
Il mercato azionario europeo resta in un contesto neutro-positivo, registrando un generale miglioramento delle performance ma senza lasciar presagire forti strappi al rialzo. È questa in sintesi la previsione relativa all'equity market del Vecchio Continente per fine 2024 fatta da Morningstar nell'ultimo Market Outlook.
Il parallelo tra la situazione europea e quella degli Stati Uniti aiuta a comprendere la differente velocità di crescita delle due aree economico-finanziarie ma anche la reale attrattiva che queste hanno per gli investitori. Morningstar ricorda infatti che fino a pochi mesi fa la crescita dell'economia USA era ben avviata (+2,5% a fine 2023) mentre l'Europa è riuscita solo a evitare di un soffio la recessione.
Tuttavia la diversa situazione ha portato a soluzioni diverse a livello di taglio dei tassi per Fed e Bce. Quest'ultima, infatti, ha avuto maggiori possibilità d'intervento ed è infatti riuscita a riportare l'inflazione a una media attuale del 2,6%, con ciò non solo favorendo una ripresa del Pil (anche se di un modesto +0,3% per il primo trimestre 2024), ma consentendo di mantenere tassi d'interesse più bassi rispetto agli Usa ancora almeno per un paio d'anni.
In questo scenario, se pur Morningstar ammette che "le azioni statunitensi sono state le migliori" non manca di sottolineare come "le azioni europee sono state un ottimo posto in cui stare negli ultimi 12 mesi" rispetto ad altri tipi di investimento. La sensazione, quindi, è quella che i mercati europei siano in una fase interlocutoria ma non certo negativa e che all'interno di un portafoglio diversificato geograficamente l'Europa abbia finora mantenuto la sua validità.
Anche nell'obbligazionario le opportunità non sono mancate, perché se è vero che tassi e rendimenti sono in discesa, è altrettanto vero che questa discesa parte da una base elevata che, per gli investitori, mantiene ancora un discreto interesse. Solo titoli di Stato decennali del Regno Unito "sono ora gli unici titoli europei a 10 anni che offrono un rendimento superiore al 4%". Ma per l'immediato futuro?
"Rispetto a quanto si è visto negli ultimi due anni, le valutazioni [dei titoli azionari europei] non sono economiche", evidenzia Morningstar. Ma si tratta di valutazioni eque, in linea con l'analisi fondamentale, non quindi eccessivamente costose. Quindi opportunità ve ne sono. Non solo, ma il contesto macroeconomico dell'Europa è in fase di miglioramento e ciò potrebbe avere riflessi positivi sulla redditività delle aziende della regione e di conseguenza sul prezzo dei titoli. È comunque troppo presto per capire quanto inciderà l'aumento della redditività e, soprattutto quanto e se durerà.
A livello globale i mercati azionari statunitensi ed europei sono ulteriormente cresciuti nel secondo trimestre pur dando segni di affaticamento, e in entrambe le aree i titoli a piccola e media capitalizzazione appaiono in generale più economici rispetto a titoli a grande capitalizzazione. Attualmente però, secondo Morningstar, "in termini di valutazione l’Europa è ora uno dei luoghi più attraenti, anche se marginalmente, con valutazioni inferiori a quelle di Nord America e Australia".
Non a caso, come anticipato, i mercati azionari europei hanno continuato a salire nel secondo trimestre spinti da un’economia in miglioramento, tanto da segnare guadagni vicini al 20% negli ultimi dodici mesi.
Nel suo Outlook Morningstar analizza otto settori del mercato azionario europeo per identificare i temi su cui puntare da qui alla fine dell'anno. Si tratta di servizi per la comunicazione, consumi ciclici, consumi difensivi, energia, servizi finanziari, healthcare, industriali e utility.
La prima considerazione che emerge è che "i guadagni nel primo trimestre sono stati più distribuiti rispetto ai periodi precedenti". Segno che vi è stato un riequilibrio delle performance. E infatti, nel secondo semestre 2024 i titoli di sanità e servizi di comunicazione hanno recuperato un precedente periodo non proprio positivo, mentre i beni di consumo ciclici hanno lasciato sul terreno almeno il 6% del loro valore. "Negli ultimi 12 mesi - commenta Morningstar - il settore dei consumi non è stato il posto dove stare, con i segmenti dei consumi ciclici e difensivi che hanno registrato guadagni prossimi allo zero".
Sorprende poi il settore dei servizi finanziari, che appare essersi ampiamente ripreso dalla crisi finanziaria segnando un deciso +28% a dodici mesi, seguito (ma in questo caso meno inaspettatamente) da tecnologia e industria.
Complessivamente, "sei degli otto settori analizzati vengono scambiati a sconto rispetto alle stime del valore equo".
Diamo quindi rapidamente un'occhiata alle previsioni di Morningstar per i singoli settori.
Servizi per la comunicazione - Le telecomunicazioni europee sono leggermente sottovalutate, scambiate a una media di 0,9 volte il prezzo/valore equo. Per Morningstar operatori come Kpn, Tele2 e Deutsche Telekom rimangono i preferiti, mentre Vodafone e Proximus sono due esempi recenti di dividendi non sostenibili.
Consumi ciclici - L'indice Morningstar Developed Markets Europe Consumer Cyclical Index ha registrato un rally all'inizio dell'anno grazie a una stagione degli utili relativamente solida, per poi attenuarsi nel secondo trimestre. Vi sono opportunità nella consegna di cibo, nel lusso e nell'abbigliamento (Zalando, Swatch e Kering).
Consumi difensivi - Forte sottoperformance nel secondo trimestre e volumi relativamente deboli in tutto il settore. Le aziende del settore manterranno, se non aumenteranno, gli investimenti in attività di marketing e promozionali per stimolare la crescita dei volumi. Il settore è sottovalutato con molte opportunità tra alimenti e bevande produttori di prodotti per la casa.
Energia - Malgrado il taglio dell'Opec i prezzi del petrolio hanno continuato a calare durante il trimestre, e ciò ha pesato sui titoli energetici. I prezzi hanno comunque iniziato a riprendersi a giugno.
Servizi finanziari - I fornitori di servizi di pagamento rimangono uno dei settori più sottovalutati del settore dei servizi finanziari europei. Le banche con costi di finanziamento bassi sono vincenti in un contesto di tassi normalizzati. I tassi di interesse ancora elevati e i prezzi favorevoli delle assicurazioni automobilistiche sostengono la redditività di banche e assicuratori.
Healthcare - Negli ultimi 12 mesi il settore ha sottoperformato. Nelle biotecnologie e nella produzione farmaceutica il mercato non apprezza appieno l’innovazione in diverse aree terapeutiche. Il settore sanitario appare dunque sottovalutato.
Industriali - La performance dei titoli industriali europei è stata sostanzialmente in linea con quella del mercato azionario europeo più ampio nel secondo trimestre. i titoli europei di beni d’investimento offrono però opportunità limitate. Da seguire i servizi alle imprese, il settore aerospaziale e la difesa.
Utility - I servizi di pubblica utilità hanno invertito parte del calo registrato nel primo trimestre, grazie al forte rimbalzo dei prezzi dell’energia. Il settore è però sottovalutato: il rendimento da dividendi medio del 4,8% è in linea con quello storico, ma il suo premio rispetto ai rendimenti dei titoli di Stato nel secondo trimestre si è ridotto.