Così come varia la platea, di anno in anno varia anche l'attenzione nei confronti di un tema piuttosto che di un altro. In cima alla classifica restano però sempre i mutui. A differenza che in passato, però, il problema non è più come difendersi dal caro mutui, anzi i tassi sono oggi particolarmente favorevoli così come i prezzi delle case, quanto una più generale conoscenza di rischi e opportunità dei vari tipi di finanziamento. «In crescita è invece l'interesse per il rent to buy, cioè la pratica che consente di capitalizzare una parte del canone d'affitto per trasformarlo, dopo un periodo pattuito, nell'anticipo per l'acquisto», prosegue Roveda. La normativa è in via di evoluzione, grazie anche all'iniziativa del Notariato presso il legislatore, ma occorre prestare ancora molto attenzione ad alcuni punti, anche sotto il profilo fiscale.
Al pari dei mutui, di grande interesse restano tutti gli aspetti fiscali legati al mattone, specie questioni in continua evoluzione come Imu, Tasi ma anche imposte legate alla compravendita, scese al 2% per quanto riguarda la prima casa, ma lievitate al 9% per le altre. Non solo. Di crescente interesse sono tutte le informazioni inerenti a tributi locali e regolamenti edilizi, che incidono molto sull'azione di chi vuole costruire o ristrutturare, tema oggi di grande attualità grazie agli incentivi fiscali e alle normative sulle prestazioni energetiche degli edifici.
Nella classifica dei temi considerati più caldi scendono invece le richieste di informazioni da parte di chi compra casa dal costruttore, magari sulla carta, «per la semplice ragione che oggi si costruisce pochissimo», spiega Roveda, «e che dopo esperienze negative passate oggi tutti si sono fatti più cauti». A questo proposito ancora relativamente poco adottate le misure disponibili per tutelare gli acquirenti, come la fideiussione o la registrazione del preliminare, perché costose o comunque non gradite alle parti. In merito a quest'ultima si è riusciti però a superare in parte il problema della doppia tassazione per l'acquirente. Il preliminare deve infatti essere registrato presso un qualsiasi sportello dell'Agenzia delle entrate entro 20 giorni dalla firma. Il costo della registrazione è di 400-500 euro tra imposta fissa e bollo più l'imposta di registro dovuta in ragione del 3% sugli acconti di prezzo e dello 0,5% sulla caparra, che sono invece detraibili dalle imposte dovute in occasione della registrazione dell'atto definitivo. Attenzione però perché solo se il preliminare viene fatto dal notaio e quindi trascritto nei registri immobiliari, il compratore può essere tranquillo che da quel momento il bene non può essere venduto che a lui, né può essere colpito da gravami. (riproduzione riservata)
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