Altro che neutralità elvetica. Alla Swiss National Bank, la banca centrale svizzera, hanno curiosamente deciso di votare contro l'aumento di capitale fino a 2,5 miliardi di euro di Unipol funzionale all'acquisizione di parte della rete di Mps se l'opas di Intesa Sanpaolo sul Monte andrà in porto. L'indicazione emerge dal verbale d'assemblea del gruppo assicurativo presieduto da Carlo Cimbri che, il 30 luglio scorso, ha dato delega al cda di aumentare, entro il 31 dicembre 2027, in una o più volte, il capitale sociale per un importo massimo di 2,5 miliardi. L'obiettivo di Unipol, come dichiarato al mercato, è di rilevare da Intesa una parte del Monte, un «compendio» che comprende il marchio Mps e circa 635 filiali e che consentirà a Ca' de Sass di rispettare i vincoli Antitrust. A passare di mano saranno anche le relative attività e passività e la maggior parte delle strutture centrali necessarie a operare come istituto autonomo, per un corrispettivo in contanti tra 3 e 3,5 miliardi. Compendio che sarà poi offerto a Bper per far nascere un'unica entità che si chiamerà Banca Monte dei Paschi, dando vita al secondo gruppo bancario italiano con oltre 2.600 sportelli e 170 miliardi di impieghi. La cessione consentirà a Unipol di salire da poco meno del 30% di Bper a oltre il 40% del nuovo aggregato, senza opa.
Un'operazione che ha avuto il voto favorevole del 99,7% dei soci in assemblea (77,5% del capitale e 84% dei diritti di voto per effetto del voto maggiorato), con il sostegno compatto delle coop azioniste di Unipol. E il no, a sorpresa, della Swiss National Bank che, con oltre 1 milione d'azioni, ha circa lo 0,1% della compagnia. (riproduzione riservata)