellezza contemplativa.
Palazzo Caracciolo MGallery: il +1

Nella brulicante arteria di San Giovanni a Carbonara, con il clamoroso mausoleo di Ladislao di Durazzo a pochi metri, in un palazzo del XIII secolo, già dimora di re e viceré, il Palazzo Caracciolo combina fascino aristocratico e comfort moderno. Cortili interni, sale storiche, atmosfere nobiliari: tutto parla di storia viva, quella che già nel ’400 portava Napoli al centro della cultura europea.

La cucina del ristorante La Cucina punta sull’autenticità mediterranea, in un contesto elegante ma più accessibile. È l’alternativa perfetta per chi vuole sentirsi parte della città senza rinunciare al fascino della grande storia. (Riproduzione riservata)
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